Recovery: cioè?

Maurizio Franzini muovendo dalla definizione tecnica della ‘recovery’ come la fase di ripresa del reddito e dell’occupazione che si conclude con il ritorno ai livelli precedenti la recessione, sostiene che alla ‘recovery’ così intesa, e alle politiche per realizzarla, viene prestata poca attenzione e ciò vale anche con riferimento ai progetti di cui più si discute in relazione al Recovery plan europeo. Franzini illustra sia le ragioni per le quali la ‘recovery’ meriterebbe maggiore attenzione sia i rischi di una concezione della stessa che non presti attenzione alla dinamica delle disuguaglianze.

Il decreto rilancio e le imprese

Vieri Ceriani esamina i provvedimenti del Decreto Rilancio volti ad assicurare sostegno economico alle imprese e a rafforzarne la capitalizzazione. Nella sua valutazione tali provvedimenti appaiono in generale coerenti con gli obiettivi perseguiti, ma configurano un insieme eterogeneo e farraginoso, soggetto a molte condizionalità e complessità applicative. Tra le norme fiscali, l’esenzione dal versamento dell’Irap appare, però, incoerente con gli obiettivi e irragionevole negli effetti. Ceriani suggerisce, nelle conclusioni, alcuni provvedimenti alternativi.

Il COVID-19 e i sistemi di protezione sociale: riflessioni sul presente e sul futuro

FraGRa si occupano delle difficoltà del sistema di sostegno al reddito, di fronte all’emergenza Covid, a coprire tutti gli svantaggiati e a erogare tempestivamente gli aiuti. Rivolgendo, poi, lo sguardo al futuro sostengono la necessità di incisivi interventi e indicano alcune possibili linee di marcia: provare a distinguere fra rischi di disoccupazione standard e rischi sistemici, risolvere il problema della tutela degli autonomi, riprendere la riflessione sul reddito di base nonché adottare misure che limitino le forme contrattuali atipiche e le basse retribuzioni.

Le decisioni politiche e l’influenza delle organizzazioni sociali. Qualche riflessione.

Maurizio Franzini raccogliendo la sollecitazione di Cristiano Gori, avanzata nel suo articolo sul Reddito di Emergenza pubblicato sullo scorso numero del Menabò, avanza alcune riflessioni generali sul ruolo positivo che le organizzazioni rappresentative della società civili possono avere nell’indirizzare e nel migliorare le decisioni politiche in tema di welfare e sui diversi fattori dai quali può dipendere la loro effettiva capacità di influenzare quelle decisioni.

Rilancio con lo scudo (a proposito della prima scheda di lavoro del piano Colao)

Stefano Giubboni si occupa della prima delle proposte per la ripartenza delle imprese e dell’occupazione presentata dal comitato di esperti in materia economica e sociale presieduto da Vittorio Colao, in cui si raccomanda l’esclusione della responsabilità penale per il contagio da Covid-19. Giubboni illustra le ragioni del suo giudizio negativo sulla proposta.

Critically important. Il Covid-19 e il bisogno di immigrati

Rama Dasi Mariani riflette, alla luce di recenti vicende legate al lockdown, sul ruolo che i lavoratori migranti hanno nel mercato europeo e nei settori produttivi considerati essenziali. Mariani sottolinea come nelle condizioni attuali molti settori produttivi, in Europa, incontrerebbero – in assenza di profonde riforme – seri problemi senza i flussi migratori e conclude con la preoccupazione che al fenomeno possa non essere dedicata l’attenzione che la sua rilevanza richiede.

Telemedicina e Covid-19: un’occasione mancata?

Tommaso Langiano e Paolo Di Loreto osservano che la pandemia da Covid-19 ha determinato un forte incremento nell’utilizzo della telemedicina in molti paesi, essenzialmente per due finalità: il triage da remoto dei casi sospetti per decidere sul ricovero in ospedale; il controllo dei pazienti a domicilio. Gli autori, dopo aver sottolineato che la teleassistenza protegge dal rischio di contagio i pazienti, i medici e la comunità lamentano che in Italia il ricorso alla telemedicina nella corrente epidemia sia stato molto marginale.

L’helicopter money e la credibilità della Banca centrale europea

Pompeo Della Posta discute l’affermazione secondo la quale monetizzare il debito rischierebbe di minare la credibilità anti-inflazionistica della Banca Centrale Europea sostenendo che non sarebbe questo il caso. Non è possibile, infatti, perdere credibilità attuando una politica, come sarebbe la monetizzazione della spesa, che porterebbe con sé meno rischi e che risulterebbe meno costosa dell’alternativa rappresentata dal ricorso all’indebitamento.

I costi sociali della trasgressione dell’obbligo di quarantena

Daniele Ingarrica e Simone Tedeschi discutono l’efficienza dell’attività normativa di contenimento del Covid-19. Utilizzando dati ufficiali, calcolano un intervallo di valori – in termini di giorni di lockdown, perdita di Pil e aumento dei disoccupati – per il costo sociale della trasgressione delle norme da parte degli individui contagiati e concludono che, in vista della fase 2, sarebbe opportuno applicare norme più dissuasive, grazie alla maggiore certezza e immediatezza delle sanzioni e al miglior coordinamento tra livelli di governo.

Perché gli eurobond dovrebbero chiederli tedeschi e olandesi

Civil Servant muove dalla considerazione che, diversamente da quanto accadrebbe in un mercato perfetto, nel caso di emissioni di eurobonds vi sarebbero margini per guadagnare sulla differenza di prezzo tra beni sostanzialmente identici ma scambiati tra soggetti differenti su uno stesso mercato. Infatti, se gli eurobond possono essere emessi solo a tassi superiori a quelli dei bund tedeschi, allora i tedeschi potrebbero indebitarsi per acquistarli lucrando sulla differenza tra i rendimenti (al netto del diverso rischio).