Nuove regole per il fisco societario: l’accordo del G7 Finanze nel più ampio contesto del negoziato G20/OCSE

Mikhail Maslennikov riflette sulla portata del recente accordo del G7 Finanze relativo al ridisegno delle regole di tassazione internazionale d’impresa, inquadrandolo nel più ampio processo negoziale in corso sotto l’egida G20/OCSE. In particolare, Maslennikov, anche attraverso il confronto tra i contenuti dell’accordo e quanto previsto nei Blueprint Reports pubblicati dall’OCSE a ottobre 2020, mette in luce alcuni aspetti positivi ma anche alcuni punti critici, che necessitano chiarimenti, dell’accordo.

Tremate multinazionali! O forse no.

Ruggero Paladini presenta e discute l’accordo raggiunto all’ultimo G7 su un livello di imposizione fiscale minimo per le multinazionali. Paladini ritiene che si tratti di un passo in avanti rispetto ai fenomeni di concorrenza fiscale sviluppatisi in passato ma osserva che per ora l’accordo è limitato ai paesi più grandi e restano da definire molti importanti dettagli tecnici. Un rischio rilevante è che l’aliquota minima, che è molto più bassa di quella che grava sui redditi da lavoro, diventi l’aliquota normale.

Povertà assoluta e consumi in periodi straordinari: riflessioni su una relazione complicata

Massimo Aprea e Michele Raitano riprendono i dati Istat sulla crescita della povertà assoluta nel corso del 2020 e ragionano sulla possibilità che essa possa in parte dipendere dai vincoli alla spesa derivanti dalla pandemia piuttosto che dal peggioramento delle condizioni economiche delle famiglie. A tal fine presentano un esercizio di simulazione, ipotizzando cause diverse per la riduzione di alcune componenti di spesa, utile a chiarire come la metodologia applicata dall’Istat possa condurre a sovrastimare il peggioramento del tenore di vita delle famiglie italiane nel corso del 2020.

Più consegne, meno diritti: l’infausta parabola giuridica dei rider

Luca Bonacini e Valentina Camurri, analizzando i dati Google Trend, mostrano che la richiesta di servizi di food delivery è aumentata con le misure di distanziamento sociale adottate nella prima ondata di Covid-19 e non è tornata ai livelli pre-pandemici con il loro alleggerimento. Bonacini e Camurri ipotizzano, quindi, che il cambiamento forzato delle abitudini accrescerà in modo permanente il ricorso ai rider e sostengono che ciò rende quanto mai urgenti strumenti di contrasto a forme di sfruttamento che le piattaforme potrebbero porre in essere.

La cooperazione allo sviluppo e la riduzione delle disuguaglianze. Esame di due programmi in Tunisia e Colombia

Christian Morabito esamina, alla luce dei risultati di un recente studio su due programmi di cooperazione in Tunisia e Colombia, l’impatto redistributivo delle attività delle agenzie per la cooperazione. In entrambi i programmi esaminati la riduzione delle disuguaglianze era l’obiettivo principale ma l’impatto redistributivo è stato pressoché nullo. Morabito riflette sulle possibili cause di questi esiti e indica come si potrebbe accrescere l’efficacia redistributiva dei programmi di cooperazione.

Per una riforma dell’IRPEF, senza dimenticare progressività ed equità

Francesco Figari e Carlo Fiorio ragionano sui limiti dell’IRPEF, il pilastro del nostro sistema impositivo che, dopo quasi mezzo secolo di interventi di modifica spesso non coerenti fra loro, richiede una revisione radicale. Al momento sembra prevalere l’orientamento ad una revisione in senso duale dell’IRPEF: imposta progressiva sui redditi da lavoro dipendente e pensione e tassazione proporzionale dei rimanenti redditi. Gli autori avanzano una proposta controcorrente: tornare ad una tassazione personale onnicomprensiva, che preservi equità e efficienza.

Per una riforma dell’IRPEF: copiare o imparare dall’estero? La tassazione personale danese

Francesco Figari e Carlo Fiorio osservano che nel dibattitto sulla riforma dell’IRPEF l’attenzione si è spostata dal modello francese a quello tedesco e ora quello danese. Figari e Fiorio descrivono gli elementi essenziali di quest’ultimo, riformato nel 2010, ne sottolineano le differenze principali con l’IRPEF, e sostengono che si tratta di un riferimento interessante, fondato su una base imponibile onnicomprensiva. È, tuttavia, importante tenere conto del complessivo sistema di tassazione e trasferimenti nel quale è inserita l’imposta personale, prima di copiarne alcuni elementi.

Ricominciare dalla Costituzione. Il Cile e l’inclusione sociale

Federico Nastasi esamina il processo costituente in atto in Cile, focalizzandosi sulla domanda di una maggiore uguaglianza sociale. Dopo aver ricordato luci ed ombre del modello neoliberale della costituzione del 1980 che ha garantito un processo di crescita sostenuta per quasi due decenni, Nastasi indica le cause – materiali ed immateriali – che hanno alimentato la protesta popolare del 2019 e sostiene che un nuovo modello può nascere solo a partire dal superamento delle profonde disuguaglianze che dividono il paese.

Lula e l’imprevedibile futuro del Brasile

Leonardo Ditta riflette sui probabili effetti delle due recenti sentenze del Supremo Tribunale Federale brasiliano che annullano la condanna inflitta all’ex-presidente Lula. La prima dichiara l’incompetenza territoriale della 13ª Vara Federal, dell’ex-giudice Moro, che emise il verdetto; la seconda che l’operato del giudice non fu imparziale. Ditta si chiede come potrà cambiare il complesso scenario politico ed economico brasiliano dopo queste sentenze che restituiscono a Lula i diritti politici, consentendogli potenzialmente di candidarsi alle presidenziali del 2022.

Una crisi diseguale: il ruolo degli ammortizzatori sociali durante la pandemia

Francesca Carta e Marta De Philippis si occupano dell’impatto della crisi innescata dal COVID-19 sulle pre-esistenti disuguaglianze economiche. Basandosi sui risultati di una loro ricerca, focalizzata sul mercato del lavoro, Carta e De Philippis sostengono che i provvedimenti decisi dal Governo per fronteggiare la crisi hanno contenuto, nella prima metà del 2020, l’aumento della dispersione dei redditi da lavoro ma ritengono che vi siano rilevanti rischi di peggioramento nel lungo periodo.