Imposta su titoli obbligazionari, inflazione e sistema duale

Ruggero Paladini richiama l’attenzione su un possibile problematico effetto dell’inflazione sulla ipotesi, prevista dalla legge delega di riforma fiscale, di una tassazione proporzionale dei redditi da capitale. Infatti, l’inflazione determina su depositi e obbligazioni un peso maggiore rispetto agli altri redditi da capitale creando un problema per l’imposta proporzionale. Tale problema potrebbe, invece, essere meglio affrontato con un’imposta progressiva, come dimostra il caso olandese.

Opportunità e limiti del salario minimo legale: un raffronto europeo

Salvo Leonardi valuta le varie proposte avanzate in tema di salario minimo alla luce delle variegate esperienze nazionali che si distinguono soprattutto per la natura legale o contrattuale del salario minimo. Il quadro che ne emerge è complesso e non consente facili conclusioni. In particolare il salario minimo legale, pur avendo diversi pregi, non appare in grado di garantire la fuoriuscita dai bassi salari e dal lavoro povero se non è accompagnato da politiche di welfare, di stabilizzazione e controllo ispettivo.

Il denaro e la disparità di genere

Giovanna Paladino esamina le ragioni della problematica relazione tra le donne e il denaro guardando alla famiglia, dove spesso – anche involontariamente- l’educazione segue stereotipi di genere che favoriscono l’autonomia dei figli e la dipendenza delle figlie. Un’indagine campionaria mostra il ruolo cruciale della famiglia proprio nella preadolescenza e nell’adolescenza e la necessità per le madri di dare l’esempio, poiché la famiglia è il riferimento in materia di gestione del denaro per oltre il 90% degli adolescenti.

Un salario minimo anche per l’Italia? Spunti di riflessione dall’esperienza comparata

Emanuele Menegatti offre elementi di riflessione utili al dibattito in corso sull’opportunità di introdurre un salario minimo legale analizzando i meccanismi di fissazione del salario minimo in tre paesi che per ragioni diverse presentano aspetti di particolare interesse per il dibattito italiano. I tre paesi sono la Svezia, la Germania e il Regno Unito le cui esperienze appaiono utili non soltanto per valutare l’opportunità di un intervento legale sui minimi salariali ma anche per individuare le più opportune soluzioni regolative.

Vecchie e nuove asimmetrie: l’Europa di fronte alla guerra

Giuseppe Celi, Dario Guarascio, Jelena Reljic, Annamaria Simonazzi e Francesco Zezza sostengono che la guerra rischia di avere impatti asimmetrici sulle economie europee, per effetto della differente vulnerabilità rispetto alle produzioni energivore e della diversa dipendenza dalle fonti fossili e dalle importazioni russe. Di fronte al rischio che la guerra frammenti il sistema commerciale globale in due blocchi contrapposti, la sfida per l’Europa sarà triplice: sostenere i redditi, rafforzare i mercati interni e recuperare sovranità tecnologica e produttiva.

Povertà transitoria e persistente: un’analisi delle disparità territoriali in Italia

Chiara Mussida e Dario Sciulli discutono dei differenziali territoriali di povertà in Italia utilizzando diversi indicatori enfatizzando l’importanza di distinguere tra povertà transitoria e povertà persistente. E’ noto che la povertà è maggiormente diffusa nelle regioni del Sud del nostro paese; forse meno noto è che in quelle stesse regioni la povertà si caratterizza anche per un maggior grado di persistenza, che finisce con l’aggravare i divari territoriali. Mussida e Sciulli mettono in luce questo aspetto e ritengono che esso renda necessari interventi mirati per le regioni meridionali.

La classe media in Italia: cosa sappiamo?

Francesco Bloise, Maurizio Franzini, Michele Raitano e Francesca Subioli presentano i principali risultati di una loro ricerca su estensione e caratteristiche, in anni recenti, della classe media in Italia e in alcuni paesi europei. Dopo aver chiarito la definizione di classe media adottata gli autori mostrano come sono variate la sua consistenza e la sua distanza dalla classe alta e da quella bassa e quale sia stata la mobilità in entrata e in uscita dalla classe media, della quale sottolineano l’importanza.

La povertà energetica in Italia: rincari energetici e scenari futuri

Massimo Aprea si occupa di povertà energetica in Italia. Dopo aver presentato l’indicatore recentemente adottato dal Governo, presenta i risultati di una simulazione sulle conseguenze dei rincari del 2021 e di quelli previsti per il 2022 sulla povertà energetica e sulla quota di Reddito di Cittadinanza assorbita dalla spesa energetica delle famiglie. I principali risultati sono che l’incidenza della povertà energetica è molto sensibile al prezzo dei beni e servizi energetici e la spesa energetica assorbe una quota rilevante del RdC.

Prezzi dei beni energetici, inflazione inattesa e salari *

Francesco D’Amuri ricorda che, sospinta dai beni energetici (+46 %), l’inflazione ha raggiunto il 6% annuo, come non accadeva dal 1991, e che da 10 anni le retribuzioni nominali crescono nel settore privato più dell’inflazione, anche tenendo conto della componente energetica importata, che è un parametro di riferimento per i rinnovi contrattuali. D’Amuri sostiene che la politica fiscale può attenuare l’impatto della vampata dei prezzi dell’energia su quelli interni e sui salari reali e può compensare le famiglie più colpite, che sono le più povere.

L’economia europea ai tempi della crisi Ucraina. Inflazione, politica monetaria e transizione ecologica

Sebastiano Nerozzi e Giorgio Ricchiuti discutono gli scenari che si aprono in seguito alla ripresa dell’inflazione negli Stati Uniti e in Europa, soffermandosi sulle politiche da adottare per fare fronte a questo fenomeno. Nerozzi e Ricchiuti analizzano in particolare le risposte di politica monetaria anche dal punto di vista delle ricadute sulla crisi energetica e sottolineano l’importanza di legare la risposta all’inflazione all’accelerazione della transizione ecologica, puntando sullo sviluppo delle comunità energetiche.