Pensionamento flessibile e sostenibile tra finanza pubblica, efficienza e benessere

Maria Cozzolino e Fernando Di Nicola intervengono sull’esigenza di garantire un pensionamento flessibile che assicuri efficienza economica e benessere. Dopo aver richiamato i diversi profili di costo del calcolo contributivo-attuariale e retributivo delle pensioni, gli autori propongono un deciso ampliamento della scelta dell’età di pensionamento sulla base di un calcolo contributivo, che nel complesso ridurrebbe il debito pensionistico implicito e comporterebbe nei primi anni maggiori costi di cassa modesti e sostenibili, pienamente compensati negli anni successivi.

L’eccesso di mortalità nei Paesi Europei: prime evidenze e nuovi quesiti

Roberto Fantozzi e Stefania Gabriele commentano i dati sull’eccesso di mortalità in Europa tra marzo e novembre 2020 rispetto agli anni precedenti sottolineando la marcata stagionalità della dinamica pandemica e ricordando che manca un’interpretazione condivisa della diversa letalità del virus tra i paesi. Al riguardo mostrano la possibile rilevanza della spesa sanitaria (indicatore approssimativo della resilienza dei sistemi sanitari) e dell’incidenza di anziani insieme ad altri fattori economico-sociali, ambientali ed epidemiologici e alle misure di distanziamento.

La direttiva sui salari minimi e la copertura dei Ccnl in Italia. Una stima sulla base dei dati Inapp

Francesca Bergamante, Marco Centra e Manuel Marocco, in questa seconda parte dell’articolo, analizzano, basandosi sull’Indagine Inapp-Ril, la copertura della contrattazione collettiva in Italia tenendo conto di alcune caratteristiche delle imprese. Il quadro che emerge è differenziato a livello territoriale, dimensionale e rispetto al settore economico. Ciò suggerisce, secondo gli autori, di intervenire utilizzando in modo complementare e coordinato legge e contrattazione collettiva, al momento di recepire la Direttiva europea sui salari minimi.

South Park, i tassisti e le soluzioni che non c’erano. Riflessioni sulle prospettive del settore taxi nell’era delle app

Feliciano Iudicone, partendo dagli spunti irriverenti di una nota serie animata statunitense, riflette sulle dinamiche che si sono generate nel settore dei taxi in seguito all’avvento delle piattaforme digitali. Iudicone illustra le differenze tra modelli diversi di impresa in apparenza simili (appTaxi, Uber e Free Now) e propone alcune possibili soluzioni, tecnologiche e non, che sono in grado di migliorare la qualità e l’accessibilità del servizio taxi senza agevolare forme di concorrenza al ribasso.

La direttiva sui salari minimi e la copertura dei Ccnl in Italia. Una stima sulla base dei dati Inapp

Francesca Bergamante, Marco Centra e Manuel Marocco, in un contributo diviso in due parti, affrontano il tema del salario minimo e della copertura della contrattazione collettiva. In questa prima parte, partendo dalla Direttiva europea sui salari minimi e utilizzando la banca dati dell’Indagine Inapp-Ril condotta su un campione di 30.000 imprese non agricole, presentano una stima del tasso di copertura dei CCNL in Italia che risulta elevato per il complesso dei lavoratori dipendenti, ma che si riduce considerando anche altre tipologie contrattuali.

Verso uno strumento europeo sul salario minimo

Emanuele Menegatti analizza le principali azioni che la proposta di Direttiva si propone di mettere in campo, per garantire adeguatezza dei salari minimi legali e supporto della contrattazione collettiva. Secondo Menegatti questi interventi, per quanto desiderabili dal punto di vista sociale ed economico soprattutto nell’attuale crisi da pandemia, presentano due rilevanti criticità: la limitata competenza dell’Unione in tema di retribuzione e la netta opposizione di alcune parti sociali, specialmente nei paesi del nord Europa.

Al andar se hace camino: la Proposta di Direttiva sul salario minimo tra ottimismo della volontà e…

Antonio Lo Faro commentando la proposta di Direttiva sul salario minimo europeo sostiene che, sebbene sia afflitta da rilevanti limiti contenutistici dettati da una comprensibile prudenza istituzionale e sia circondata dalle diffidenze delle parti sociali e degli Stati membri, essa costituisce un importante segnale di cambiamento suscettibile di essere letto nel contesto di un più complessivo riorientamento delle politiche sociali dell’Unione, non esclusivamente legato all’emergenza pandemica.

Salario minimo e Europa. Monitoraggio dei dati, distacco e appalti pubblici

Michele Faioli si concentra su due punti della proposta di Direttiva sul salario minimo europeo: il monitoraggio e la raccolta dei dati sulla cd. copertura contrattuale dei lavoratori (il 70% di copertura in un settore); il collegamento tra regime giuridico degli appalti pubblici e salario minimo per gli operatori transnazionali. Con riferimento a quest’ultimo e ai problemi di dumping sociale correlati ai distacchi transnazionali nell’ambito di appalti pubblici, Faioli auspica un dibattito su soluzioni che richiamano il Fair Labor Standards Act e il regime di interstate commerce.

Contrattazione collettiva per il lavoro agile

Michele Faioli e Matteo Luccisano sostengono che il contratto collettivo che disciplina il lavoro agile va oltre l’auspicata funzione normativa. Tale contratto, in tempo di pandemia, crea una forma di partecipazione responsabile delle rappresentanze dei lavoratori in azienda perché esso non è solo un mezzo per definire le tutele ma anche per verificarne l’attuazione e per programmare il futuro delle relazioni industriali. In questa prospettiva, gli autori esaminano due casi di contrattazione aziendale: Poste Italiane e CoopAlleanza.

I modelli di politiche passive in Europa durante la pandemia

Piera Loi muove dalla considerazione che un rischio globale come la pandemia del Covid 19 ha riportato al centro delle politiche nazionali ed europee il tema delle politiche passive, cioè di quegli strumenti che consentono ai lavoratori di prevenire il rischio della disoccupazione e di limitare il suo impatto economico. In questo breve intervento si individuano i tratti comuni e le differenze tra i diversi ordinamenti europei che hanno apportato modifiche ai sistemi di politiche passive, al fine di trarne qualche possibile lezione in chiave comparata.