L’educazione di partito e la vita reale delle persone

Nel febbraio del 1980, sindaco Luigi Petroselli, si inaugura a Roma la nuova linea A della Metro. Un evento che non sarebbe dovuto sfuggire a un politico attento alle condizioni di vita delle persone, ai territori. Eppure sfuggì a Luciano Barca immerso nei pensieri che gli aveva procurato una riunione di Rinascita che allora dirigeva. Quando se ne rese conto restò profondamente amareggiato. Partendo da questo episodio, di cui fu testimone, Leonardo Loche ci rende partecipi, con precisi riferimenti, dell’attenzione di Luciano per i territori, per la vita reale delle persone e ricollega tutto ciò a quella che allora si chiamava educazione di partito.

L’internazionalismo, nella diversità

Nella primavera del 1959 Luciano Barca visita la Cina con una delegazione del PCI e di quella visita abbiamo un’emozionante testimonianza video alla quale ci rimanda Fulvio Lorefice. Quel viaggio, e gli altri che seguiranno, mostrano che tra le molteplici dimensioni dell’impegno politico di Luciano Barca quella diplomatica è stata certamente una fra le più significative, grazie alla sua abilità e raffinata sensibilità, testimoniate anche dal suo ruolo nel «compromesso storico». Lorefice sostiene che nell’«assedio reciproco» novecentesco, la propensione alla mediazione e al compromesso fu decisiva non soltanto nella dinamica politica nazionale ma anche in quella internazionale. In quest’ultima prospettiva l’opera di Barca, che Lorefice traccia attraverso i diari richiamando in particolare i rapporti con i ‘partiti fratelli’, si rivela utile in una fase in cui la dimensione internazionale dei partiti appare spenta.

La lezione di Luciano Barca e le sfide di oggi

Luciano Barca guardava con preoccupazione alla tendenza della politica a rinchiudersi sempre più in ristretti recinti istituzionali, togliendo voce alle forze sociali, e al conseguente rischio che si affermasse sempre più una concezione tecnocratica delle politiche da adottare. Giacomo Bottos rilegge, da un’altra generazione, gli scritti di Barca seguendo il filo conduttore delle politiche e si sofferma su alcune questioni tutt’oggi cruciali: il nesso tra politica e politiche, l’importanza delle autonomie, la riflessione sul modello di sviluppo e sulla società dei consumi, la critica di una concezione tecnocratica della programmazione, il rapporto possibile tra Stato e mercato, la lotta alla rendita, il problema della qualità dello sviluppo, l’articolazione di contingenza e prospettiva.

Disuguaglianza nell’intensità di lavoro nelle imprese e produttività: quale relazione?

Michele Raitano, prendendo spunto da un recente rapporto dell’ISTAT che documenta la debole dinamica della produttività del lavoro in Italia nell’ultimo quarto di secolo, ragiona sulle possibili cause di tale dinamica. In particolare, si concentra sul complesso legame fra flessibilità del lavoro e produttività riportando i risultati di una recente ricerca secondo cui la crescita della disuguaglianza nell’intensità di lavoro all’interno delle imprese, permessa dalla flessibilità, si associa in Italia a una riduzione del tasso di crescita della produttività del lavoro.

Le critiche al Reddito di Cittadinanza. Proviamo a fare chiarezza (seconda parte)

FraGRa nella seconda parte del loro articolo sulle critiche mosse al Reddito di Cittadinanza si soffermano sulla “spinta” che esso darebbe all’indolenza. Contro la tesi che sia dominante il fenomeno dei “poveri indolenti”, gli autori ritengono che occorra distinguere fra situazioni molto diverse e sostengono che gli effetti di disincentivo al lavoro del Rdc sono assai deboli e in prevalenza riconducibili a cause diverse dall’indolenza, e molto più giustificabili. Volendo contrastarli la via maestra è, comunque, rendere il lavoro più attraente.

Le critiche al Reddito di Cittadinanza. Proviamo a fare chiarezza

FraGRa intervengono, con un articolo in due parti, nella discussione pubblica che si è riaccesa in questi giorni sul Reddito di Cittadinanza, sostenendo che il dibattito è piuttosto confuso e manca di distinguere chiaramente le questioni e i piani analitici. Gli autori si propongono di fare un po’ di chiarezza iniziando con l’individuare due questioni critiche che chiamano, rispettivamente, del “mancato bersaglio” e della “spinta all’indolenza”. Questa prima parte dell’articolo si focalizza sul “mancato bersaglio”.

La crisi e l’Europa. Un’opportunità per uscire dall’impasse?*

Francesco Saraceno parte dalla considerazione che nel dibattito sull’euro e le politiche economiche dominano due posizioni apparentemente antitetiche: a chi difende la situazione attuale e sostiene che le istituzioni europee hanno bisogno soltanto di aggiustamenti marginali si contrappone chi auspica il ritorno alla sovranità nazionale. Saraceno ritiene che, malgrado le apparenze, le due posizioni condividono l’idea di fondo che l’euro sia irriformabile, un’idea che considera sbagliata perché non è inevitabile l’identificazione dell’euro con il liberismo.

Recovery: cioè?

Maurizio Franzini muovendo dalla definizione tecnica della ‘recovery’ come la fase di ripresa del reddito e dell’occupazione che si conclude con il ritorno ai livelli precedenti la recessione, sostiene che alla ‘recovery’ così intesa, e alle politiche per realizzarla, viene prestata poca attenzione e ciò vale anche con riferimento ai progetti di cui più si discute in relazione al Recovery plan europeo. Franzini illustra sia le ragioni per le quali la ‘recovery’ meriterebbe maggiore attenzione sia i rischi di una concezione della stessa che non presti attenzione alla dinamica delle disuguaglianze.

Il decreto rilancio e le imprese

Vieri Ceriani esamina i provvedimenti del Decreto Rilancio volti ad assicurare sostegno economico alle imprese e a rafforzarne la capitalizzazione. Nella sua valutazione tali provvedimenti appaiono in generale coerenti con gli obiettivi perseguiti, ma configurano un insieme eterogeneo e farraginoso, soggetto a molte condizionalità e complessità applicative. Tra le norme fiscali, l’esenzione dal versamento dell’Irap appare, però, incoerente con gli obiettivi e irragionevole negli effetti. Ceriani suggerisce, nelle conclusioni, alcuni provvedimenti alternativi.

Il COVID-19 e i sistemi di protezione sociale: riflessioni sul presente e sul futuro

FraGRa si occupano delle difficoltà del sistema di sostegno al reddito, di fronte all’emergenza Covid, a coprire tutti gli svantaggiati e a erogare tempestivamente gli aiuti. Rivolgendo, poi, lo sguardo al futuro sostengono la necessità di incisivi interventi e indicano alcune possibili linee di marcia: provare a distinguere fra rischi di disoccupazione standard e rischi sistemici, risolvere il problema della tutela degli autonomi, riprendere la riflessione sul reddito di base nonché adottare misure che limitino le forme contrattuali atipiche e le basse retribuzioni.