Nella sezione dedicata ai Focus pubblichiamo interventi diretti a presentare in modo rigoroso ma non specialistico ciò che occorre conoscere per formarsi un’opinione informata su temi largamente dibattuti ma raramente conosciuti nei loro aspetti più importanti.

Diseguaglianza economica e emissioni nocive: quale relazione?

Giulia Valenti indaga il rapporto tra disuguaglianze di reddito ed emissioni di carbonio, con lo scopo di stabilire se i due obiettivi di sviluppo sostenibile – “azione per il clima” e “riduzione delle disuguaglianze” – siano congiuntamente raggiungibili. Per perseguire questo scopo Valenti prima ripercorre i principali risultati ottenuti dalla ricerca economica fino ad oggi e successivamente presenta i risultati di un’analisi empirica condotta su un panel di 177 paesi osservati negli anni compresi tra il 1990 e il 2017.

Tassi negativi, ma anche no

Riccardo Zolea analizza gli effetti sul settore bancario del perdurare di tassi di riferimento nulli o negativi, riflettendo anche sulla relazione tra tasso d’interesse e saggio di profitto dal punto di vista teorico. Zolea segnala che in Italia le politiche monetarie ultra-espansive non hanno portato ad un aumento del credito, e sembrano aver creato problemi di profittabilità nel sistema bancario. Per ovviare a ciò, la Banca Centrale Europea ha introdotto un sistema a due livelli di remunerazione dei depositi.

Donne & giornalismo: un’importante dimensione della disuguaglianza di genere

Sono trascorsi oltre 2 anni dall’attentato mortale a Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese impegnata in inchieste contro la corruzione, e più di 25 anni dall’assassinio a Mogadiscio di Ilaria Alpi che indagava sul traffico di armi e di rifiuti tossici. Prendendo spunto da questi anniversari, Eleonora Maglia esamina la situazione femminile nella professione giornalistica, dà conto di alcuni progetti volti a ri-equilibrare una situazione iniqua e sostiene che una piena rappresentanza delle donne nei media avrebbe molti effetti positivi.

Chi è stato davvero “lasciato indietro”? Le differenze di genere nell’integrazione dei giovani scarsamente istruiti nel mercato del lavoro

Camilla Borgna e Emanuela Struffolino esaminano vari studi che mostrano la persistenza di un sostanziale divario di genere nelle transizioni scuola-lavoro e nella partecipazione attiva al mercato del lavoro dei giovani con basso livello di istruzione in Italia. Le autrici sostengono che, nonostante le preoccupazioni espresse nei dibattiti pubblici per i ragazzi con scarso successo, almeno nel caso italiano sono le giovani donne con bassa qualifica a correre i rischi maggiori di essere “lasciate indietro” nel mercato del lavoro.

Definire la povertà: quanto conta il patrimonio?

Giovanni Gallo fornisce elementi di riflessione circa l’opportunità di inserire, ed eventualmente in che modo, i beni patrimoniali negli indicatori di povertà. In particolare, Gallo sintetizza le normative dei 28 paesi dell’UE sul ruolo del patrimonio nella definizione della prova dei mezzi prevista per le misure di reddito minimo – soffermandosi in particolare sul trattamento della prima casa, nonché sulla previsione di differenziazioni territoriali – e ne trae alcune implicazioni per un eventuale nuovo disegno del Reddito di Cittadinanza.

Le sanzioni alla Russia: effetto economico e scopo politico

Giuseppe De Arcangelis, Rama Dasi Mariani e Elena Rossi Espagnet ripercorrono le vicende della guerra del Donbass iniziata nel 2014 tra Ucraina e Russia e, ricollegandosi al dibattito sugli effetti economici delle sanzioni commerciali, esaminano l’impatto delle sanzioni che l’Unione Europea impose alla Russia. In particolare, essi presentano i risultati di un loro studio, focalizzato su Francia, Germania e Italia, dal quale risulta che dopo le sanzioni si è verificato un calo delle esportazioni verso la Russia, ma solo come conseguenza della concomitante crisi economica russa.

La bella disuguaglianza. E le sue conseguenze

Andrea Fazio presenta le evidenze sull’esistenza di un ‘beauty premium’, cioè dell’influenza della bellezza sui redditi da lavoro e sostiene che i percettori di questo premio (‘i belli’) tendono a essere più avversi alla redistribuzione dei redditi. Fazio sottolinea che ciò contrasta con la diffusa idea secondo cui ad avversare le redistribuzioni sono soprattutto gli avvantaggiati per merito e riflette sulle implicazioni del ‘beauty premium’ per il disegno della tassazione.

L’enigma della globalizzazione finanziaria: la libera circolazione del capitali ed i suoi rischi

Massimo Aprea riporta i risultati di un recente, interessante studio empirico sugli effetti che la liberalizzazione dei movimenti di capitale ha avuto sia sul livello sia sulla distribuzione del reddito in un campione composto da numerosi paesi. Poiché i benefici in termini di reddito risultano essere inconsistenti mentre gli effetti distributivi sono marcatamente negativi, Aprea si chiede perché la liberalizzazione dei capitali sia ancora in cima all’agenda politica di molte istituzioni internazionali.

Per cure sempre più mirate e personalizzate, investire nella Medicina di Genere

Eleonora Maglia, prendendo spunto dalla recente pubblicazione del Libro Bianco dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna, affronta il tema della Medicina di Genere, ricordando le evidenze alla base di questo approccio e il contributo in termini di equità che può dare al sistema sanitario. L’autrice illustra anche le iniziative finora attivate e, nelle conclusioni, sottolinea l’importanza di investire di più nella salute femminile, considerando anche il contributo decisivo delle donne alla crescita economica.

Le disuguaglianze economiche non sono un’illusione

Salvatore Morelli mette in discussione un articolo recente di The Economist, secondo cui la crescita delle disuguaglianze economiche sarebbe un’illusione. Pur riconoscendo l’importanza di tenere conto dell’incertezza che circonda le stime delle disuguaglianze economiche, Morelli, esaminando i diversi argomenti proposti dal settimanale e i dati citati, giunge alla conclusione che, paradossalmente, proprio da questi ultimi danno sostegno alla tesi che le disuguaglianze economiche siano cresciute.