La leva fiscale come strumento prevalente di politica industriale in Italia

Serenella Caravella e Francesco Crespi muovono dalla considerazione che, allineandosi ad altri paesi europei, l’Italia ha dato nuovamente un ruolo di rilievo alla politica industriale, varando, nel 2017, un piano da 12 mld per il rilancio dell’industria italiana. Gli autori sostengono, però, che il piano è prevalentemente orientato a stimolare gli investimenti e lo sviluppo delle imprese con strumenti fiscali senza prevedere interventi di matrice “sistemica” e che questo sbilanciamento potrebbe limitare i risultati raggiungibili con le risorse messe in campo.

La legge del più forte? A proposito dei dazi di Trump

Luca Salvatici e Fabrizio De Filippis si occupano degli interventi di politica commerciale attuati o minacciati dal Presidente Trump mettendone in evidenza gli elementi di rottura rispetto al modello di governance multilaterale dei decenni precedenti. Salvatici e De Filippis sostengono che queste evoluzioni accrescono i rischi di guerre commerciali con conseguenze negative non limitate ai soli paesi e settori inizialmente coinvolti e che, in un simile scenario, l’interesse dell’Italia è al mantenimento di una posizione negoziale comune da parte dell’Unione europea.

Ombre sulla cooperazione economica internazionale

Luciano Marcello Milone esamina alcuni recenti sviluppi del sistema delle relazioni commerciali internazionali e sostiene che il quasi fallimento del Doha Round, la proliferazione di accordi preferenziali e le spinte protezionistiche in atto in varie aree del mondo sono preoccupanti manifestazioni del progressivo indebolimento della cooperazione internazionale negli scambi commerciali. Secondo Milone il rilancio del multilateralismo, da molti auspicato, presuppone un’incisiva riforma della governance dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

La geometria della sconfitta

Roberto Tamborini sostiene che la sconfitta storica della Sinistra italiana nelle elezioni del 4 marzo, comune a gran parte dell’Occidente, al di là di responsabilità ed errori contingenti, ha origini lontane. Per cominciare a organizzare le idee, Tamborini, propone una “geometria della sconfitta” che, lungo le coordinate Stato/Mercato e Nazione/Mondo, consente di leggere le grandi correnti socio-economiche che hanno prima alimentato e poi svuotato lo spazio politico della Sinistra a partire dagli anni ’80, complice una sua tendenza all’anacronismo, molto acuta in Italia.

Come combattere il protezionismo “illegale” di Trump?

Giuseppe De Arcangelis si occupa dei recenti interventi di politica commerciale del presidente Trump e ne illustra le ragioni politiche ed economiche e gli effetti attesi. De Arcangelis sostiene che l’invocazione della minaccia alla sicurezza nazionale rappresenta la vera novità rispetto ad azioni simili di precedenti presidenti e ritiene che la reazione dei partner commerciali (in particolare dell’UE) debba avvenire all’interno dell’Organizzazione Mondiale del Commercio per conservare il patrimonio di relazioni commerciali multilaterali faticosamente costruito negli ultimi 70 anni.

Esperimenti monetari: Petro contro Superman

Paolo Paesani si occupa del Petro, la prima cripto-valuta di stato garantita dalle riserve petrolifere nazionali, lanciata il 20 febbraio del 2018 in Venezuela. Dopo avere descritto le caratteristiche dell’operazione, Paesani riflette su alcuni precedenti storici che possono fornire utili spunti per prevedere il futuro del Petro. La sua conclusione è che molto dipende dall’andamento del prezzo del petrolio, non tanto perché questo sia la garanzia della nuova valuta, ma perché da quel prezzo dipendono la solvibilità del governo venezuelano e la sua agibilità politica.

Il governo della non-élite: il New Deal di Franklin D. Roosevelt

Maurizio Franzini in occasione della nuova pubblicazione in Italia degli interventi e dei discorsi di F.D. Roosevelt propone, guardando anche al presente, una riflessione sul New Deal degli anni ’30. Franzini, dopo aver sottolineato l’inconciliabilità, nella visione di Roosevelt, tra ilpotere economico e i valori fondativi e costituzionali degli Stati Uniti, sostiene che da ciò discende la priorità assegnata alla reform rispetto alla recovery e nelle conclusioni delinea le ragioni del successo di questo eccezionale “governo per la non –élite”.

Wall Street come Las Vegas?

Marcello Basili e Maurizio Franzini ricordano che in 10 anni la quotazione di Amazon è passata da 74 a 1414 dollari (13 febbraio) una performance da capogiro anche nell’epoca del Quantitative Easing. Basili e Franzini ricordano che Amazon non ha distribuito dividendi in 21 anni, che il rapporto Prezzo/utili (P/E) è stratosferico (oltre 230) e che gli utili sono bassissimi. Dopo aver illustrato il significato di questi dati si chiedono cosa spinga le quotazioni di Amazon e cosa sia diventato ai nostri giorni il mercato azionario.

Alcune FAQ sul voto del 4 Marzo

Eugenio Levi e Fabrizio Patriarca cercano di chiarire alcuni punti della legge elettorale con lo scopo di aiutare l’elettore a capire quale sarà l’effetto del proprio voto sulla rappresentanza parlamentare. In particolare, si soffermano sulla corrispondenza fra il voto ad una lista plurinominale e l’elezione di parlamentari di quella lista, sul peso relativo del maggioritario e del proporzionale, sul ruolo della residenza geografica e sottolineano con preoccupazione gli effetti che l’ambiguità della legge elettorale su questi punti sta avendo sulla campagna elettorale.

La crisi dell’Unione Monetaria e le relazioni centro-periferia in Europa

Giuseppe Celi, Andrea Ginzburg, Dario Guarascio e Anna Maria Simonazzi presentano un sintesi del loro recente libro “Crisis in the European Monetary Union. A core-periphery perspective” dove propongono una lettura di lungo periodo dei problemi dell’Europa. In particolare, essi danno conto del processo di polarizzazione in atto che vede, da un lato, un ‘centro’ forte (la Germania) e, dall’altro, due ‘periferie’ eterogenee ma dipendenti dal medesimo centro (il Sud e l’Est Europa). Nelle conclusioni gli autori indicano la strada da percorre per rinnovare le politiche europee.