A scuola con lo spoil-system

Stefania Gabriele richiama i punti principali della riforma della scuola attualmente in discussione e focalizza la propria attenzione sulla questione dell’assunzione dei precari e sui nuovi compiti attribuiti ai dirigenti scolastici, presentando in modo dettagliato le previsioni della riforma. Gabriele si sofferma poi sulla più generale prospettiva di introdurre una più intensa concorrenza nel sistema scolastico e mette in guardia dai rischi che potrebbero derivarne in termini di inclusione e mobilità sociale in un paese che già non vanta, sotto questi aspetti, risultati incoraggianti.

Non è così semplice. I dati sull’occupazione e le riforme del governo

Fabrizio Patriarca e Michele Raitano commentano i dati apparentemente molto favorevoli sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato recentemente forniti dall’INPS e dal Ministero del Lavoro e sottolineano che l’interpretazione delle tendenze in atto e del ruolo giocato dalle riforme è in realtà molto complessa. Un’attenta lettura dei dati porta Patriarca e Raitano a ridimensionare notevolmente il numero di contratti che corrisponderebbero effettivamente a nuova occupazione e a sostenere che se i dati fossero confermati il costo della creazione di nuovi posti di lavoro attraverso gli sgravi contributivi sarebbe esorbitante

Il genere dei top incomes

Atkinson, Casarico e Voitchovsky si chiedono quante donne sono comprese nell’1% più ricco della popolazione e, innovando rispetto ad altri contributi, considerano oltre ai salari anche i redditi da capitale e da lavoro autonomo. I loro principali risultati sono che la presenza femminile è aumentata nel decile più ricco ma quando si sale di percentile, i miglioramenti scompaiono. Inoltre, nei paesi Nordici, solitamente i più virtuosi nelle statistiche di genere, la percentuale di donne nei top income non è più elevata che Regno Unito o in Spagna

Ricchezza: la solita ignota

Francesco Bogliacino e Virginia Maestri si occupano di reddito e di ricchezza e esaminano i dati relativi alla disuguaglianza nella distribuzione dell’uno e dell’altra. Essi sottolineano che per la ricchezza disponiamo di pochi dati e scarsamente comparabili ma da essi risulta che la ricchezza è peggio distribuita del reddito. Cercando di tenere conto simultaneamente di reddito e ricchezza i due autori osservano che un patrimonio elevato può coesistere con un reddito basso e viceversa, come nel caso dei ricchi di reddito indebitati e dei poveri che possiedono patrimoni non trascurabili.

Le crisi e i redditi dei ricchi

Salvatore Morelli esamina, in una prospettiva storica, l’effetto che le crisi bancarie e finanziarie sistemiche hanno sulle quote di reddito dei più ricchi, i cosiddetti top income, nei paesi avanzati. Morelli mostra che in generale l’effetto è negativo per i super- ricchi mentre è positivo per la classe medio-alta. Nella crisi la disuguaglianza nei redditi tende a ridursi ma questo effetto è piuttosto contenuto e appare in alcuni casi temporaneo. Nel complesso, secondo Morelli, le forze di mercato più distruttive non sembrano, da sole, in grado di scalfire le concentrazioni estreme di reddito.

I “lavoratori ricchi”: una nuova figura di rentier?

FraGRa dedicano il loro articolo ai cosiddetti working rich. Dopo avere documentato la tendenze dei redditi a concentrarsi nella parte alta della distribuzione e, soprattutto, la crescente presenza dei redditi da lavoro tra i top income, FraGRa si interrogano sui fattori in grado di spiegare il fenomeno. A questo scopo ricordano che già nell’800 i Fabiani avevano sostenuto che anche i redditi da lavoro possono avere una componente di rendita e sostengono che proprio alle rendite indotte da una inadeguata concorrenza occorre guardare per comprendere il fenomeno e per debellarlo.

Pensioni, indicizzazione e soglie di povertà

Laura Dragosei e Sergio Ginebri si occupano della progressiva erosione del potere di acquisto delle pensioni Inps liquidate che ha interessato sia le pensioni di importo medio-basso sia quelle di importo medio-alto. Dopo avere illustrato il fenomeno, i due autori individuano le cause di tale erosione non soltanto nella parziale indicizzazione delle pensioni di importo medio-alto e nella normativa fiscale ma anche nelle caratteristiche del paniere utilizzato per l’indicizzazione che non riflette pienamente la struttura dei consumi dei pensionati più poveri.

La sfida di Obama alle disuguaglianze e… al Congresso

Ruggero Paladini esamina dal punto di vista della riduzione delle disuguaglianze la legge finanziaria per il 2016 proposta da Obama e mostra come essa preveda vari interventi popolari ai quali, in un periodo elettorale, non sarà facile per i repubblicani opporsi. Paladini considera che un ostacolo potrebbe essere rappresentato dalla già alta progressività del sistema fiscale USA, maggiore di quella europea, ma ritiene che la crescente concentrazione del reddito in atto negli USA non consentano di giustificare le eventuali reazioni dei più ricchi

Ricchi e poveri di salute: la situazione italiana

Giuseppe Costa e Michele Marra, attingendo a un recente Libro Bianco sul tema, si occupano di disuguaglianze di salute sottolineando che esse sono un problema per la sanità, per gli effetti sulla mortalità ; sono un problema sociale, poiché colpiscono le fasce di popolazione più svantaggiate e, infine, un problema economico, date le ingenti risorse richieste per farvi fronte. I due autori, anche richiamando la variabilità delle disuguaglianze di salute nel tempo e nello spazio, sostengono, però, che esse non sono inevitabili

La povertà dei minori: il labirinto delle statistiche ufficiali

Walter Nanni ricorda che la povertà dei minori in Italia è un fenomeno storico, aggravato in tempi recenti dalla crisi economica e dai tagli alle spese sociali destinate a sostenere le famiglie. Nanni chiarisce anche che la povertà dei minori può essere misurata in vari modi e sottolinea che in Italia la povertà dei minori è significativamente superiore a quella media Europea. Particolarmente grave è che tra il 2012 e il 2013 la povertà assoluta tra i minori sia cresciuta di oltre il 35%.