La diseguaglianza in Italia dipende dal divario Nord-Sud? Un rapido sguardo ai dati

Michele Raitano ricorda l’enfasi posta, di recente, sui divari territoriali come causa delle diseguaglianze complessive nei redditi e stima l’influenza che il divario Nord-Sud ha sull’alta diseguaglianza del nostro paese. La sua conclusione è che se si eliminassero del tutto i divari territoriali le diseguaglianze complessive si ridurrebbero di pochissimo, perché è molto alta la dispersione dei redditi all’interno delle varie aree. Sulla base di questi risultati, Raitano invita a non sottovalutare la complessità dei fenomeni alla base della diseguaglianza.

Proprietà della casa e riproduzione delle disuguaglianze nella Legge di Stabilità per il 2016

Marianna Filandri e Emanuela Struffolino esaminano gli effetti sulla disuguaglianza delle misure sulla casa contenute nella Legge di Stabilità del 2016. Dopo aver ricordato che in Italia la proprietà della casa è molto diffusa e, quindi, ad essa non è sempre associato uno stato di elevata prosperità e benessere, le autrici mostrano come, estendendo alcune esenzioni ai proprietari, la legge di Stabilità riproduca un sistema di diseguaglianze basate sulla proprietà che condizionerà negativamente le opportunità di molte famiglie e dei loro figli.

Le retribuzioni nel pubblico e nel privato. Premio salariale e eterogeneità in sei paesi europei

Sergio Destefanis e Paola Naddeo si occupano di differenziali salariali tra lavoratori del settore pubblico e privato, ricordando che secondo gli studi esistenti i primi godono di un premio salariale. I due autori dopo aver illustrato la propria metodologia di analisi, basata sui modelli di Oaxaca-Blinder e di Ñopo e su dati Eurostat per 6 paesi, presentano i loro principali risultati dai quali emerge, in particolare, che in Italia il premio salariale nel pubblico è limitato e riguarda soprattutto le donne e i lavoratori poco qualificati.

La casa, il benessere e le disuguaglianze

Francesco Farina e Maurizio Franzini, in un articolo basato sulle loro Introduzione e Conclusioni al volume “La casa, il benessere e le disuguaglianze” (Egea, 2015), illustrano le molteplici relazioni che legano l’abitazione al benessere individuale e familiare nonché il suo impatto sulla distribuzione di questo benessere. Farina e Franzini sottolineano l’importanza di un approccio multidimensionale al benessere nell’analisi del ruolo della casa anche per individuare le politiche abitative più idonee ad assicurare la coesione sociale.

Spesa effettiva o fitto imputato? La non neutralità del modo di tenere conto della casa nelle analisi distributive

Michele Raitano confronta i diversi metodi utilizzati per includere l’abitazione di residenza nella valutazione del benessere economico individuale. Raitano, illustrando i risultati di un’analisi empirica riferita all’Italia, mostra come il metodo prescelto incida sensibilmente non soltanto sul valore degli indici di diseguaglianza e povertà ma anche sulla posizione occupata da individui e famiglie nella scala distributiva, con rilevanti conseguenze per l’individuazione dei potenziali contribuenti e beneficiari delle politiche redistributive.

Il prestito vitalizio ipotecario e la povertà degli anziani

Massimo Baldini e Luca Beltrametti si occupano del prestito vitalizio ipotecario e della sua capacità di sostenere le condizioni di vita delle famiglie di anziani che possiedono l’abitazione di residenza ma hanno un reddito basso. I due autori, dopo avere illustrato la misura, mostrano che in Italia è piuttosto elevato il numero di nuclei “house rich” ma “cash poor”, sostengono che la domanda latente per questo strumento potrebbe crescere e stimano l’impatto che potrebbe avere sulla povertà un ricorso generalizzato al prestito da parte degli anziani.

Il titolo di godimento dell’abitazione: non solo una questione di reddito

Elisabetta Croci Angelini si occupa delle variabili da cui dipende nei paesi europei la scelta tra acquistare e prendere in affitto l’abitazione. Dalla sua analisi econometrica emerge, tra l’altro, l’importanza di numerose variabili relative al contesto socio-economico e la maggiore diffusione della proprietà nei paesi a reddito pro-capite più basso. Rilevante è anche il minore grado di soddisfazione dei proprietari di casa. Croci Angelini collega questi risultati ai diversi regimi di Welfare e prevede un ruolo crescente della casa nei futuri sistemi di Welfare.

Zuckerberg e i nuovi orizzonti del filantrocapitalismo

Cristina Duranti si occupa dell’iniziativa filantropica di Zuckerberg-Chan accolta in generale molto positivamente per l’entità della donazione e la giovane età dei due filantropi. Analizzando approfonditamente le caratteristiche di questa iniziativa, che ha pochi precedenti, Duranti si interroga sull’impatto che questa nuova forma di filantrocapitalismo potrà avere sulla politica, sul settore nonprofit americano e globale, e sulla capacità dei sistemi democratici di influire sulla redistribuzione dei redditi e delle ricchezze.

L’università nella legge di stabilità: si cambia direzione?

Francesco Sinopoli si occupa dell’università italiana e, dopo aver riportato i dati sul calo degli studenti e del personale docente e amministrativo, discute le scelte di policy degli ultimi anni. Sinopoli sostiene che il DDL di stabilità, pur destinando risorse (modeste) ad alcune componenti del sistema, si inserisce nel solco di quelle scelte e non rappresenta un’inversione di tendenza. In particolare, esso non prevede quegli investimenti crescenti nell’università e nella ricerca di cui necessiterebbe il sistema economico-sociale italiano.

La Questione Meridionale come questione sociale. A proposito del libro di Salvatore Lupo

Emanuele Felice commenta l’ultimo libro di Salvatore Lupo che offre una rilettura originale della questione meridionale e del pensiero dei meridionalisti classici, nel periodo tra l’Unità d’Italia ed il fascismo. Secondo Felice la narrazione storica di Lupo è coerente con le più recenti stime dei divari regionali e la sua critica delle tesi di Banfield e Putnam è convincente, tuttavia per meglio comprendere la vicenda del Mezzogiorno sono utili i recenti lavori degli economisti dello sviluppo e degli storici economici internazionali, che Lupo trascura.