Metamorfosi del reddito di cittadinanza

Chiara Saraceno si occupa della proposta del reddito di cittadinanza oggi in discussione. Pur riconoscendo al M5S il merito di avere posto al centro dell’agenda politica il contrasto della povertà con adeguati finanziamenti, Saraceno ritiene che la proposta abbia diversi vizi: alcuni originari – la visione del reddito di cittadinanza come politica del lavoro – altri emersi di recente – come l’esclusione degli stranieri non comunitari o i vincoli stringenti alla spesa del reddito – che rischiano di produrre una vera e propria metamorfosi della proposta iniziale

Épater les bourgeois … col «decreto dignità»

Stefano Giubboni analizza brevemente il “Decreto Dignità”, chiedendosi, a mo’ di divertissement, se le novità introdotte, soprattutto in tema di rapporti di lavoro temporanei, giustifichino gli allarmi sollevati da autorevoli commentatori, dalle organizzazioni imprenditoriali e dalle opposizioni politiche. La risposta – giocata sul filo dell’ironia – è negativa, visto che per certi aspetti la disciplina dei rapporti di lavoro a termine torna a somigliare a quella della legge Fornero e che l’istituto centrale del Jobs Act – il contratto a tutele crescenti – non è stato modificato nella sua sostanza.

Lo chiamavano Dignità

Civil Servant sostiene che l’apprezzabile obiettivo del “Decreto Dignità” di ridurre la precarietà del lavoro difficilmente verrà raggiunto con gli strumenti previsti. A suo parere, in tutte le economie, l’incertezza sulla domanda e sulla tecnologia richiede una quota di lavoro precario, che è tanto maggiore quanto più le imprese sono di piccole dimensioni. Pertanto, solo stabilizzando le prospettive di crescita e favorendo l’aggregazione delle imprese si può incentivare l’occupazione permanente. Inoltre, la flat tax potrebbe contribuire a polverizzare il tessuto produttivo e a rendere precarie molte figure professionali.

Cosa resta del diritto all’abitare

Elisa Olivito si sofferma sul diritto all’abitare per come può intendersi garantito dalla Costituzione italiana, nonché su alcune sue forme di distorta attuazione e/o di evidente mancata attuazione: svalutazione delle locazioni a uso abitativo, incentivazione dell’acquisto dell’abitazione, restringimento dei requisiti per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica. Olivito richiama, in particolare, due vicende speculari: gli esigui stanziamenti per il Fondo nazionale per le locazioni, da un lato, e lo sfaldamento dei vincoli alla cessione di alloggi costruiti con il contributo pubblico, dall’altro.

Far fronte alla crisi dei rifugiati; una proposta per migliorare il sistema delle quote

Hillel Rapaport presenta un’originale proposta per allocare i rifugiati tra i paesi membri dell’UE. Dopo aver ricordato che nel 2015 è stato introdotto il sistema delle quote e che tale sistema ha incontrato molte difficoltà, Rapoport sintetizza la sua proposta, avanzata assieme a Moraga. Tale proposta è desunta dall’armamentario dell’economista e prevede l’introduzione di un sistema di quote negoziabili e il matching fra le preferenze dei migranti sui paesi di destinazione e quelle dei paesi riceventi sulle caratteristiche dei migranti.

Sull’orlo di una crisi istituzionale

Gaetano Azzariti si interroga sul significato istituzionale del recente scampato pericolo che la crisi di governo si trasformasse in crisi istituzionale e sostiene che, venuto meno il dialogo tra partiti e Quirinale, ciascuno ha preteso di far prevalere la propria volontà, in qualche modo tutti forzando gli equilibri costituzionali. L’esito è stato, da un lato, la “privatizzazione” dell’organo governo e, dall’altro, lo squilibrio dei rapporti tra forze politiche e presidenza della Repubblica. Tutto ciò invita a riflettere sul futuro assetto dei nuovi rapporti di potere.

Rilanciare la discussione pubblica per rilanciare il Servizio Sanitario Nazionale

Elena Granaglia, sulla scia di un recente volume di Geddes, La salute sostenibile, mette in guardia dal rischio che una serie di piccole scelte, apparentemente compatibili con il Sistema Sanitario Nazionale, conduca, in modo del tutto opaco, a ridimensionare drasticamente la sanità pubblica. Quest’ultima dovrà affrontare scelte difficili nei prossimi anni ma, sostiene Granaglia, il miglior modo per farlo è mettere nuovamente il Servizio Sanitario, le sue ragioni e le sue modalità operative, al centro di una discussione pubblica, trasparente e ragionata.

È tutta questione di ipotesi: la spesa pensionistica nelle previsioni del FMI

Massimiliano Tancioni esamina un recente lavoro del FMI, che prevede una crescita sostenuta della spesa pensionistica in Italia nei prossimi decenni, e mostra, descrivendo la logica di base dei modelli di previsione pensionistica, che tale previsione è pressoché interamente determinata dalle ipotesi sulle variabili esogene. Tancioni sottolinea che, considerando l‘ampiezza degli orizzonti temporali adottati, le analisi proposte sono utili solo per verifica la sensibilità dei risultati rispetto alle diverse ipotesi formulate.

Reddito di cittadinanza. È la risposta giusta alla prossima rivoluzione industriale?

Giuseppe Croce riflette sul reddito di cittadinanza all’interno di uno scenario di nuova rivoluzione industriale. In particolare, Croce si chiede se il reddito di cittadinanza possa rappresentare un buon sostituto dell’occupazione (e delle relative politiche). La risposta dipende dal significato (e dall’importanza) che si ritiene le persone attribuiscono al lavoro; se il lavoro non è considerato soltanto un mezzo per ottenere reddito, il reddito di cittadinanza rappresenterebbe un suo sostituto imperfetto e le politiche per l’occupazione dovrebbero rimanere prioritarie.

Reddito di cittadinanza: chi ha torto, chi ha ragione? (seconda parte)

FraGRa, completando la propria analisi del Reddito di Cittadinanza come proposto dal M5S, sostengono che in questo dibattito molti hanno torto e però quasi nessuno ha ragione. Ha torto, tra gli altri, chi pensa che la proposta preveda un reddito incondizionato e che sostenere il reddito equivalga a impedire il lavoro. Su questo M5S non ha torto ma ciò non vuol dire che abbia ragione. Ad avviso di FraGRa è così soprattutto perché non affronta le questioni più complesse poste dal Reddito di Cittadinanza. In realtà, quasi nessuno finora le ha affrontate. Eppure è urgente farlo.