Il sistema pensionistico italiano e la flessibilità in uscita: qualche riflessione

Carlo Mazzaferro, avvicinandosi la scadenza di Quota 100, riflette su flessibilità e pensionamento. Osservando i dati sull’età di pensionamento tra il 1995 ed il 2020 trova che l’età media è decisamente cresciuta mentre la variabilità si è ridotta ed è crollata la quota dei pensionati under 60. Sulla base di questi dati e del passaggio alla logica contributiva, Mazzaferro ritiene che sia possibile una flessibilità che risponda meglio alle esigenze dei lavoratori senza effetti sulla stabilità finanziaria del sistema pensionistico.

La Cassa Integrazione Guadagni come ammortizzatore anticiclico alla prova della crisi pandemica?

Paola Biasi, Beini Cai, Maria De Paola e Paolo Naticchioni analizzando gli effetti del ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni COVID-19 trovano che essa ha svolto un positivo ruolo di ammortizzatore anticiclico. In particolare, secondo gli autori, la CIG, da un lato, ha contenuto in modo sostanziale, in costanza di rapporto di lavoro, la caduta dei redditi dei lavoratori e, dall’altro, ha impedito che le disuguaglianze crescessero molto, a vantaggio soprattutto di donne e giovani.

Reddito di cittadinanza: chi lo riceve ha una carriera contributiva “povera”

Giuseppe Pio Dachille, Maria De Paola e Paolo Naticchioni analizzano i percettori del Reddito di Cittadinanza e trovano che soltanto un terzo dei percettori in età da lavoro ha maturato contributi previdenziali nel corso degli ultimi due anni. I restanti due terzi sono, invece, rimasti esclusi dal mercato del lavoro formale e quindi anche dalle connesse prestazioni di sostegno .

Ma il mercato del lavoro non è un autobus all’ora di punta

Giuseppe Pio Dachille, Edoardo Di Porto e Monica Paiella sottopongono a verifica la tesi secondo cui “Quota 100” avrebbe liberato posti di lavoro e creato opportunità di occupazione per i più giovani. Gli autori, analizzando i dati individuali delle carriere lavorative degli italiani giungono alla conclusione che gli effetti di “rimpiazzo” della forza lavoro sono stati parziali. L’anticipo pensionistico sembra essere quindi uno strumento poco efficace per l’accesso al mercato del lavoro dei giovani.

Oltre “Quota 100”. L’equità “stella polare” di un sistema pensionistico adeguato e sostenibile

Matteo Jessoula si chiede come superare “Quota 100” e costruire un sistema pensionistico che sia sostenibile economicamente e adeguato nelle condizioni di accesso alla quiescenza e nel livello delle prestazioni. Jessoula illustra le difficoltà poste, da un lato, dal vincolo sulle risorse e, dall’altro, dalle marcate iniquità del sistema attuale, in cui età pensionabile ed effettiva di uscita dal mercato del lavoro sono tra le più alte d’Europa e i differenziali nell’aspettativa di vita tra classi sociali sono elevati. Il criterio guida conclude Jessoula, deve essere l’equità.

Concorrenza al ribasso tra contratti collettivi

Michele Faioli e Larissa Venturi descrivono la situazione che caratterizza il sistema sindacale del nostro paese, basandosi sui dati più recenti dell’archivio CNEL relativo alla contrattazione collettiva, e si chiedono: quali siano le ragioni della concorrenza al ribasso tra contratti collettivi; perché, e in che misura, la contrattazione collettiva delle organizzazioni più rappresentative viene elusa nelle catene di valore e nei sub-appalti e se basterebbe una legge per sistemare il quadro disorganico in cui si sviluppa la concorrenza tra contratti collettivi.

La crisi pandemica e la necessità di riformare gli ammortizzatori sociali

Dario Guarascio analizza i limiti del sistema di protezione sociale messi in evidenza dalla crisi pandemica e sintetizza la proposta di riforma degli ammortizzatori sociali avanzata dalla Commissione del Ministero del Lavoro. Tale proposta ha delineato i contorni di un intervento che ridisegni gli ammortizzatori sociali, sia quelli in costanza di rapporto di lavoro sia quelli in carenza di occupazione, in modo che tutti possano accedere alle stesse prestazioni, e di uguale durata, per le stesse causali.

Il welfare nel PNRR. Riconoscere quanto c’è, ma non trascurare i rischi

Elena Granaglia si occupa del ruolo del welfare all’interno del PNRR. Pur riconoscendo l’importanza dei finanziamenti previsti, Granaglia sottolinea due rischi della visione soggiacente di welfare come sostegno all’inclusione lavorativa e aiuto per chi resta indietro. Da un lato, il PNRR trascura il ruolo dei mercati nell’assicurare redditi decenti, così indebolendo anche l’efficacia delle politiche su cui fa leva. Dall’altro, il PNRR sembra dimenticare che il welfare è anche spazio per una forma di vita diversa da quella che caratterizza il mercato e i meccanismi che nel pubblico lo mimano.

Il Neocorporativismo decentrato

Ezio Tarantelli nel 1984 concesse un’intervista a ‘Quale Impresa’, rivista dei giovani industriali, che fu pubblicata a luglio di quell’anno, 8 mesi prima del suo assassinio. Pubblichiamo nuovamente quella intervista per la sua attualità, frutto della straordinaria capacità di Tarantelli di prevedere l’evoluzione del lavoro. Nell’intervista si parla, tra l’altro, di riduzione dell’orario di lavoro per far fronte alla disoccupazione e del progressivo superamento della distinzione tra lavoro dipendente e autonomo. Sfide per gli attori sociali, ed in particolare per il sindacato, rispetto alle quali Tarantelli non manca di indicare, con la sua fiducia e la sua inesauribile capacità propositiva, la strada da seguire.

Un’intervista di Tarantelli che parla di noi

Giuseppe Croce commenta l’intervista a Tarantelli del 1984, pubblicata su questo numero del Menabò, mettendo in evidenza la sua capacità di prevedere i cambiamenti del lavoro con i quali oggi ci confrontiamo, largamente indotti dalla tecnologia. Con fiducia, Tarantelli guarda alla possibilità di ridurre e rendere più flessibili gli orari di lavoro e coglie la portata storica del superamento della distinzione tra lavoro dipendente e autonomo che gli appare inevitabile. Tutto ciò crea problemi al sindacato che però dovrà continuare a svolgere un ruolo decisivo.