Sulla scrittura delle memorie di Luciano Barca

Florindo Rubbettino basandosi sul suo intervento alla recente inaugurazione del Fondo Librario “Luciano Barca” ad Ancona, ricostruisce la vicenda editoriale delle Cronache dall’interno del vertice del PCI di Luciano Barca, edite da Rubbettino nel 2005 e sottolinea l’importanza sia del lavoro culturale che sta dietro la scrittura e la diffusione editoriale della memorialistica storica (ricordare, conservare, trasmettere) sia della memoria storica condivisa e della necessità di un confronto aperto e generoso sulle eredità delle culture e tradizioni politiche, sui loro successi e limiti.

Dare lavoro, non reddito. Liberiamoci da alcuni pregiudizi

Elena Granaglia interviene nel dibattito sull’opportunità di introdurre misure universalistiche di sostegno ai redditi e mette in rilievo alcuni pregiudizi presenti nella posizione, diffusa nel nostro paese – e di recente ribadita dall’ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi – secondo cui dare reddito, anziché lavoro, equivarrebbe a negare la dignità umana. Granaglia sostiene che evitare tali pregiudizi può essere utile anche per migliorare le politiche di contrasto alla povertà, che sono in via di definizione nel nostro paese.

Parole da ieri e dall’oggi. Un ricordo di Luciano Barca

Giorgio Cisbani traccia un breve, toccante ricordo di Luciano Barca e del suo rapporto con le Marche, nella cui circoscrizione fu eletto deputato in 6 legislature. Il ricordo è stato letto ad Ancona il 10 marzo scorso, in occasione dell’ inaugurazione della Cittadella della Cultura del Consiglio Regionale delle Marche all’interno della quale ha trovato sistemazione il Fondo librario e carte “Luciano Barca”.

Post-verità o post-politica? Dalla parola dell’anno all’uomo dell’anno

Antonio Nicita dedica il Contrappunto alla post-verità. Dopo aver definito il termine, Nicita sostiene che, come dimostrano le elezioni americane, la post-verità è fortemente legata alle emozioni suscitate attraverso offending speech e discorsi denigratori se non proprio d’odio (hatespeech). L’implicazione, secondo Nicita, è che il contesto regolatorio di riferimento potrebbe essere quello dell’hatespeech già tracciato nel protocollo sul Cybercrime Treaty, e non quello più rischioso della regolazione delle false notizie.

Permacultura, una cultura permanente sostenibile per il benessere dell’uomo

Francesca Della Giovampaola si occupa di permacultura, un sistema di progettazione di ecosistemi in equilibrio per soddisfare i bisogni dell’uomo. Dopo averne ricordato l’origine, Della Giovampaola illustra i principi etici su cui si basa la permacultura, fornisce informazioni sulla sua diffusione in Italia e nel mondo, e presenta alcuni esempi del metodo di lavoro di un permacultore. La sua conclusione è che l’utilizzo di questo metodo di progettazione consente di affrontare alcune delle crisi ambientali e sociali contemporanee.

Premiare il potenziale di crescita, non solo la produttività media dei dipartimenti universitari

Giosuè Baggio ricorda che a partire da quest’anno verranno assegnati fondi aggiuntivi ai 180 migliori dipartimenti universitari italiani e afferma che l’obiettivo di promuovere ricerche di qualità è condivisibile. Tuttavia, secondo Baggio, per raggiungere tale obiettivo il modo migliore non è quello di premiare la produttività media, che può anche dare luogo a esiti paradossali; occorre, invece, sperimentare modelli alternativi, ad esempio quelli diretti a premiare i dipartimenti con il maggiore potenziale di crescita futura della produttività.

«La buona battaglia per migliorare le condizioni linguistiche e non solo linguistiche dell’Italia.» In ricordo di Tullio De Mauro

Antonio Montefusco traccia un ricordo di Tullio De Mauro. Dopo avere affermato che De Mauro è stato il principale linguista italiano della seconda metà del XX secolo, Montefusco offre un ritratto della sua opera e della sua figura intellettuale. Montefusco sottolinea che De Mauro ha prestato particolare attenzione alle disuguaglianze linguistiche e ha dedicato grandi energie al problema dell’analfabetismo, della scuola, e recentemente, del life-long learning. Questo impegno, conclude Montefusco, è senz’altro uno dei suo lasciti più vitali.