Gli Stati Uniti d’Europa

Francesco Gui presenta, a quasi 150 anni dalla pubblicazione, la prima traduzione italiana de Gli Stati Uniti d’Europa, opera di Charles Lemonnier, giurista e filosofo sansimoniano tra i fondatori della Lega internazionale della pace e della libertà, nata a Ginevra nel 1867 in occasione del Congresso della pace presieduto da Garibaldi. Il libro ne riassumeva le posizioni: in particolare la rivendicazione di un’Europa di stati nazionali “repubblicani” liberati dagli imperi e unificati da istituzioni federali come quelle degli USA. Inoltre l’impegno per il progresso e per la “questione sociale”.

Un europeista ante litteram, Alberto Savinio

Silvana Cirillo rilegge Sorte dell’Europa, splendido pamphlet scritto da Alberto Savinio nel suo studio romano mentre Altiero Spinelli, con Ernesto Rossi, elaborava a Ventotene il decalogo della futura Europa. Anche Savinio sognava un’Europa federalista ed egalitaria e ne raccontava la necessità nel suo pamphlet con richiami non soltanto alla storia ma anche alle lettere, alle arti e alla filosofia. Ad accomunarlo a Spinelli è il disegno di un’Europa laica ed egalitaria, il rifiuto del sovranismo e il progetto di un federalismo armonico.

Lavorare meno lavorare tutti

Giuseppe Croce e Michele Faioli riflettono sulla riduzione degli orari di lavoro come politica per l’aumento dell’occupazione. I due autori indicano le condizioni necessarie affinché la riduzione dell’orario di lavoro accresca il benessere dei lavoratori senza aggravare i costi per le imprese, richiamano le tesi avanzate al riguardo da Ezio Tarantelli nel 1984 e concludono sostenendo che questa politica è poco coerente con l’odierno quadro macroeconomico italiano.

Autonomie regionali differenziate e spese per l’istruzione scolastica. Ovvero: Robin Hood al contrario

Gianfranco Viesti illustra l’importante ruolo dell’istruzione scolastica nel progetto di autonomia regionale differenziata. In particolare, Viesti sostiene che essa può determinare un consistente travaso di risorse finanziarie fra le regioni, per effetto della garanzia prevista nei “Testi concordati” fra il Governo e Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna di una spesa pro-capite per istruzione pari alla media nazionale. Peraltro, tale criterio, apparentemente equitativo, penalizzerebbe in modo ingiustificato gli studenti delle regioni più deboli.

Il mercato del lavoro in Italia: comparazioni internazionali, debolezze persistenti e rilevanza di alcuni interventi normativi

Federica Pintaldi e Fabio Rapiti proseguono la loro analisi di alcuni temi trattati nel recente Rapporto sul mercato del lavoro 2018 da Istat, Mlps, Inps, Inail e Anpal. In particolare, sottolineano le crescenti distanze tra il nostro paese e l’Unione Europea nella partecipazione al mercato del lavoro e nella struttura dell’occupazione, soprattutto in termini settoriali e di livello professionale e esaminano gli effetti sulla dinamica del lavoro dipendente di alcuni recenti interventi normativi di decontribuzione del tempo indeterminato.

Il voto nei quartieri di Roma nel 2018

Federico Tomassi presenta un’analisi dei risultati elettorali a Roma dal 2000 al 2018, indicando le tendenze di fondo, nel complesso della città e nelle diverse fasce urbane e concentrandosi in particolare sui risultati delle ultime elezioni politiche e regionali, esaminati al livello di dettaglio delle 132 zone urbanistiche che comprendono seggi elettorali. Nella parte conclusiva, Tomassi indica i principali fattori sociali, economici, demografici e urbanistici che concorrono a spiegare le dinamiche del voto sul territorio romano.

Dobbiamo preoccuparci della denatalità? E cosa possiamo fare?

Maurizio Franzini si occupa di denatalità e di invecchiamento della popolazione in Italia e nell’insieme dei paesi avanzati. Dopo aver ricordato alcuni dati recenti, Franzini elenca le possibili cause economiche della denatalità e si sofferma su alcune conseguenze economiche dell’invecchiamento della popolazione, riguardanti anche la crescita economica. In particolare, sostiene che tra denatalità e produttività può crearsi un circolo vizioso per rompere il quale è necessario un insieme ben congegnato di interventi.

Il mercato del lavoro in Italia: un bilancio dell’ultimo decennio

Federica Pintaldi e Fabio Rapiti presentano i principali temi trattati nel Rapporto sul mercato del lavoro 2018 diffuso da Istat, Mlps, Inps, Inail e Anpal. In particolare, analizzano i cambiamenti nell’ultimo decennio e il recente rallentamento congiunturale, sottolineano che il recupero dell’occupazione è frutto di una riallocazione della forza lavoro verso settori e professioni a basse qualifiche e retribuzioni e mostrano che inoccupazione e sottoccupazione restano fenomeni diffusi nonché intrecciati con i sempre più gravi squilibri territoriali.

Le sliding doors della governance macroeconomica: dalla sostenibilità del debito pubblico alla sostenibilità della crescita

Francesco Farina partendo dall’osservazione che tre eccellenti economisti, Olivier Blanchard, Thomas Piketty, Joe Stiglitz, sembrano avere idee alquanto diverse su temi molto scottanti come il debito pubblico, la bassa crescita e la crescente diseguaglianza, si chiede se la teoria economica sia giunta ad un punto di svolta, nelle sliding doors della governance macroeconomica, e se la preoccupazione per la sostenibilità del debito pubblico stia lasciando il posto alla preoccupazione per la crescita.

Dall’adattamento alla mutazione. Una nuova strategia riformatrice

Roberto Tamborini prende spunto da un recente articolo di Michele Salvati che indica a modello i paesi in grado di adattare l’economia al nuovo capitalismo, coltivando settori avanzati di successo e assicurando una crescita del reddito in grado di sostenere il Welfare State. Tamborini critica questa visione “distopica” e sostiene che è invece necessario mutare direttamente le forze di mercato, ricostruendo un capitalismo socialmente equo, progressivo, sostenibile, come fu fatto dopo la seconda Guerra mondiale.