Etica del cibo

Francesca Rigotti affronta il tema dell’etica del cibo. Dopo aver premesso che essa si articola oggi soprattutto lungo le coordinate di «scarsità» ed «eccesso», «fame» e «spreco», «carestia» e «abbondanza», Rigotti chiarisce che l’etica del cibo abbraccia aspetti pubblici e privati, dalle questioni di scelta alimentare individuale alle decisioni di carattere istituzionale e sostiene che essa ingloba, oltre che questioni di quantità, problemi di qualità, nonché di attenzione all’impatto ambientale nel promuovere l’accesso globale al cibo sano, buono, giusto.

Personal Flat Tax? No, grazie

Fernando Di Nicola interviene nel dibattito sull’opportunità di introdurre una flat tax (Irpef ad una sola aliquota) originato da una proposta dell’Istituto Bruno Leoni. Dopo aver esaminato i diversi possibili obiettivi di una flat tax, Di Nicola sostiene che se si continua a perseguire l’obiettivo redistributivo di un sistema tax benefit, è decisamente preferibile riformare l’Irpef intervenendo su aliquote e scaglioni, salvaguardandone la progressività, e prevedendo assegni ad hoc meglio disegnati per il sostegno ai carichi familiari e per contrastare la povertà.

Fazio si merita il suo stipendio? Alcune riflessioni su super-ricchi, mercati e meriti

Maurizio Franzini e Elena Granaglia svolgono alcune riflessioni sul compenso che Fabio Fazio riceverà dalla Rai, di cui si è molto discusso, soffermandosi non sui comportamenti di Fazio o della Rai ma sulla tesi – ricorrente e fatta propria dallo stesso Fazio – secondo cui discutere quel compenso equivale a mettere in discussione il mercato. Franzini e Granaglia esaminano il “mercato” in cui opera Fazio e sostengono che le sue caratteristiche sono tali da escludere che i compensi a cui conduce siano accettabili e basati sul merito.

Diseguaglianze e povertà negli Stati Uniti. Il diritto nord-americano: un Robin Hood al servizio del ricco?

Elisabetta Grande si chiede come sia possibile che negli Stati Uniti, ossia nel paese più ricco del mondo, esista una povertà dilagante, che, paradossalmente, da più di quarant’anni cresce col crescere della ricchezza della nazione. Per rispondere, Grande chiama in causa le responsabilità del sistema giuridico statunitense che non solo crea povertà, ma addirittura perseguita i poveri che il sistema economico produce. Grande ritiene che anche il diritto italiano si sia incamminato su questa rotta e invita a invertirla al più presto.

La spesa pubblica rivela i suoi segreti

Emma Galli affronta la questione della misurazione della performance delle amministrazioni pubbliche in Italia alla luce delle esigenze di contenimento della spesa e di miglioramento della sua qualità. Galli si sofferma in particolare sul meccanismo di determinazione dei fabbisogni standard quale fondamento non solo del processo di valutazione della performance delle amministrazioni locali ma anche del sistema di perequazione delle risorse pubbliche, mettendone in luce sia gli aspetti innovativi sia i limiti.

Possiamo fidarci della Finanza Sociale?

Elisabetta Magnani riflette sulla Finanza Sociale che è in rapidissima crescita soprattutto negli Stati Uniti, in Europa e in Australia. Dopo aver ricollegato il suo sviluppo al progressivo abbandono dell’idea di un welfare state che sia effettivamente in grado di rispondere alle grandi domande sociali ed economiche dei nostri tempi, Magnani valuta criticamente il ruolo della Finanza Sociale, i suoi strumenti e le sue prospettive, anche alla luce delle origini storiche dei problemi che essa dovrebbe risolvere.

Il finanziamento pubblico ai partiti politici

Daniela Piccio presenta una panoramica di insieme sul finanziamento pubblico dei partiti in Europa. Dopo aver ricordato che la più antica modalità di sostegno statale ai soggetti politici è stata l’erogazione di finanziamenti pubblici indiretti e che l’introduzione di finanziamenti diretti è relativamente recente, Piccio si sofferma sui vantaggi e gli svantaggi del sistema del finanziamento pubblico e presenta alcune considerazioni su come realizzare modalità di finanziamento della politica che possano superare le attuali distorsioni.

Dove va il diritto penale?

Elisa Pazè mostra come il nostro sistema penale, sostanziale e processuale, sia sempre più congegnato per perseguire soprattutto i poveri. Pazè ricorda che dopo un’attenuazione dell’originario impianto classista del codice Rocco del 1930, tuttora in vigore, la riforma del codice penale del giugno 2017, ha accentuato le pene per reati contro la proprietà privata rispetto a quelle per i reati contro la persona e il patrimonio collettivo e sostiene che questa involuzione del sistema sanzionatorio si inserisce in un più ampio contesto di guerra ai poveri.

Il bilancio è un bene pubblico

Marcello Degni analizza le ragioni sostanziali che fanno del bilancio (pubblico) un bene pubblico, e si sofferma sulle innovazioni legislative introdotte nel 2016, fondate su un approccio top down di ripartizione delle risorse e ampia flessibilità nella gestione. Secondo Degni queste innovazioni forniscono importanti strumenti per uscire da quella sorta di diritto provvisorio del bilancio, instauratosi nella prassi da oltre un decennio, e rendono possibile una stabilizzazione virtuosa del processo decisionale.

Dalle elezioni dell’8 giugno alla Brexit. Tempi difficili per la strategia governativa britannica

Alessandro Torre esamina l’esito delle recenti elezioni britanniche e valuta il loro possibile impatto sul percorso della Brexit. Dopo aver illustrato le ragioni per le quali quell’esito è deludente per il governo conservatore, Torre si sofferma sulla strategia di Theresa May che ha portato a un “accordo di governo” con gli Unionisti del Democratic Unionist Party. Secondo Torre tale strategia se, da un lato, risolve temporaneamente il problema del “governo sospeso” dall’altro rende problematico l’autogoverno dell’Ulster e, di riflesso, delle aree di devolution.