La tassazione della previdenza complementare

Ruggero Paladini interviene sulla proposta avanzata da Luigi Marattin di tassare le prestazioni dei fondi pensione complementari come rendite finanziarie. Rilevato che il sistema vigente è un pasticcio di due diverse logiche tributarie, Paladini critica la proposta di Marattin in quanto considerare le prestazioni pensionistiche nel loro complesso come redditi da capitale è errato e, inoltre, crea una illogica differenziazione rispetto alla trattamento fiscale della previdenza obbligatoria.

È opportuno ridurre la protezione dell’impiego?

Chiara Ardito, Fabio Berton, Lia Pacelli e Filippo Passerini valutano gli effetti a medio termine dei contratti a tutele crescenti. Esaminando le imprese piemontesi che impiegano fra i 9 e i 30 dipendenti essi trovano, tra l’altro, che contratti a termine sono stati trasformati in contratti a tempo indeterminato, che l’occupazione è cresciuta e, soprattutto, che la produttività è calata e i profitti sono aumentati. Concludendo, si chiedono se misure con questi effetti siano utili a un paese a produttività stagnante.

Il sistema pensionistico italiano e la flessibilità in uscita: qualche riflessione

Carlo Mazzaferro, avvicinandosi la scadenza di Quota 100, riflette su flessibilità e pensionamento. Osservando i dati sull’età di pensionamento tra il 1995 ed il 2020 trova che l’età media è decisamente cresciuta mentre la variabilità si è ridotta ed è crollata la quota dei pensionati under 60. Sulla base di questi dati e del passaggio alla logica contributiva, Mazzaferro ritiene che sia possibile una flessibilità che risponda meglio alle esigenze dei lavoratori senza effetti sulla stabilità finanziaria del sistema pensionistico.

La Cassa Integrazione Guadagni come ammortizzatore anticiclico alla prova della crisi pandemica?

Paola Biasi, Beini Cai, Maria De Paola e Paolo Naticchioni analizzando gli effetti del ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni COVID-19 trovano che essa ha svolto un positivo ruolo di ammortizzatore anticiclico. In particolare, secondo gli autori, la CIG, da un lato, ha contenuto in modo sostanziale, in costanza di rapporto di lavoro, la caduta dei redditi dei lavoratori e, dall’altro, ha impedito che le disuguaglianze crescessero molto, a vantaggio soprattutto di donne e giovani.

L’accordo OCSE-G20 sulle nuove regole fiscali per le multinazionali: un passo nella giusta direzione che manca (ancora) di ambizione

Mikhail Malesnnikov ritorna sulla riforma del sistema di tassazione internazionale d’impresa dopo l’intesa di massima raggiunta a inizio luglio in seno all’OCSE e avallata politicamente dai ministri delle finanze del G20 a Venezia. Malesnnikov sostiene che l’accordo-quadro, da ultimare tecnicamente entro ottobre, è il risultato di uno sforzo di cooperazione internazionale degno di apprezzamento, tuttavia gli obiettivi avrebbero potuto essere più ambiziosi e permangono seri interrogativi sul fronte dell’equità.

La carbon tariff: un male necessario ma (sperabilmente) transitorio

Luca Salvatici ricorda che l’azione “Fit for 55” proposta di recente dalla Commissione Europea per ridurre le emissioni prevede anche una compensazione doganale (CBAM) su alcune importazioni ad alta intensità di carbonio. Salvatici, riconosce le motivazioni alla base della proposta, ma evidenzia le difficoltà pratiche e politiche relative alla sua applicazione e sostiene che sarebbe preferibile un accordo globale per internalizzare le esternalità ambientali derivanti dalle emissioni di carbonio.

Reddito di cittadinanza: chi lo riceve ha una carriera contributiva “povera”

Giuseppe Pio Dachille, Maria De Paola e Paolo Naticchioni analizzano i percettori del Reddito di Cittadinanza e trovano che soltanto un terzo dei percettori in età da lavoro ha maturato contributi previdenziali nel corso degli ultimi due anni. I restanti due terzi sono, invece, rimasti esclusi dal mercato del lavoro formale e quindi anche dalle connesse prestazioni di sostegno .

Ma il mercato del lavoro non è un autobus all’ora di punta

Giuseppe Pio Dachille, Edoardo Di Porto e Monica Paiella sottopongono a verifica la tesi secondo cui “Quota 100” avrebbe liberato posti di lavoro e creato opportunità di occupazione per i più giovani. Gli autori, analizzando i dati individuali delle carriere lavorative degli italiani giungono alla conclusione che gli effetti di “rimpiazzo” della forza lavoro sono stati parziali. L’anticipo pensionistico sembra essere quindi uno strumento poco efficace per l’accesso al mercato del lavoro dei giovani.

Cig Covid-19: le scelte strategiche delle imprese

Paola Biasi, Beini Cai, Maria De Paola, Paolo Naticchioni si chiedono come le imprese hanno scelto di concentrare o equi-distribuire la fruizione della Cassa Integrazione Guadagni COVID-19 tra i propri dipendenti. Gli autori, dopo aver ricordato che tale scelta ha risvolti in termini di equità e di efficienza, mostrano che le imprese con elevata diseguaglianza salariale hanno concentrato maggiormente l’utilizzo della CIG COVID-19 e quelle con rapporti di lavoro più stabili hanno realizzato una maggiore equità.

Oltre “Quota 100”. L’equità “stella polare” di un sistema pensionistico adeguato e sostenibile

Matteo Jessoula si chiede come superare “Quota 100” e costruire un sistema pensionistico che sia sostenibile economicamente e adeguato nelle condizioni di accesso alla quiescenza e nel livello delle prestazioni. Jessoula illustra le difficoltà poste, da un lato, dal vincolo sulle risorse e, dall’altro, dalle marcate iniquità del sistema attuale, in cui età pensionabile ed effettiva di uscita dal mercato del lavoro sono tra le più alte d’Europa e i differenziali nell’aspettativa di vita tra classi sociali sono elevati. Il criterio guida conclude Jessoula, deve essere l’equità.