La riforma della Pubblica Amministrazione e quel che servirebbe

Michele Morciano nota che anche il governo Renzi ha voluto la “propria” riforma della Pubblica Amministrazione perpetuando la convinzione secondo cui più che attuare le norme esistenti occorre produrne di nuove. Morciano si interroga poi sul vero obiettivo della riforma: rendere la PA più efficace, efficiente, trasparente ecc. o, viceversa, contenere strutturalmente la spesa pubblica attraverso una riduzione del perimetro dello stato (“uno stato semplice”) e costituire un premierato di fatto (un governo “semplice” per uno stato semplice)?

Oltre l’austerità, il futuro dell’Euro: in margine a una lezione di Paul De Grauwe

Mario Tiberi dà un resoconto delle “Lezioni Federico Caffè 2015”, tenute da Paul De Grauwe, sul futuro dell’Eurozona. Tiberi ricorda le critiche di De Grauwe alle politiche di austerità, nate da un‘analisi inadeguata della recessione, troppo centrata sulla crisi dei debiti sovrani, e responsabili di molte conseguenze negative. L’alternativa è una politica fiscale espansiva, sorretta dalla piena affermazione della BCE come prestatore di ultima istanza. Tiberi conclude sottolineando la sintonia del ragionamento di De Grauwe con valutazioni presenti nei lavori di Caffè.

La “Fusione dei Comuni” e la “Questione Meridionale”

Massimo Calise ricostruisce le caratteristiche e gli obiettivi del Decreto Legislativo sulla “Fusione dei Comuni” e fa il punto sul suo stato di attuazione. L’osservazione che il numero dei Comuni si è ridotto grazie alla fusione di quelli più piccoli esclusivamente nelle Regioni del Centro-Nord, fornisce a Calise lo spunto per sottolineare il ritardo del Mezzogiorno nel cogliere questa che può essere un’opportunità e ne individua le cause nell’ostacolo che il carattere “estrattivo” della politica nel Mezzogiorno pone al cambiamento.

Cosa vogliono (e quanto sono razionali) i terroristi?

Maurizio Franzini si chiede quali possano essere i veri obiettivi dei terroristi, in particolare se tra essi rientri quello di “farci cambiare le nostre abitudini” come spesso si afferma, e se i loro comportamenti rispondano ai requisiti della razionalità. Nel tentativo di rispondere a questa domanda Franzini richiama alcuni studi sull’economia del terrorismo e sulla sua razionalità e suggerisce che la comprensione del fenomeno richiede di considerare congiuntamente gli obiettivi e la razionalità di chi progetta e di chi esegue gli attentati.

Quando parlare della scuola diventa un tabù: La disuguaglianza sociale ed il sistema scolastico tedesco

Guido Neidhöfer discute il ruolo della scuola come strumento per attenuare la disuguaglianza sociale e mostra come, se mal disegnate, le politiche scolastiche possano accrescere tale disuguaglianza. A tale proposito, Neidhöfer illustra il caso della Germania dove il successo scolastico dei figli dipende dal grado di istruzione dei genitori molto più che negli altri paesi europei. Secondo Neidhöfer tale fenomeno dipende da una caratteristica del sistema scolastico tedesco: la scelta precoce degli studenti fra i diversi tipi di scuola secondaria.

Urban food policies e food crimes in tempi di crisi

Giovanni Venegoni si occupa delle food policies urbane che rappresentano una delle nuove frontiere dell’amministrazione cittadina e ricorda che l’Urban Food Policy Pact di Milano ha contribuito a portare il tema alla ribalta mediatica. Venegoni richiama l’attenzione su un rischio concreto e crescente, quello dei food crimes (crimini alimentari) e sottolinea che sebbene tali crimini vengano collegati principalmente al mondo rurale essi rappresentano in realtà una minaccia trasversale per l’intera comunità e per i singoli consumatori.

La correzione attuariale delle pensioni in essere: da un principio condivisibile a una soluzione difettosa

Alla luce del dibattito che ha seguito la proposta di riforma delle pensioni da parte dell’INPS, in “Contrappunti” ripubblichiamo un contributo di Michele Raitano comparso sul n. 9 del Menabò che mostra i punti deboli dell’idea di ricalcolare le pensioni in pagamento applicando i principi della formula contributiva. Raitano sostiene che questa proposta, pur essendo ispirata a principi condivisibili, farebbe sorgere problemi di equità sorgerebbero se, come è previsto, venissero esentate le pensioni inferiori a una determinata soglia.

Lo sviluppo della Sanità Digitale in Italia: opportunità e ostacoli

Giuseppe Greco analizza lo stato dell’arte della Sanità Digitale nel nostro Paese. Dopo aver ricordato il ruolo degli investimenti ICT per la crescita dell’efficienza e dell’efficacia del SSN, Greco si sofferma sulle ragioni del ritardo italiano, evidenziando la mancanza di una governance di sistema e di una strategia architetturale complessiva, soprattutto in merito al Fascicolo Sanitario Elettronico e alla Telemedicina. Ma la recente “Strategia Crescita Digitale 2014-2020” del Governo può costituire un cambio di passo.