La socialità e il ruolo insostituibile delle politiche urbane

Elena Granaglia, partendo dal libro di Francesco Pecoraro, Lo stradone, riflette sull’inaridimento della socialità e sui costi che ne derivano per le nostre società. Pur riconoscendo i tanti ostacoli ad una rivitalizzazione della socialità, Granaglia individua le responsabilità delle politiche e suggerisce alcuni rimedi. Centrali a questo riguardo si dimostrano le politiche urbane, da quelle urbanistiche a quelle sociali, attente alle opportunità di partecipazione diretta dei cittadini nelle scelte e nella co-produzione dei servizi.

Buio in sala: chiusure e transizioni dei cinema di Roma

Stefano Scanu racconta le chiusure, le trasformazioni e, talvolta, le riaperture delle sale cinematografiche romane con lo sguardo di chi ritiene che esse aiutino a comprendere la trasformazione della città, perché i cinema raccontano noi e le nostre città. Scanu riflette anche sul ruolo di Netflix nel determinare le tendenze in atto e ipotizza, richiamando anche due recenti episodi, che possa trattarsi di un ruolo non soltanto negativo per le sale ma anche di stimolo a recuperarle come luoghi che simboleggiano l’appartenenza a una comunità.

Contrordine: austerità e tagli delle tasse non funzionano! Ce lo dice l’Europa

Civil Servant basandosi su quanto la Commissione Europea afferma in un documento tecnico dello scorso dicembre sostiene che l’orientamento della Commissione in campo fiscale sta lentamente cambiando. Infatti, per la prima volta in un documento ufficiale si allude al fatto che l’austerity sia controproducente e che tagliare le imposte in modo indiscriminato non aiuti la crescita. Civil Servant ricorda anche che da pochi giorni la Commissione ha aperto una “consultazione” su questi temi e si augura che il dibattito politico domestico ne prenda atto.

Europa scopre la politica fiscale. Breve descrizione di un percorso di cambiamento

Massimiliano Tancioni prendendo spunto da un allegato tecnico alle raccomandazioni sulla politica economica dell’Euro-zona del dicembre scorso riflette sulla possibilità che sia in atto un radicale cambiamento di visione nella Commissione Europea: la politica fiscale può essere efficace anche in senso espansivo. Tancioni fornisce una breve descrizione del possibile cambiamento di prospettiva ponendo in relazione l’evoluzione della letteratura scientifica con quella delle posizioni della Commissione.

Una sperimentazione di Roma Capitale: programmazione finanziaria e determinazione dei LEP nel sociale

Liliana Leone e Simona Tresmondi illustrano i principali problemi, in termini di disuguaglianze – fra aree e fra utenti – che emergono dal monitoraggio effettuato sui servizi sociali e socio-educativi erogati da Roma Capitale nel biennio 2018-2019. Le autrici propongono, inoltre, misure innovative quali il superamento di indicatori basati sulle liste di attesa e l’introduzione dei tassi di copertura dei servizi; l’adozione di LEP a carattere procedurale, riferiti a budget di cura e pacchetti di servizi che superino la parcellizzazione dell’offerta di servizi.

Buone notizie dal fronte americano

Paolo Paesani, prendendo spunto da un articolo di Dani Rodrik e da alcuni lavori recenti di Sam Bowles, Wendy Carlin e Luigi Zingales, riflette sull´attenzione crescente che gli economisti mostrano verso l´esigenza di ripensare i paradigmi economici di base. In particolare, Paesani sottolinea come da questi lavori emerga l´esigenza di portare i temi del potere e delle norme sociali al centro della teoria economica, tenendo altresì conto di fattori storici, sociologici e politici.

Meritocrazia, merito e disuguaglianze

Elena Granaglia valuta criticamente la tesi contro-corrente di recente espressa da Daniel Markovits in The Meritocratic Trap. Markovits sostiene che la meritocrazia è mera mistificazione e costituisce oggi il nemico da battere; in particolare, la sua tesi è che la meritocrazia avrebbe effetti negativi non solo sui ceti medi oggi perdenti, ma anche sulle élite vincenti. Granaglia sostiene che Markovits sottovaluta l’importanza delle regole del gioco con conseguenze per la valutazione che il merito ha nel determinare disuguaglianze inaccettabili.

Jobs Act e incentivi alle assunzioni: una visione d’insieme

Chiara Ardito, Fabio Berton e Lia Pacelli presentano i risultati di una loro analisi degli effetti del Jobs Act sulla probabilità di essere assunti a tempo indeterminato. Gli autori trovano che tale probabilità è elevata solo quando il Jobs Act è accompagnato da generosi incentivi monetari all’assunzione e riguarda in particolare lavoratori poco specializzati. Nelle conclusioni gli autori si chiedono se questo esito è appropriato per i cronici problemi di crescita modesta e di produttività stagnante che affliggono l’Italia.

Un’anatomia della struttura occupazionale italiana

Armanda Cetrulo, Dario Guarascio e Maria Enrica Virgillito esplorano empiricamente le caratteristiche della struttura occupazionale italiana alla ricerca dei fattori profondi in grado di spiegare la composizione e l’ordinamento gerarchico delle professioni e trovano che il potere risulta concentrato nelle mani di un ristretto gruppo di professioni, che la conoscenza è eterogeneamente distribuita (e spesso sconnessa dal potere) ed che è scarsa la diffusione delle competenze digitali e delle pratiche organizzative di tipo orizzontale.

Conviene vivere in città? I salari reali tra contrattazione collettiva e costo della vita

Marianna Belloc, Paolo Naticchioni e Claudia Vittori espongono i risultati di una loro indagine sui differenziali nei salari reali tra città e aree periferiche che prende le mosse dalla considerazione che in Italia la contrattazione collettiva nazionale, molto diffusa, tende a rendere omogenei i salari nominali sul territorio mentre il costo della vita è molto variabile ed appare decisamente più elevato nei centri urbani. La loro principale conclusione è che lavorare nelle città può comportare una penalizzazione salariale in termini reali.