Federica, l’invisibile, scrive a Chiara, la presidente. A proposito di divani e Reddito di Cittadinanza

Chiara Saraceno dopo aver partecipato a un dibattito televisivo sul Reddito di Cittadinanza, in cui veniva riproposta la tesi che i percettori del RdC si rifiutano di lavorare, ha ricevuto una lettera. Era di Federica, 43 anni, percettrice del RdC, che, stanca di sentirsi dare della ladra e della parassita, ha voluto raccontarle la sua storia anche per smettere di sentirsi invisibile. Saraceno ricostruisce la vicenda, pubblica la lettera di Federica e fornisce elementi per esprimersi in modo informato sulla questione dei percettori del RdC che si rifiuterebbero di lavorare.

Il lavoro persistentemente povero e le conseguenze per le pensioni future

Michele Raitano, facendo uso di un ricco archivio amministrativo di fonte INPS, osserva le dinamiche di carriera in Italia con l’obiettivo di misurare quanti fra coloro che percepiranno un pensione calcolata col il metodo contributivo hanno accumulato finora un montante insufficiente per non rischiare di ricevere una pensione molto bassa. Il quadro che emerge è particolarmente preoccupante e dovrebbe indurre il legislatore a introdurre prontamente forme di tutela degli individui con carriere lunghe ma sfavorevoli.

PNRR e riforme in campo educativo: obiettivi, sfide e problemi

Emmanuele Pavolini mette in luce le opportunità ma anche le sfide ed i problemi che il PNRR pone nel campo dell’istruzione. In particolare, Pavolini indica una serie di delicati problemi, tra i quali considera particolarmente rilevante la scarsa attenzione per quello quello che chiama il software delle riforme, cui occorre dare soluzione per limitare il rischio che imponenti investimenti e riforme, importanti e necessarie, conducano ad esiti ben al di sotto delle aspettative che suscitano.

Riformare il sistema di long-term care. La proposta del Patto per un nuovo welfare per la non autosufficienza

Costanzo Ranci e Giovanni Lamura partendo dalla considerazione che la pandemia e il PNRR hanno aperto una finestra di opportunità per una riforma complessiva del nostro sistema di long term care, illustrano il nuovo scenario politico e indicano le priorità da considerare nella legge delega. A questo riguardo riprendono le indicazioni contenute in un proposta di riforma avanzata di recente dal Patto per un nuovo welfare per la non autosufficienza, un ampio network che riunisce tutti i principali stakeholder della società civile.

Il welfare fiscale: istruzioni e cautele per l’uso

Matteo Jessoula e Emmanuele Pavolini analizzano un tema cruciale nel quadro dell’attuale dibattito sulla riforma fiscale: il ruolo e l’impatto del welfare fiscale in Italia, sia rispetto alle finanze pubbliche che alla protezione sociale. Essi mostrano che le misure di agevolazione fiscale nel settore del welfare, pur essendo in alcuni casi efficaci a tutelare le condizioni di maggiore bisogno, presentano spesso rilevanti criticità sul piano dell’efficienza e dell’equità; il loro utilizzo dovrebbe perciò essere limitato e sempre attentamente ponderato.

Il ritorno alla normalità che non vogliamo

Lisa Magnani partendo dalla considerazione che la promessa di un ritorno al ‘Business as usual’ (BAU) dopo la pandemia è uno dei temi centrali nel dibattito politico che si sta svolgendo in Australia in vista delle elezioni del prossimo maggio, sottolinea la forza retorica di questa promessa, le sue ambiguità, il diverso modo di intenderla e, soprattutto, la sua inadeguatezza, comunque sia inteso il BAU, a far fronte alle vere sfide che l’Australia, come molti altri paesi, deve affrontare.

Non c’è nascita senza madre

Francesca Angelini ricostruisce criticamente la vicenda relativa alle domande di trascrizione, in Italia, degli atti di nascita esteri di bambini nati da accordi di surrogazione di maternità, alla vigilia di un nuovo intervento delle S.U. della Cass., atteso a seguito del rinvio della Prima sez. civ. in cui si chiede di consentire, al giudice, il superamento del principio della verità di parto e il riconoscimento di atti di nascita riportanti i nomi del padre biologico e del genitore sociale.

L’impresa che innova dà sicurezza ai lavoratori*

Mauro Caselli, Andrea Fracasso, Arianna Marcolin e Sergio Scicchitano presentano i risultati di un loro lavoro sulla correlazione tra cambiamento tecnologico e insicurezza del lavoro percepita dai lavoratori. Gli autori trovano che nelle imprese che adottano innovazioni tecnologiche si riduce la job-insecurity percepita dai lavoratori e suggeriscono che questi ultimi interpretano l’attività innovativa come un segnale di salute dell’impresa. La formazione professionale riveste un ruolo cruciale per questo effetto rassicurante.

Lo stato di salute della sanità italiana

Tommaso Langiano e Paolo Di Loreto, alla luce dei dati contenuti nel più recente Rapporto sullo stato della salute in Europa, indicano i punti di forza e le criticità del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Decisamente positivi sono i dati relativi alle condizioni generali di salute della popolazione mentre le più gravi criticità riguardano il finanziamento pubblico del SSN e la dotazione di posti letto e di personale sanitario. Su queste due criticità, sostengono gli autori, occorre intervenire con urgenza.

In-work poverty: che fare?*

Andrea Garnero, Silvia Ciucciovino, Mariella Magnani, Paolo Naticchioni, Michele Raitano, Stefani Scherer, Emanuela Struffolino presentano i punti principali della relazione del Gruppo di lavoro sugli interventi e le misure di contrasto alla povertà lavorativa in Italia preparata su richiesta del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Dopo aver richiamato una serie di statistiche sul numero dei lavoratori che possono essere considerati a rischio di povertà, gli autori descrivono brevemente il pacchetto di proposte di riforma contenute nella relazione.