La crisi pandemica e la necessità di riformare gli ammortizzatori sociali

Dario Guarascio analizza i limiti del sistema di protezione sociale messi in evidenza dalla crisi pandemica e sintetizza la proposta di riforma degli ammortizzatori sociali avanzata dalla Commissione del Ministero del Lavoro. Tale proposta ha delineato i contorni di un intervento che ridisegni gli ammortizzatori sociali, sia quelli in costanza di rapporto di lavoro sia quelli in carenza di occupazione, in modo che tutti possano accedere alle stesse prestazioni, e di uguale durata, per le stesse causali.

Il welfare nel PNRR. Riconoscere quanto c’è, ma non trascurare i rischi

Elena Granaglia si occupa del ruolo del welfare all’interno del PNRR. Pur riconoscendo l’importanza dei finanziamenti previsti, Granaglia sottolinea due rischi della visione soggiacente di welfare come sostegno all’inclusione lavorativa e aiuto per chi resta indietro. Da un lato, il PNRR trascura il ruolo dei mercati nell’assicurare redditi decenti, così indebolendo anche l’efficacia delle politiche su cui fa leva. Dall’altro, il PNRR sembra dimenticare che il welfare è anche spazio per una forma di vita diversa da quella che caratterizza il mercato e i meccanismi che nel pubblico lo mimano.

Il Neocorporativismo decentrato

Ezio Tarantelli nel 1984 concesse un’intervista a ‘Quale Impresa’, rivista dei giovani industriali, che fu pubblicata a luglio di quell’anno, 8 mesi prima del suo assassinio. Pubblichiamo nuovamente quella intervista per la sua attualità, frutto della straordinaria capacità di Tarantelli di prevedere l’evoluzione del lavoro. Nell’intervista si parla, tra l’altro, di riduzione dell’orario di lavoro per far fronte alla disoccupazione e del progressivo superamento della distinzione tra lavoro dipendente e autonomo. Sfide per gli attori sociali, ed in particolare per il sindacato, rispetto alle quali Tarantelli non manca di indicare, con la sua fiducia e la sua inesauribile capacità propositiva, la strada da seguire.

Un’intervista di Tarantelli che parla di noi

Giuseppe Croce commenta l’intervista a Tarantelli del 1984, pubblicata su questo numero del Menabò, mettendo in evidenza la sua capacità di prevedere i cambiamenti del lavoro con i quali oggi ci confrontiamo, largamente indotti dalla tecnologia. Con fiducia, Tarantelli guarda alla possibilità di ridurre e rendere più flessibili gli orari di lavoro e coglie la portata storica del superamento della distinzione tra lavoro dipendente e autonomo che gli appare inevitabile. Tutto ciò crea problemi al sindacato che però dovrà continuare a svolgere un ruolo decisivo.

Contrattazione decentrata e ripresa dello sviluppo: la lezione di Tarantelli

Leonello Tronti, nel suo commento all’intervista a Tarantelli del 1984 pubblicata su questo numero del Menabò, ricorda che a quell’epoca il problema principale era l’inflazione e la sua inedita coesistenza con la disoccupazione. Tronti sottolinea che Tarantelli considerava acquisita la predeterminazione dell’inflazione, come da lui proposta, e necessario un “modello neocorporativo decentrato” soprattutto per ridurre l’orario di lavoro e contrastare la disoccupazione. Tronti ritiene che una nuova forma di contrattazione collettiva aperta alla concertazione sociale sia anche oggi fondamentale per una nuova fase di sviluppo.

Lezioni dalla pandemia: i programmi sanitari dell’Unione Europea e dell’Inghilterra

Tommaso Langiano e Paolo Di Loreto analizzano i programmi sanitari elaborati dall’Unione europea e dall’Inghilterra nel corso della crisi pandemica, tenendo conto delle profonde differenze istituzionali. Il programma europeo non sembra in grado di migliorare l’integrazione fra i servizi sanitari degli Stati membri. Più coraggioso ed innovativo il libro bianco inglese che, per la lezione appresa durante la pandemia, propone una riorganizzazione orientata a garantire un elevato livello di integrazione tra le attività sanitarie e sociali.

Per legge, ma non troppo. Il rebus del salario minimo nella crisi della contrattazione

Luisa Corazza riflette sulla prospettiva di una regolazione per legge del salario minimo. Il punto di partenza è la crisi della contrattazione collettiva che viene ricondotta a tre cause e che definisce lo scenario sul quale si inserisce la recente proposta di Direttiva europea sui salari minimi adeguati che Corazza ritiene non assicuri un salario sufficiente, in base al principio costituzionale, perché spostando l’asse delle politiche salariali sorgono rischi rispetto ai quali il sindacato rappresenta un elemento di garanzia.

Assegno unico per i figli: Una prima proposta e alcune riflessioni

Massimo Baldini, Paolo Bosi, Giovanni Gallo, Cristiano Gori, Claudio Lucifora e Chiara Saraceno illustrano le caratteristiche generali del nuovo Assegno Unico e Universale per i figli (AUUF), il cui avvio è previsto per il 1° luglio 2021. Gli autori presentano poi la proposta di AUUF avanzata dalla Fondazione AREL, la Fondazione Ermanno Gorrieri e l’Alleanza per l’infanzia, che prevede un importo dell’assegno pari a 1930 euro all’anno per figlio minorenne e a 1158 euro all’anno per figlio maggiorenne. Gli autori discutono infine della relazione che potrebbe instaurarsi tra l’AUUF e il Reddito di Cittadinanza.

Nuove spigolature sui lavoratori delle piattaforme digitali

Stefano Giubboni torna a occuparsi delle questioni sollevate dalla condizione dei lavoratori delle piattaforme digitali per commentare i più recenti sviluppi sia sul terreno giudiziario che su quello politico-sindacale. Su tale ultimo versante, Giubboni giudica di particolare interesse l’iniziativa assunta dalla Commissione europea, che lo scorso febbraio ha promosso una prima consultazione delle parti sociali per un possibile intervento regolativo a tutela dei lavoratori delle piattaforme.

Big Tech: piccole piattaforme crescono?

Andrea Pezzoli osserva che mentre le Big Tech, più spesso che in passato, sovrappongono il loro raggio di azione e almeno negli Stati Uniti, il settore digitale sembra avviarsi verso una fase oligopolistica, le autorità antitrust, su entrambi i lati dell’Oceano, si interrogano su come adeguare la loro strumentazione per fronteggiare il potere delle grandi piattaforme. Pezzoli sottolinea l’importanza di disegnare con attenzione il nuovo quadro regolatorio per evitare che si riveli inefficace o, peggio, scoraggi l’innovazione.