Giulio Regeni: le ragioni etiche e scientifiche di una ricerca difficile

Pubblichiamo la traduzione del discorso che William Brown ha tenuto alla LSE in occasione di un incontro in memoria di Giulio Regeni. Brown ricorda quale fosse il progetto di Giulio e la metodologia che intendeva adottare; sottolinea l’importanza delle ricerche sul campo per le scienze sociali e per la costruzione della democrazia e sostiene che la morte di Giulio non sarebbe soltanto una tragedia personale se frenasse i ricercatori dal compiere il proprio lavoro sul campo. Anche tenendo conto di questo il dottorato congiunto in economia delle Università di Firenze, Pisa e Siena ha proposto di attribuire a Giulio Regeni il titolo di Dottore di Ricerca.

Terra dei fuochi, la lezione appresa

Antonio di Gennaro si occupa della “Terra dei fuochi”, alla quale ha dedicato – assieme a un folto gruppo di ricercatori – molti anni di studio. di Gennaro basandosi sui dati suggerisce un’interpretazione del caso (e della situazione attuale) che è molto diversa da quella mainstream proposta dai media negli ultimi tre anni; infatti, essa rimanda alla crisi strutturale della terza area metropolitana d’Italia – Napoli, con il suo popoloso hinterland – drammaticamente orfana, più che di bonifiche, di politiche e strategie.

Quando il gioco non vale lo scontrino

Civil servant esamina l’idea, riproposta di recente in ambito governativo, di lanciare una lotteria abbinata all’emissione degli scontrini fiscali per combattere l’evasione. Civil servant sostiene che, malgrado le apparenze, non si tratta di una buona idea. Infatti, a seconda di come si organizza la lotteria, può essere incoraggiata l’emissione di scontrini di importo molto inferiore al valore delle transazioni effettive oppure occorre prevedere premi di importo simile a quello dei tributi che si riuscirebbe a recuperare.

La questione dei rifiuti e i conflitti irrisolti

Daniele Fortini parte dalla considerazione che decidere come e dove smaltire i rifiuti non differenziati, inevitabilmente genera conflitti spesso inconcludenti che coinvolgono politica e istituzioni, cittadini e società. Fortini sostiene che per alleviare i conflitti sulla localizzazione degli impianti o sulle tecnologie di smaltimento e per favorire una gestione dei rifiuti ispirata ai principi dell’economia circolare occorre dare soluzione ad altri conflitti, sommersi o poco conosciuti, che elenca con precisione.

I nuovi “indicatori di compliance” e le strategie di riduzione dell’evasione

Fernando Di Nicola discute la nuova strategia di contrasto dell’evasione fiscale annunciata da SOSE (Società per gli studi di settore) e MEF che prevede il superamento degli studi di settore e l’introduzione di indicatori che dovrebbero sia stimolare i contribuenti a dichiarare redditi più realistici sia a indirizzare i controlli verso i casi più incongruenti. Di Nicola giudica positivamente l’innovazione, e il conseguente abbandono dell’accertamento induttivo, ma sottolinea la rilevanza strategica dei controlli sull’emissione dei corrispettivi.

Il crimine organizzato come setta segreta: uno sguardo dall’Ottocento

Francesco Benigno illustra le tesi principali contenute nel suo libro, La Mala Setta. Alle origini di mafia e camorra 1859-1878, Einaudi 2015, a partire da quella secondo cui le origini di mafia e camorra vanno collocate non fuori né contro il processo di costruzione dell’ordine pubblico del nascente stato italiano ma dentro il suo perimetro; in connessione cioè con la maniera di utilizzare i criminali per combattere i sovversivi e per difendere il regime politico. Per questo occorre tenere assieme i discorsi che definiscono il crimine, le pratiche poliziesche e giudiziarie che lo strutturano, le esigenze politiche che lo attivano e i modelli letterari che lo informano.

La società “accogliente”: le mafie nelle regioni del Centro e Nord Italia

Rocco Sciarrone, basandosi sui risultati di un’ampia ricerca, critica l’idea che l’espansione territoriale delle mafie possa essere interpretata come un “male” che aggredisce un corpo sano. Con l’ausilio di una preziosa messe di informazioni sull’attività delle mafie nelle regioni del Nord, egli sostiene che il problema sta anche nella “accoglienza” che quelle regioni riservano alle mafie.

Seriale, diffusiva e talora gestita dalla mafia: le caratteristiche perverse della corruzione

Piercamillo Davigo con l’aiuto di alcuni illuminanti esempi tratti dalla sua esperienza di magistrato, sostiene che la corruzione ha tre principali caratteristiche perverse. Anzitutto è un fenomeno seriale, vi è, cioè, una forte tendenza di chi commette questi illeciti a replicarli. In secondo luogo, essa è diffusiva, tende, cioè, a attrarre nella propria orbita un numero sempre crescente di soggetti. Infine, spesso si instaura un pericolosissimo legame tra corrotti e corruttori, da un lato, e crimine organizzato, dall’altro.

La corruzione vista dagli studenti.
I risultati di un sondaggio nella Facoltà di Economia della Sapienza.

Maurizio Franzini e Michele Raitano presentano i risultati di un sondaggio condotto per l’occasione presso gli studenti della Facoltà di Economia della Sapienza. I suoi scopi principali erano: verificare quale sia la percezione che gli studenti hanno della diffusione della corruzione; quali esperienze dirette essi abbiano di questo fenomeno; quali misure essi ritengono più efficaci per contrastarlo e, soprattutto, quale sia la loro valutazione morale della corruzione e in che rapporto tale valutazione sia con i loro comportamenti.

Gli studenti e la corruzione: un commento al sondaggio della Sapienza

Maurizio De Giovanni partendo proprio dai risultati del sondaggio e, in particolare, da quelli riguardanti, da un lato, il giudizio morale che gli studenti danno della corruzione e, dall’altro, i loro effettivi comportamenti, fornisce un’interpretazione di quella che sembra essere un’evidente contraddizione. Con il suo stile di scrittore acuto, penetrante e franco De Giovanni chiama in causa i valori ai quali i giovani vengono educati e, dunque, le responsabilità dei padri.