Un “whatever it takes” per la politica fiscale europea

Alessandro Piergallini riflette sul ruolo della politica economica europea nel fronteggiare l’emergenza Covid-19, soffermandosi sulla politica fiscale. La conclusione principale a cui giunge, tenendo conto del verosimile impatto macroeconomico della crisi pandemica e della
limitata efficacia della politica monetaria, è che la politica fiscale dovrebbe ispirarsi a principi keynesiani, come nel secondo dopoguerra, superando il Patto di Stabilità, incentivando gli investimenti pubblici, promuovendo l’adozione di Eurobond.

Le conseguenze macroeconomiche del SARS-CoV-2: incertezza e scenari di policy

Massimiliano Tancioni propone una valutazione degli effetti macroeconomici a breve termine del contagio SARS-CoV-2 (e degli interventi di contenimento epidemiologico), sotto diversi scenari di azione (o inazione) di politica economica. L’idea centrale è che, in presenza di forte incertezza sulla dimensione, durata ed efficacia degli interventi di contenimento, l’ancoraggio delle aspettative di famiglie ed imprese ad una politica di sostegno illimitata e incondizionata rappresenta la strategia più efficace per ridurre i danni economici. Come sostiene Knight, la consapevolezza degli stati futuri del mondo incide sulle capacità di adattamento delle specie razionali.

Dai Big-Data un motivo di fiducia in più

Paolo Brunori e Giuliano Resce, pur consapevoli che i big data provenienti dalle ricerche in rete non possono sostituire i dati ufficiali, mostrano che essi possono aiutare a conoscere un fenomeno nuovo e complesso come la pandemia in corso. Brunori e Resce esaminano il volume di ricerche “sintomi coronavirus” su Google e trovano che esso è in costante riduzione dal 12 marzo; ciò potrebbe indicare che il numero di persone che hanno iniziato a percepire sintomi sia in diminuzione e quindi il picco dei contagi e dei decessi possa essere stato superato in questi giorni.

Lo shock da offerta. GVC, COVID 19 e le imprese italiane

Anna Giunta discute alcune implicazioni dello shock all’offerta causato dalla diffusione del COVID19 e del ruolo giocato dalle Catene Globali del Valore. Giunta si sofferma in particolare sulla partecipazione dell’Italia e sul posizionamento delle imprese italiane nelle Catene Globali del Valore e sostiene che, da un lato, lo shock colpisce l’Italia in una fase di debolezza e, dall’altro, una ripresa sfalsata tra paesi potrebbe comportare un deterioramento del posizionamento italiano sui mercati internazionale.

Le pandemie come fallimento istituzionale

Maurizio Franzini esamina il problema della pandemia da corona virus in una prospettiva istituzionale chiedendosi, in particolare, se le modalità con le quali vengono assunte le decisioni in tema di prevenzione delle pandemie siano idonee per affrontare i problemi di rischio, incertezza e ignoranza che inevitabilmente esse comportano. Franzini sostiene, sulla base anche di quanto emerge dalla letteratura, che siamo di fronte a gravissime carenze istituzionali che sarebbe urgente correggere, anche a beneficio delle generazioni future.

Epidemia da CoVid-19: male pubblico globale, gestione locale e disastro totale

Filadelfo Coronarius ripercorre le tappe della diffusione del corona virus, cercando risposte a domande ricorrenti come queste: come siamo arrivati a questo punto? Era davvero impossibile contenere il virus? È questo un ulteriore tributo, dopo la Grande Recessione e l’impoverimento del ceto medio, da pagare alla globalizzazione? Nella ricostruzione di Coronarius un ruolo importante è assegnato alla mancata applicazione del Principio di Precauzione, che pure figura nel Trattato sul Funzionamento dell’Unione, da parte della Commissione Europea.

Adam Smith capovolto. Potere economico e benevolenza

Roberto Tamborini riflette sul rapporto tra libero mercato, potere e diritti, partendo dalla nota affermazione di Adam Smith secondo cui il libero mercato assicura il benessere sociale senza che sia necessaria la benevolenza di chi opera in esso. Tamborini sostiene che le condizioni per la validità di questa affermazione mancano, soprattutto a causa della concentrazione del potere economico e finanziario, che diviene anche politico, e che esiste una tensione tra libero mercato e diritti da affrontare sul piano politico-istituzionale.

Contro l’urbanicidio: la lezione di Marshall Berman

Vittorio Giacopini sostiene che quella che una volta si sarebbe chiamata lotta di classe oggi riguarda la vita e la morte delle grandi città e che le pericolose trasformazioni che investono queste ultime non possono essere affrontate come se si trattasse semplicemente di un problema tecnico o economico. Giacopini ripropone le tesi di Marshall Berman secondo il quale la modernità è principalmente l’esperienza urbana e se le città vanno in rovina è perché qualcuno le uccide, perché si pratica l’urbanicidio, come proverebbe la storia del Bronx.

Roma Capitale? Fermi, a 20 metri dal Colosseo

Giovanni Caudo racconta, al di là delle ritualità, la condizione di Roma Capitale partendo da una vicenda relativa all’area intorno al Colosseo che mette in luce sia le ambizioni dell’élite che decise di fare di Roma la capitale del Regno, che gli impedimenti alla compiuta realizzazione di quelle ambizioni. Caudo sostiene che occorre partire da qui per affrontare la crisi di una città che sembra aver perso il suo senso e che il modo migliore per festeggiare i 150 anni di Roma Capitale consisterebbe proprio nel ridare senso al suo essere Capitale.

Contrordine: austerità e tagli delle tasse non funzionano! Ce lo dice l’Europa

Civil Servant basandosi su quanto la Commissione Europea afferma in un documento tecnico dello scorso dicembre sostiene che l’orientamento della Commissione in campo fiscale sta lentamente cambiando. Infatti, per la prima volta in un documento ufficiale si allude al fatto che l’austerity sia controproducente e che tagliare le imposte in modo indiscriminato non aiuti la crescita. Civil Servant ricorda anche che da pochi giorni la Commissione ha aperto una “consultazione” su questi temi e si augura che il dibattito politico domestico ne prenda atto.