Caro Roberto, caro Michele: Salvati e Tamborini dialogano su adattamento e mutamento del capitalismo

Sullo scorso numero del Menabò, Roberto Tamborini, prendendo spunto critico da un articolo di Michele Salvati, ha sostenuto la necessità, per la sinistra riformatrice, di passare dall’ “adattamento” al capitalismo odierno alla sua “mutazione” per renderlo equo e sostenibile. Dopo la pubblicazione dell’articolo, Salvati e Tamborini hanno avuto uno scambio epistolare (digitale) e lo hanno proposto al Menabò, che è lieto di pubblicarlo nella sua forma originaria soprattutto perché può contribuire non poco a formarsi un’idea più precisa su un tema così rilevante.

I riders delle piattaforme digitali tra autonomia e subordinazione

Stefano Giubboni commenta le recenti sentenze di merito sui riders delle piattaforme digitali. Dopo avere analizzato sotto il profilo giuridico le motivazioni di tali sentenze, Giubboni si interroga sulle opportunità di una regolazione ad hoc dei lavori tramite piattaforma, muovendo in particolare dalla qualificazione che la sentenza della Corte di Appello di Torino propone del rapporto di collaborazione dei riders.

Disuguaglianze e ….accesso ai servizi

L’articolo si concentra sulle crescenti difficoltà che incontra l’eguaglianza nell’accesso ai servizi. Tali difficoltà sono dovute più che a un esplicito ridimensionamento del ruolo del pubblico a varie circostanze “indirette”: il sotto-finanziamento, l’assenza di una strategia complessiva di qualificazione dell’intervento pubblico e la diffusione della “cultura” di insostenibilità della spesa. Queste tendenze non sono ineluttabili e possono essere contrastate da opportune politiche.

La voice di New York, l’exit di Amazon e…. l’abolizione dei miliardari

Maurizio Franzini prende spunto da un recente intervento che sostiene la necessità di “abolire i miliardari” e si chiede cosa possa desumersi nella prospettiva di limitare il potere dei miliardari (anche senza abolirli) dalla recente vicenda che ha visto Amazon rinunciare, dopo le proteste, a costruire il suo secondo quartier generale a New York. Franzini ricostruisce gli eventi è sostiene che le categorie di Hirschman di exit e voice, opportunamente adeguate, possono aiutare a comprendere gli eventi e i possibili sviluppi futuri.

Più immigrati, più crimini (efferati). Falso!

Patrizio Gonnella sostiene che un’Europa, chiusa in se stessa e afflitta da una pericolosa tendenza identitaria, ha favorito una declinazione della questione migratoria in termini di sicurezza pubblica, con accostamenti avventati e ingiustificati al tema della criminalità. Con riferimento a quest’ultima, Gonnella richiama dati statistici e analisi criminologiche dai quali emerge che non vi è correlazione tra i flussi di migranti in arrivo e i tassi di detenzione, soprattutto per i crimini più efferati.

Un Reddito di Cittadinanza con molti punti critici

Maria Cecilia Guerra esamina le caratteristiche del Reddito di Cittadinanza (RdC) di recente introdotto dal Governo. Dopo aver ricordato che si tratta di una classica misura di contrasto alla povertà, soggetta a prova dei mezzi e condizionata alla disponibilità al lavoro, Guerra segnala alcune criticità del RdC; in particolare, l’attenzione minore per i giovani rispetto agli anziani poveri e i problemi che nascono dal tentativo di contrastare la povertà e migliorare l’efficacia delle politiche attive del lavoro con un unico strumento.

Autonomia regionale differenziata e “secessione dei ricchi”

Gianfranco Viesti fa il punto sulle richieste di maggiore autonomia regionale che in Veneto e Lombardia sono state oggetto di referendum regionali. Viesti sostiene che tali richieste sono dirette a ottenere quote maggiori del ‘residuo fiscale’ e individua le ragioni del favore che esse sembrano incontrare. Inoltre, spiega che, per ragioni collegate alla determinazione dei fabbisogni standard, il rischio che si corre è quello della ‘secessione dei ricchi’ con effetti sui diritti di cittadinanza

Pensioni e illusioni

Civil servant ricorda le modalità di funzionamento dei sistemi previdenziali e chiarisce che provvedimenti come “quota 100” non possono che ridurre gli assegni mensili di chi, anticipando il pensionamento, avrà più anni di riposo. Civil servant sottolinea che si tratta non di una penalizzazione ma di una diversa distribuzione temporale delle risorse disponibili e stima per ogni anno di anticipo l’assegno mensile subirà una riduzione tra il 4% e il 5% che può arrivare al 7,5% se si considera la perdita rispetto alla pensione che spetterebbe versando un anno in più di contributi.

L’Italia dei sovranisti maleducati nell’Europa dei sovranisti perbene

Roberto Tamborini sostiene che in Europa oggi si frontaggiano non governi europeisti e anti-europeisti, ma sovranismi diversi. I sovranisti perbene rispettano i trattati e le regole per quanto compatibili coi propri interessi nazionali. I sovranisti maleducati si scagliano contro i tecnocrati di Bruxelles rivendicando spazio e soddisfazione per i propri interessi nazionali. Entrambi avversano una maggiore condivisione di sovranità. Per spezzare questo letale status quo occorre una terza forza, transnazionale ed europeista, con un chiaro programma di discontinuità col passato.

Un condono per il povero Onesto

Morales Sloop partendo da un’affermazione del Ministro Savona in merito agli effetti redistributivi dai ricchi ai poveri del condono fiscale, analizza sia l’iniziativa del governo sia il “Rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva” del 2018. Morales Sloop sostiene che la misura si rivolge più che ai ricchi, ai furbetti e mostra come l’effetto redistributivo del condono sia sempre iniquo, favorendo i furbetti a scapito dei poveri Onesti, contrariamente all’affermazione del Ministro.