Non tutto il Regno Unito ha scelto la Brexit – Nuove elezioni parlamentari e recenti sviluppi in Scozia e in Irlanda del Nord

Alessandro Torre esamina lo stato e le prospettive del processo che dovrebbe portare al recesso della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Dopo avere ricordato i passi fin qui compiuti tra non poche difficoltà istituzionali, Torre illustra come le elezioni parlamentari anticipate, volute da Theresa May, allo scopo di rafforzare la propria leadershio, si intreccino con quel processo e si sofferma in particolare sulle conseguenze che esse potrebbero avere in Scozia e Irlanda del Nord, dove gli elettorati si sono espressi nettamente a favore del remain.

Roma, punto e a capo

Silvana Cirillo condensa in questo articolo l’atmosfera che domina in “Roma. Punto e a capo” il libro da lei curato che è una sorta di romanzo a più mani sulla Roma degli anni successivi al dopoguerra e che comprende scritti di grandi narratori (nell’articolo Cirillo riporta passi di Flaiano, Pasolini e Parise)e di critici che quei narratori hanno studiato. Dall’articolo, e ancora più dal libro, emerge l’immagine di una città che come scrive Parise, rappresentava al meglio, quello che “gli stranieri chiamerebbero il fenomeno Italia”.

Da Corrado Gini ai nostri giorni: l’impegno dell’Istat nello studio della diseguaglianza

Giorgio Alleva, dopo aver ricordato il continuo impegno che, da sempre, l’Istat pone sullo studio delle disuguaglianze, richiama il recente avvio di un progetto strategico per lo sfruttamento integrato del sistema di indagini e delle fonti amministrative, in linea con il processo di modernizzazione che l’Istat ha avviato. Dopo aver anticipato alcuni dati sulla diseguaglianza e sull’effetto redistributivo sui redditi del 2016, Alleva conclude ricordando l’inclusione degli indicatori di benessere equo e sostenibile tra gli strumenti di programmazione e valutazione della politica economica nazionale.

La legge elettorale e il mito della governabilità

Claudio De Fiores esamina i problemi connessi con la riforma della legge elettorale, evidenziando, in primis, come la sentenza n.35/2017 della Corte costituzionale, sia pure condivisibile, non abbia esaurito tutti i problemi che ostacolano il perseguimento di una disciplina elettorale scevra dalla contingenza storica. De Fiores quindi ripercorre le tappe politiche che hanno condotto all’emersione del “dogma della governabilità” e sottolinea la necessità, all’opposto, di preservare la dimensione inclusiva dei sistemi elettorali.

Il lungo sonno dell’Italia e dell’Eurozona/1

Francesco Farina in un articolo di cui su questo numero pubblichiamo la prima parte riflette sul dibattito economico che in Italia vede una contrapposizione fra chi dà tutte le colpe della deprecabile condizione del paese all’Euro e chi replica che i responsabili del declino italiano siamo solo noi. Farina sostiene che bisognerebbe riconoscere che la crisi dell’Eurozona si è sovrapposta alla crisi dell’economia italiana, e che l’austerità è stata una sciagura che ha aggravato l’impasse della nostra crescita, accentuando i fenomeni di isteresi.

Qualche nota su G7 di Bari, Fondo monetario internazionale, Grecia e “levantazzo”

Elena Paparella mette in luce una delle questioni emerse durante il recente vertice del G7 di Bari, ovvero le negoziazioni, condotte a latere dei temi principali, sulla ristrutturazione del debito greco. Al di là delle profonde divergenze tra governo tedesco e FMI, Paparella sottolinea, ancora una volta, la dubbia legittimazione del ruolo e della collocazione istituzionale del FMI in questi negoziati, ricercandone le ragioni nel quadro dell’evoluzione del diritto internazionale, nonché delle progressive mutazioni relative alla natura delle funzioni del FMI nello scenario delle relazioni economiche internazionali.

Passione o interessi? Retoriche ed evidenze sulla ‘sharing economy’

Cristiano Codagnone mostra come sui costi e i benefici delle piattaforme della ‘sharing economy’ si confrontino discorsi retorici contrapposti e presenta le evidenze empiriche di cui disponiamo al riguardo, basandosi su un lavoro di ampio respiro condotto tra il 2015 e il 2016 per la Commissione Europea e diretto a fornire elementi per stabilire se e come regolamentare queste piattaforme. Codagnone sottolinea l’insufficienza di tali evidenze e considera paradossale che in democrazie liberali fondate sull’economia di mercato queste piattaforme operino in una zona grigia tra la legalità e l’illegalità.

La gig-economy e il “nuovo” lavoro occasionale

Valerio De Stefano e Janine Berg muovono dalla considerazione che nel nostro Paese si fa spesso confusione tra sharing economy e realtà di organizzazione del lavoro tramite strumenti tecnologici che, dietro una facciata di autonomia, spesso nascondono forme di lavoro dipendente esposte a numerosi abusi. De Stefano e Berg sostengono che la vera sfida consiste nel far sì che queste nuove realtà operino senza eludere le tutele del lavoro e che proprio la tecnología può fornire gli strumenti necessari per realizzare questo fondamentale obiettivo.

Industry 4.0 e la nuova centralità del lavoro operaio

Luisa Corazza si occupa delle modificazioni che “Industria 4.0” introduce nel modo di lavorare e sostiene che nelle nuove fabbriche, la prestazione di lavoro è sempre meno il frutto di direttive impartite dal datore di lavoro secondo un modello top-down e sempre più dipende da una progettazione che parte dalla creatività del lavoratore. Corazza illustra come queste trasformazioni si riverberano sul potere direttivo, cardine della subordinazione, e sulle competenze del lavoratore, richiedendo un ripensamento dell’assetto regolativo.