Il privilegio del lavoro da casa al tempo del distanziamento sociale

Armanda Cetrulo, Dario Guarascio e Maria Enrica Virgillito affrontano il tema del lavoro agile in tempi di pandemia e forniscono una serie di evidenze circa il numero di lavoratori italiani che sono nelle condizioni di lavorare a distanza ed i rischi (di natura sanitaria o occupazionali e reddituali) a cui coloro che non possono lavorare da casa sono, in termini comparati, maggiormente esposti rispetto al resto della forza lavoro. Nelle conclusioni delineano le implicazioni della loro analisi per le politiche.

Sistema tributario e crisi da emergenza sanitaria: prime riflessioni

Bruno Bises sostiene che per affrontare le più serie conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria (sostegno a attività produttive e lavoratori maggiormente colpiti, equa ripartizione dei relativi costi, sostegno generale alla ripresa economica) è essenziale un adeguamento del sistema tributario e indica gli interventi che considera più importanti – relativi alle imposte sul reddito, sul patrimonio e su consumi e servizi, nonché agli incentivi fiscali – e che nelle attuali condizioni potrebbero raccogliere il necessario consenso politico.

Il COVID-19 e i sistemi di protezione sociale: riflessioni sul presente e sul futuro

FraGRa si occupano delle difficoltà del sistema di sostegno al reddito, di fronte all’emergenza Covid, a coprire tutti gli svantaggiati e a erogare tempestivamente gli aiuti e delle principali carenze delle misure finora adottate dal Governo. Rivolgendo, poi, lo sguardo al futuro sostengono la necessità di incisivi interventi e indicano alcune possibili linee di marcia: provare a distinguere fra rischi di disoccupazione standard e rischi sistemici, risolvere il problema della tutela degli autonomi, riprendere la riflessione sul reddito di base nonché adottare misure che limitino le forme contrattuali atipiche e le basse retribuzioni.

«In a spirit of solidarity between Member States». Noterella a prima lettura sulla proposta della Commissione di una «cassa integrazione europea»

Stefano Giubboni offre una prima lettura «a caldo» della proposta europea di regolamento per l’introduzione di uno strumento – SURE, nel rassicurante acronimo inglese – che la stessa Presidente della Commissione europea, in un intervento pubblicato su Repubblica il 2 aprile 2020, ha voluto chiamare «cassa integrazione europea». La nota di commento è molto critica, soprattutto sul richiamo – reputato mistificatorio e abusivo – alla solidarietà tra Stati membri.

Un “whatever it takes” per la politica fiscale europea

Alessandro Piergallini riflette sul ruolo della politica economica europea nel fronteggiare l’emergenza Covid-19, soffermandosi sulla politica fiscale. La conclusione principale a cui giunge, tenendo conto del verosimile impatto macroeconomico della crisi pandemica e della
limitata efficacia della politica monetaria, è che la politica fiscale dovrebbe ispirarsi a principi keynesiani, come nel secondo dopoguerra, superando il Patto di Stabilità, incentivando gli investimenti pubblici, promuovendo l’adozione di Eurobond.

Covid-19: impatti attesi e opzioni di policy per salvaguardare l’economia creativa

Paola Dubini e Valentina Montalto si occupano del settore culturale, uno dei più colpiti dall’emergenza Covid-19, con la totalità di eventi artistici e culturali spostati o cancellati. Pur in assenza di stime precise, i dati Eurostat suggeriscono che sono in gioco 7,3 milioni di posti di lavoro (il 3,7% del totale nella UE-27), molti dei quali privi di adeguata protezione: il 32%, infatti, sono lavoratori autonomi. Le autrici presentano le misure economiche di emergenza per questo settore adottate da diversi paesi europei, in primis l’Italia.

Le conseguenze macroeconomiche del SARS-CoV-2: incertezza e scenari di policy

Massimiliano Tancioni propone una valutazione degli effetti macroeconomici a breve termine del contagio SARS-CoV-2 (e degli interventi di contenimento epidemiologico), sotto diversi scenari di azione (o inazione) di politica economica. L’idea centrale è che, in presenza di forte incertezza sulla dimensione, durata ed efficacia degli interventi di contenimento, l’ancoraggio delle aspettative di famiglie ed imprese ad una politica di sostegno illimitata e incondizionata rappresenta la strategia più efficace per ridurre i danni economici. Come sostiene Knight, la consapevolezza degli stati futuri del mondo incide sulle capacità di adattamento delle specie razionali.

Dai Big-Data un motivo di fiducia in più

Paolo Brunori e Giuliano Resce, pur consapevoli che i big data provenienti dalle ricerche in rete non possono sostituire i dati ufficiali, mostrano che essi possono aiutare a conoscere un fenomeno nuovo e complesso come la pandemia in corso. Brunori e Resce esaminano il volume di ricerche “sintomi coronavirus” su Google e trovano che esso è in costante riduzione dal 12 marzo; ciò potrebbe indicare che il numero di persone che hanno iniziato a percepire sintomi sia in diminuzione e quindi il picco dei contagi e dei decessi possa essere stato superato in questi giorni.

Lo shock da offerta. GVC, COVID 19 e le imprese italiane

Anna Giunta discute alcune implicazioni dello shock all’offerta causato dalla diffusione del COVID19 e del ruolo giocato dalle Catene Globali del Valore. Giunta si sofferma in particolare sulla partecipazione dell’Italia e sul posizionamento delle imprese italiane nelle Catene Globali del Valore e sostiene che, da un lato, lo shock colpisce l’Italia in una fase di debolezza e, dall’altro, una ripresa sfalsata tra paesi potrebbe comportare un deterioramento del posizionamento italiano sui mercati internazionale.

Il terzo settore come soggetto politico: riflessioni (anche) alla luce dell’emergenza corona virus

Anna Lisa Mandorino, partendo dal ruolo insostituibile delle organizzazioni del terzo settore anche nella emergenza attuale, riflette su alcuni limiti della cosiddetta riforma del Terzo Settore. Dopo aver ricordato che essa procede a rilento per l’imposizione di vincoli formali, Mandorino sostiene che il suo vizio più grande è la sottovalutazione del ruolo della cittadinanza attiva quale soggetto politico, protagonista della ricerca dell’interesse generale e capace di indirizzare le politiche pubbliche e persino le correlative riforme del sistema politico.