Nella sezione dedicata ai Focus pubblichiamo interventi diretti a presentare in modo rigoroso ma non specialistico ciò che occorre conoscere per formarsi un’opinione informata su temi largamente dibattuti ma raramente conosciuti nei loro aspetti più importanti.

Le occupazioni abitative a Roma: un caso di economia morale?

Chiara Cacciotti affronta il tema delle occupazioni abitative romane, oggi caratterizzate dalla co-presenza di occupanti italiani e migranti. Cacciotti definisce “cronicizzata” più che “emergenziale”, la relazione tra migrazioni e mancanza di politiche abitative e riconducibile a una graduale abdicazione a favore del libero mercato. Di fronte a questa stasi politico-istituzionale, la sua conclusione è che alcuni spazi occupati abbiano messo in pratica una nuova configurazione morale di abitare legata non al potere d’acquisto ma al grado di partecipazione alla lotta per la casa.

Imposte, benefici e contributi: caratteristiche ed effetti di una sistematica proposta di riforma fiscale

Fernando Di Nicola si occupa di un’ampia e innovativa proposta di riforma delle imposte, dei contributi e dei benefici elaborata di recente da Vincenzo Visco. Dopo aver illustrato le caratteristiche della proposta di riforma, Di Nicola ne valuta gli impatti e giunge alla conclusione che essa avrebbe numerosi effetti positivi: in termini distributivi, di neutralità rispetto alle diverse categorie di reddito, di contrasto all’evasione nonchè di riduzione del cuneo fiscale e del costo del lavoro.

Il rendimento dell’istruzione: ultime notizie

Francesca Gallo, partendo dai risultati di un recente Rapporto ISTAT, analizza i dati del mercato del lavoro italiano con particolare attenzione al rapporto tra livelli di istruzione, match tra domanda ed offerta di competenze, tassi di occupazione e performance. Gallo mette in luce come coloro che possiedono un titolo di studio elevato, da un lato, godono di un premio sul mercato del lavoro e, dall’altro, frequentemente non riescono a utilizzare in modo adeguato, nello svolgimento delle mansioni lavorative, le competenze acquisite nel corso degli studi.

Le disuguaglianze economiche in Italia durante il regime fascista

Giacomo Gabbuti, dopo avere osservato che con l’avvicinarsi del centenario della Marcia su Roma, si torna a parlare di fascismo non solo nei convegni di storia, sostiene che è particolarmente utile studiare il Ventennio anche dal punto di vista di un fenomeno al quale si sta cominciando a dare l’attenzione che merita: la disuguaglianza economica. Gabbuti presenta, al riguardo, nuove stime della quota dei salari sul reddito nazionale e dell’andamento dei redditi più elevati dai quali emerge la tendenza della disuguaglianza a peggiorare durante il Ventennio.

D-Istruzione di massa

Emiliano Mandrone richiamando i recenti, deludenti, dati dell’Invalsi sull’apprendimento degli studenti italiani, sottolinea la decisiva importanza dell’attenzione e delle risorse dedicate ai bambini in età precoce, in particolare a quelli che vivono in condizioni di severa povertà materiale e educativa. Mandrone porta a sostegno della sua tesi varie analisi ed esperienze a livello internazionale dalle quali emergono gli effetti positivi, per i singoli e per la società, di un sistema educativo che preveda misure di compensazione precoce degli svantaggi dovuti al background.

Il mercato librario italiano tra analfabetismo funzionale e ridotta accessibilità ai libri

Eleonora Maglia, prendendo spunto dalla recente celebrazione dei 150 dell’Associazione Italiana Editori, esamina i dati sul mercato librario e sulle abitudini di lettura degli italiani e richiama l’attenzione sul rischio di fenomeni di book desert e di analfabetismo funzionale. Dopo aver illustrato come le piattaforme on-line potrebbero promuovere l’abitudine alla lettura e, con essa, il progresso culturale, Maglia conclude sottolineando il contributo che la biblioterapia può dare al miglioramento della salute e, quindi, al contenimento della spesa sanitaria.

Patto chiaro, amicizia lunga?

Paolo Paesani dopo aver riassunto quanto emerge da alcune recenti ricerche sul funzionamento delle regoli fiscale europee, riflette sulle prospettive di riforma di tali regole nella fase di avvio dell’attività della nuova Commissione Europea. Alla luce della situazione economico-politica europea, Paesani ritiene che la semplificazione e una maggiore attenzione al contenimento della spesa pubblica saranno le direttrici attorno alle quali più probabilmente si realizzerà la riforma del Patto di Stabilità e Crescita.

Misurare gli invisibili. La statistica e le popolazioni difficili da raggiungere

Annalisa Cicerchia muove dalla considerazione che le cifre sul disagio abitativo in Europa nel 2018 sono pesanti ma ricorda il numero degli homeless è sconosciuto o, al più, stimato con metodi che variano da un paese all’altro. Cicerchia elenca le proposte avanzate per descrivere in forma armonizzata le caratteristiche della popolazione priva di tetto o di casa e passa in rassegna alcuni approcci innovativi per rilevarle statisticamente, sottolineando l’importanza di disporre di dati affidabili sulle alle hard to reach populations.

Lo speziale fiorentino. Una microstoria del merito

Pasquale Terracciano riflette sul merito ce si chiede in che termini una storia del merito possa contribuire a chiarire e indirizzare l’attuale dibattito sulla meritocrazia. Dopo aver enucleato alcuni snodi e alcuni problemi fondamentali di tale storia, Terracciano si sofferma su una specifica modalità di dibattito sulla giustizia e sul merito nella riflessione umanistica anche ricostruendo le vicende di Matteo Palmieri, figlio di uno speziale che assurse, intorno alla metà del 400, alle più alte cariche della Firenze medicea.

L’informazione nell’era della polarizzazione: un’analisi quantitativa

Antonio Peruzzi e Walter Quattrociocchi si occupano di (dis)informazione in periodi di opinioni polarizzate, presentando i risultati di un loro recente progetto sulle reazioni degli utenti Facebook ad alcuni articoli sull’immigrazione pubblicati dal Corriere della Sera. In particolare, i due autori danno conto dei contenuti e delle tecniche giornalistiche che più incidono sulla polarizzazione e rilevano che introdurre la realtà dei fatti smorzi la sfiducia nei confronti dei giornali, con effetti di limitazione della disinformazione proveniente da fonti dubbie.