La legge delega fiscale e il sistema duale

Ruggero Paladini presenta e discute uno degli assi portanti della legge delega sulla riforma fiscale recentemente approvata. Si tratta dell’introduzione di un sistema di imposizione duale, sulla falsariga di quanto fanno i paesi scandinavi: i redditi derivanti dall’impiego del capitale vengono sottoposti ad una aliquota proporzionale, mentre i redditi da lavoro continuano ad essere assoggettati all’Irpef, con caratteristiche di progressività. L’articolo evidenzia diversi problemi aperti, offrendo alcune proposte di soluzione.

Un Nobel che vale doppio

Civil Servant ricordando che il premio Nobel per la fisica è stato attribuito a Giorgio Parisi soprattutto per i suoi contributi alla teoria della complessità, avanza la tesi che questo campo di ricerca ha interessanti implicazioni per l’economia. In particolare, esso potrebbe smontare il dominante paradigma delle microfondazioni delle teorie macroeconomiche. L’analisi dei sistemi complessi dimostra infatti che le dinamiche aggregate dipendono molto di più dalle modalità di interazione tra gli individui che non dalle loro caratteristiche e comportamenti.

Perché rilanciare la “piena e buona occupazione”

Laura Pennacchi difende l’obiettivo della “piena e buona occupazione” a partire dalle donne e dai giovani non solo per ragioni di equità, ma anche perché da esso passa lo ”sblocco” della crescita per l’intera comunità nazionale. La prescrizione più importante per il governo è di non limitarsi a misure incentivanti volte a stimolare indirettamente la generazione di lavoro (incentivi fiscali, decontribuzioni, bonus, trasferimenti monetari, riduzioni del cuneo fiscale, ecc.) ma formulare “piani diretti di creazione di occupazione”.

Pensionati part-time: un limbo previdenziale per coniugare sostenibilità finanziaria con libertà e diritti degli anziani

Fabrizio Patriarca presenta la proposta di “pensionamento graduale”, ovvero l’idea di consentire, superata una determinata età, di transitare verso forme di lavoro part-time fortemente agevolate prima di accedere alla pensione. Secondo Patriarca, questa proposta ha il pregio di coniugare la sostenibilità del bilancio pubblico previdenziale con la possibilità di tenere conto delle preferenze dei lavoratori anziani senza, al contempo, ridurre in modo sostanziale il loro reddito.

Economia e pandemia: tra cadute e rimbalzi a che punto siamo?

Roberto Tamborini osservando che c’è euforia per la ripresa della crescita e preoccupazione per la ripresa dell’inflazione si chiede se questi sentimenti siano giustificati. Gli esperti avvertono che crescita del PIL e dell’inflazione sono, entrambi, “rimbalzi”. Tamborini ricorda che occorre osservare l’andamento del PIL e dei prezzi su un periodo sufficientemente lungo per capire quanto è alto il rimbalzo, a che livello porta rispetto al passato, e, con qualche estrapolazione, guardare anche al futuro.

La gestione partecipata nell’esecuzione del PNRR: la proposta dei Patti Territoriali

Federico Butera richiama l’attenzione su tre formidabili sfide che, dopo l’approvazione del PNRR, occorre affrontare nell’’ultimo miglio” e sostiene che una rigorosa gestione economico-finanziaria policentrica del piano nel modello presentato dal Premier e dal suo governo può essere rafforzata da Patti Territoriali o Patti per il lavoro, ossia dall’assunzione condivisa di proposte e impegni, di programmi di lavoro e di metodi da parte di soggetti pubblici e privati che operano nell’interesse proprio e del bene comune.

Perché un’ampia e aperta discussione del PNRR è necessaria per il suo successo

Gianfranco Viesti dopo aver affermato che il Piano di Rilancio italiano è un documento assai articolato, con luci ed ombre, sostiene che il suo impatto dipenderà in modo cruciale dai processi attuativi e per questo motivo sarebbe indispensabile, assai più che una fiduciosa delega all’esecutivo, un’ampia e aperta discussione pubblica nel paese. Viesti argomenta queste tesi facendo specifico riferimento alle misure di politica industriale contenuto nel Piano.

Misurare la povertà: gli insegnamenti della pandemia

Maurizio Franzini e Michele Raitano partendo dai dati sulla povertà nel 2020 resi noti a giugno dall’Istat, riflettono su alcuni limiti degli indicatori di povertà e sulle ragioni dell’andamento contraddittorio della povertà assoluta e di quella relativa. Tale contradditorio andamento, non nuovo, potrebbe scaturire almeno in parte dallo stesso lockdown e, quindi, dalla riduzione dei consumi non dovuta a perdita di potere d’acquisto, con conseguenze di rilievo per una riflessione sulle modalità di misurazione della povertà.

Il pipistrello di Wuhan e la televisione

Enrico Menduni sostiene che la pandemia ha stravolto le tendenze dell’intrattenimento audiovisivo italiano, aumentando i tempi di fruizione, arrestando il declino della televisione generalista e accelerando la penetrazione delle piattaforme. Interrogandosi sulla reversibilità di questi effetti, Menduni ipotizza che si profili una sfera pubblica con tre componenti tendenzialmente in equilibrio: i media istituzionali, collante della società, i social tutori della diversità, lo streaming come accesso alla creatività e all’intrattenimento.

La tragedia del Mottarone e la carenza di vaccini nei paesi poveri: fenomeni diversissimi, ma con qualcosa in comune

Marcello Basili e Maurizio Franzini di fronte alla immane tragedia del Mottarone si chiedono se eventi catastrofici pur diversissimi, come la caduta della cabinovia e la pandemia, non abbiano elementi comuni, utili anche per prevenirli. Senza disconoscere il ruolo delle motivazioni individuali – ad iniziare dall’avidità – i due autori si concentrano sulla difficoltà ad agire razionalmente di fronte a eventi potenzialmente catastrofici (anche per se stessi) ma con piccolissima probabilità di verificarsi e ne traggono implicazioni per le disuguaglianze e il disegno delle istituzioni.