L’esclusione socio-economica a Roma

Federico Tomassi presenta alcune evidenze sulle disuguaglianze urbane nella città di Roma, basate sui dati di #mapparoma e relative a diverse dimensioni dell’esclusione socio-economica. Utilizzando l’indice di sviluppo umano municipale, Tomassi mostra come tali dimensioni siano correlate tra loro e sostiene che per contrastare le numerose e diffuse disuguaglianze che riguardano il welfare, la salute, la casa, la scuola, la formazione, l’occupazione e le differenze di genere occorrono non solo alcuni investimenti materiali ma anche ‘investimenti sociali’.

Il potere delle piattaforme digitali tra economia e politica

Guido Stazi mostra i tanti rischi per l’economia e per la politica che derivano dal potere accumulato dalle grandi piattaforme digitali, ormai divenute veri e propri stati paralleli. Stazi sostiene che, nonostante alcune inversioni di marcia in atto, occorre un più profondo ripensamento sul ruolo e sulle modalità di intervento dell’anti-trust; si tratta di un compito difficile, perché, prima ancora di conquistare il mercato, il monopolio ha conquistato le menti ma affrontarlo è essenziale per il buon funzionamento dell’economia e della democrazia.

Il populismo finanziario in Germania

Roberto Tamborini sostiene che l’attacco del gotha della finanza tedesca contro le nuove misure espansive della BCE, e la persona di Draghi, prova che non sono populiste solo le destre e sinistre antisistema. Quell’attacco cavalca le paure di un paese con sempre più pensionandi e pensionati e, inoltre, la pretesa di assicurare elevate rendite finanziarie nelle attuali condizioni economiche è incompatibile coi princìpi di politica monetaria seguiti da tutte le banche centrali. Tirare la BCE per la giacchetta in nome di un presunto interesse generale europeo è sterile e puerile.

La geografia della mobilità intergenerazionale: evidenze e possibili meccanismi

Francesco Bloise si occupa delle differenze geografiche nella mobilità intergenerazionale all’interno di singoli paesi. Dopo aver mostrato che il grado di mobilità intergenerazionale varia molto tra un’area geografica e l’altra in paesi molto diversi come gli Stati Uniti, il Canada e l’Italia, Bloise sottolinea che le divergenze geografiche nella mobilità intergenerazionale possono dipendere da numerose meccanismi, che potrebbero anche interagire tra di loro e la cui conoscenza può essere importante per definire migliori politiche di contrasto del fenomeno.

Tra scienza e politica: Taranto, area sacrificale, alla ricerca della giustizia ambientale

Lidia Greco si occupa della questione ambientale a Taranto. Dopo aver ricostruito lo storico rapporto tra industria e ambiente nell’area, Greco approfondisce i termini di un dibattito fortemente polarizzato nel quale si confrontano due posizioni portatrici di argomentazioni opposte ma entrambe costruite su contenuti tecnici e scientifici ai quali si affida il compito di generare consenso pubblico. Greco sottolinea, invece, la necessità di un discorso politico che affronti l’inestricabile legame tra modelli di produzione capitalistica, relazioni sociali di produzione e riproduzione e ambiente.

Sulla valutazione delle scuole e il test Invalsi: il Dialogo di ‘A pensarci bene…’ tra Corsini e Ricci, secondo Corsini

Cristiano Corsini riferendosi al dialogo del ciclo ‘A pensarci bene…’, organizzato da Etica e Economia sulla valutazione delle scuole ed i rischi e benefici del test Invalsi, di cui è stato protagonista a Treviso il 20 settembre 2019 con Roberto Ricci fornisce la sua interpretazione delle principali affermazioni di Ricci sui diversi temi oggetto di dibattito e illustra le ragioni del suo disaccordo. In particolare, Corsini propone la modifica del disegno dei test e della platea di studenti ai quali somministrarli.

Sulla valutazione delle scuole e il test Invalsi: il Dialogo di ‘A pensarci bene…’ tra Corsini e Ricci, secondo Ricci

Roberto Ricci riferendosi al dialogo del ciclo ‘A pensarci bene…’, organizzato da Etica e Economia sulla valutazione delle scuole ed i rischi e benefici del test Invalsi, di cui è stato protagonista a Treviso il 20 settembre 2019 con Cristiano Corsini, fornisce la sua interpretazione delle principali affermazioni di Corsini sui diversi temi oggetto di dibattito e illustra le ragioni del suo disaccordo. In particolare Ricci sostiene che le prove standardizzate censuarie sono fondamentali per il monitoraggio puntuale e continuo sull’equità del sistema educativo.

Accesso ai microdati, ricerca scientifica e valutazione delle politiche: urge un cambio di passo

Ugo Trivellato esamina la questione dell’accesso ai microdati per la ricerca scientifica e per la valutazione delle politiche pubbliche – che si è riproposto da quando è operante la General Data Protection Regulation (GDPR) – collocandola nel contesto europeo. Trivellato documenta i forti ritardi dell’Italia e segnala l’urgenza di un cambio di passo, che richiede l’impegno comune della comunità scientifica e del Sistema Statistico Nazionale nel confronto col Garante della privacy e nella valorizzazione di microdati di origine amministrativa.

Nuovi benefici del sapere

Paolo Paruolo ricorda che da sempre l’uso etico della scienza aumenta il benessere dei cittadini e sostiene che oggi nuovi benefici possono derivare dalla ricerca sull’efficacia delle politiche pubbliche, grazie all’accesso ai dati amministrativi delle pubbliche amministrazioni. Paruolo dà conto delle esperienze al riguardo di vari paesi europei e sottolinea, da un lato, il ruolo centrale della comunità scientifica e, dall’altro, gli effetti positivi che si avrebbero anche in Italia, se questa comunità assumesse una dimensione europea.

Le tante ragioni per continuare a preoccuparsi delle disuguaglianze

Elena Granaglia si confronta con la diffusa tesi secondo cui i veri problemi del nostro paese sono povertà, impoverimento e bassa crescita ma non le disuguaglianze. Dopo una breve disamina dell’andamento delle disuguaglianze di reddito e di ricchezza in Italia, Granaglia sostiene che una politica contro le disuguaglianze è necessaria, in particolare perché può, da un lato, contrastare proprio la povertà e l’impoverimento con effetti benefici sulla crescita (e non solo) e, dall’altro, dare risposta a problemi etici, cruciali per la giustizia sociale.