Gig-Economy contrattata?

Michele Faioli e Matteo Luccisano ci ricordano che sta per aprirsi al ministero del lavoro il negoziato con le parti sociali sui riders e ricostruiscono questa complessa vicenda di relazioni industriali. Giudici, parti sociali e legislatore si sono avvicendati per dare risposte al problema della qualificazione dei rapporti di lavoro e dei diritti dei riders. Il risultato a oggi (luglio 2020) è piuttosto deludente e, secondo Faioli e Luccisano, gli scenari possibili dopo il negoziato saranno caratterizzati da risultati, in ogni caso, modesti.

Quando svanisce il reddito da lavoro. Ipotesi di riforma degli ammortizzatori sociali

Maurizio Franzini e Michele Raitano anche alla luce di quanto è emerso nella crisi da Covid riflettono sul nostro sistema di ammortizzatori sociali richiamandone le debolezze che, anche per effetto delle caratteristiche del mercato del lavoro, riguardano le modalità di finanziamento, le condizioni di accesso ai benefici nonché la durata e l’entità di questi ultimi. Franzini e Raitano avanzano alcune proposte di riforma con riferimento ai lavoratori dipendenti e, inoltre, indicano i problemi e alcuni possibili modi per affrontarli che si pongono per l’ampio e variegato mondo del lavoro autonomo.

Politica contro la povertà alla prova del COVID-19

Marcello Natili, osserva che la rappresentanza dei poveri costituisce una sfida nelle società democratiche odierne e riflette sulle dinamiche che hanno condotto alla introduzione del Reddito di Emergenza circa un anno dopo l’istituzionalizzazione di uno schema di reddito minimo come il Reddito di Cittadinanza. L’emergere di coalizioni sociali pro-attive costituisce un passo in avanti significativo, ma l’eccessiva frammentazione del welfare state all’italiana potrebbe ostacolare il percorso verso uno schema di reddito minimo più protettivo, equo ed inclusivo.

I poveri e il reddito di cittadinanza: quali relazioni?

Fernando Di Nicola, prendendo spunto dalla recente diffusione dei dati ISTAT sulla povertà assoluta, ragiona sul legame fra lo stato di povertà e l’essere beneficiari del reddito di cittadinanza (RdC). Basandosi sui risultati di microsimulazioni, Di Nicola sostiene che, a causa dei numerosi requisiti d’accesso, in particolare di quelli patrimoniali, gran parte dei nuclei con reddito limitato non riceve il RdC mentre, a causa di evasione e sommerso, ne beneficiano molti che hanno un reddito superiore alla soglia di povertà.

Il pasticcio sulla scuola

Cristiano Corsini si occupa del Piano scuola 2020-21 pubblicato dal Ministero dell’Istruzione. Dopo aver presentato i tratti salienti del documento dal punto di vista organizzativo e della rimodulazione dei rapporti tra scuole e territorio, Corsini si sofferma su alcuni nodi critici come l’intempestività, la genericità delle indicazioni, l’assenza di un monitoraggio e di una conseguente pianificazione. Tali carenze vengono inquadrate in un discorso pubblico sulla scuola che non rende conto di una realtà educativa complessa ed eterogenea.

Reddito di Cittadinanza e Reddito di Emergenza: quale quadro di insieme? – Seconda parte

Giovanni Gallo e Michele Raitano dopo aver discusso, nella prima parte dell’articolo pubblicata nello scorso numero del Menabò, i limiti dell’architettura del Reddito di Cittadinanza (RdC), si occupano del Reddito di Emergenza (REM) richiamandone, prima, le caratteristiche e presentando, poi, una stima del numero di nuclei familiari potenzialmente tutelati dal REM e di quanti di questi sarebbero stati altresì garantiti da una riforma del RdC che avesse risolto i problemi relativi ai requisiti di residenza e alla scala di equivalenza.

Debito pubblico, BCE e UE: il presente (e il futuro) alla luce del passato – Seconda parte

Gianluigi Nocella completa l’analisi, iniziata sullo scorso numero del Menabò, dell’impatto che la gestione della crisi a livello europeo potrà avere sulla finanza pubblica. Nocella sostiene, in particolare, che il dibattito sugli strumenti da attivare a livello UE risente delle persistenti contrapposizioni Nord-Sud sulla condivisione del rischio, a loro volta riflesso della polarizzazione delle preferenze politiche nei diversi paesi, e dubita che il pacchetto di iniziative in discussione sarà adeguato alle proporzioni di questa crisi.

Quale idea di welfare? Alcune riflessioni a partire dal “documento Colao”

Elena Granaglia esaminando le proposte di welfare contenute nel documento elaborato dal Comitato Colao, sostiene che molte di esse sono condivisibili, ma la visione complessiva solleva perplessità sotto il profilo della giustizia sociale e della possibilità di attuare le misure auspicate. Granaglia si concentra sulla sottovalutazione della dimensione universale e di bene comune del welfare, sull’accettazione, quanto meno implicita, di una visione dei mercati quale luogo naturale e sulla assenza di attenzione alla struttura di governance delle politiche.

Covid-19 e istituti speciali di sostegno al reddito

Michele Faioli si occupa degli istituti di sostegno al reddito previsti per i lavoratori subordinati nella fase di crisi pandemica. Faioli richiama l’attenzione su alcune criticità applicative di tali istituti, tra cui in particolare quelle riferite ai fondi di solidarietà bilaterali. L’autore indica infine, anche in una prospettiva europea, alcune auspicabili riforme del sistema degli ammortizzatori sociali.

Reddito di Cittadinanza e Reddito di Emergenza: quale quadro di insieme? (Prima parte)

Giovanni Gallo e Michele Raitano si occupano delle misure di sostegno al reddito dei nuclei bisognosi, il Reddito di Cittadinanza (RdC) e il nuovo Reddito di Emergenza (REM). L’articolo è diviso in due parti. Nella prima, che compare su questo numero del Menabò, gli autori richiamano alcuni limiti dell’architettura del RdC, relativi soprattutto ai requisiti di residenza e alla scala di equivalenza adottata, e valutano, anche attraverso loro simulazioni, l’impatto sul bilancio pubblico e sulla distribuzione dei redditi di una riforma che superi tali limiti.