L’accordo OCSE-G20 sulle nuove regole fiscali per le multinazionali: un passo nella giusta direzione che manca (ancora) di ambizione

Mikhail Malesnnikov ritorna sulla riforma del sistema di tassazione internazionale d’impresa dopo l’intesa di massima raggiunta a inizio luglio in seno all’OCSE e avallata politicamente dai ministri delle finanze del G20 a Venezia. Malesnnikov sostiene che l’accordo-quadro, da ultimare tecnicamente entro ottobre, è il risultato di uno sforzo di cooperazione internazionale degno di apprezzamento, tuttavia gli obiettivi avrebbero potuto essere più ambiziosi e permangono seri interrogativi sul fronte dell’equità.

La carbon tariff: un male necessario ma (sperabilmente) transitorio

Luca Salvatici ricorda che l’azione “Fit for 55” proposta di recente dalla Commissione Europea per ridurre le emissioni prevede anche una compensazione doganale (CBAM) su alcune importazioni ad alta intensità di carbonio. Salvatici, riconosce le motivazioni alla base della proposta, ma evidenzia le difficoltà pratiche e politiche relative alla sua applicazione e sostiene che sarebbe preferibile un accordo globale per internalizzare le esternalità ambientali derivanti dalle emissioni di carbonio.

Un piano Marshall per l’UE?

Carlo Spagnolo ricostruisce gli aspetti distintivi del piano Marshall e ne ricorda i principali obiettivi; quindi, lo confronta con il PNRR e sostiene che la situazione odierna appare profondamente diversa da quella postbellica, tanto da suggerire che il NGEU, che risponde ad una depressione economica, assomiglia più al New Deal varato dopo la crisi del 1929 che al piano Marshall. Tuttavia, Spagnolo ritiene che si possono individuare alcune analogie, sul piano politico generale e su quello dei meccanismi regolativi.

Istruzione e giustizia nella trappola della meritocrazia

Alessandra Pelloni riflette sul concetto di meritocrazia e richiama l’attenzione sulle varie contraddizioni che sorgono quando si cerca di applicarlo a società stratificate in base al potere e alla ricchezza. Traendo ispirazione dalle tesi di Michael Sandel, Pelloni sostiene che per superare queste contraddizioni è necessario fare ricorso a soluzioni collettive, valutando con maggiore modestia l’ambito delle scelte individuali.

La Politica Comune della Concorrenza in epoca Covid-19

Umberto Triulzi e Gianfranco Leonetti si occupano della politica della concorrenza europea in epoca Covid 19 e mettono in evidenza, con riferimento all’abolizione del divieto degli aiuti di Stato, i rischi di accentuazione delle asimmetrie presenti nel mercato interno europeo. In particolare gli autori ritengono che le imprese che operano nei Paesi più ricchi e meno indebitati riceveranno aiuti più consistenti e potranno uscire meglio dalla crisi. Le condizioni di parità tra le imprese verrebbero meno e la concorrenza europea sarebbe ulteriormente distorta.

Bella Italia, Douce France

Silvana Cirillo presenta due originali antologie che escono nella collana di Gremese ed. Girandole / Roma Livres, Bella Italia, da lei diretta: 18 recits di scrittori francesi dedicati al nostro paese e Douce france, 20 racconti di autori italiani dedicati alla Francia. Le loro testimonianze, scrive Cirillo, sollecitate dagli spunti autobiografici più vari, ci consegnano un vivace e composito ritratto delle terre al di qua e al di là dell’Alpe, un omaggio corale, spontaneo e affettuoso, lontano da scontati luoghi comuni, la testimonianza delle influenze reciproche delle due culture.

Il blocco dei licenziamenti: il vero problema è la “distruzione non creativa”

Andrea Garnero interviene sul dibattito in corso sul divieto di licenziare chiedendosi anzitutto se esso abbia avuto un ruolo aggiuntivo, rispetto alla Cassa Integrazione e alle misure per il credito, nel “proteggere il lavoro” durante la crisi, A tal fine, Garnero compara la caduta dell’occupazione in Italia e in due paesi (Francia e Germania) che non hanno introdotto un simile divieto Inoltre, egli sostiene che di fronte ai segnali di ripresa il problema per chi perde il lavoro resta un sistema di welfare e di politiche attive con troppi buchi.

Inflazione alle porte? Gli scenari per l’Europa e per il nostro paese

Sebastiano Nerozzi e Giorgio Ricchiuti discutono gli scenari aperti dal riaccendersi dell’inflazione negli Stati Uniti e, analizzandone le possibili cause, cercano di stabilire se si tratta di un fenomeno transitorio o, piuttosto, di una fase destinata a durare nel tempo. L’articolo discute i possibili effetti dell’inflazione sui tassi d’interesse e sulla ripresa post-pandemica, evidenziando come un ritorno repentino a politiche di austerità avrebbe effetti distributivi ed economici destabilizzanti per i paesi con più alto debito pubblico e per l’eurozona nel suo complesso.

La questione organizzativa italiana. Rigenerazione organizzativa, politica per il bene comune e la difesa sociale, formazione delle persone integrali

Federico Butera sostiene che la questione organizzativa in Italia è cruciale per una nuova fase politica. Dopo aver ricordato quali e quanti siano, in vari ambiti, i ‘fallimenti organizzativi’ Butera spiega perché, in un momento in cui si discute del cambiamento delle Pubbliche Amministrazioni e della rigenerazione delle imprese, sono necessarie tre linee d’azione sinergiche: a) progettazione e sviluppo di organizzazioni democratiche; b) politica per il bene comune e la difesa sociale dai poteri arroganti, visibili e occulti; c) formazione e sviluppo di persone integrali.

Il corso delle riforme del lavoro pubblico e il rilancio del Paese

Marco Esposito analizza alcune possibili interrelazioni tra l’avvio dei rinnovi contrattuali dei comparti pubblici e il Piano governativo di ripresa e resilienza. In particolare, Esposito mette a fuoco sia il cambio di metodo regolativo prospettato, che fa leva sul dialogo sociale e sulla partecipazione sindacale, sia gli istituti su cui puntare per un’incisiva riforma del lavoro pubblico: formazione, digitalizzazione e valorizzazione dell’effettivo rendimento dei lavoratori pubblici.