Tommaso Langiano, medico, al Ministero della salute ha coordinato il Programma che ha introdotto in Italia il finanziamento tariffario degli ospedali. È stato successivamente direttore sanitario dell’IRCCS Bambino Gesù di Roma e direttore generale dell’Ospedale pediatrico di Firenze. È autore di numerosi articoli su argomenti di organizzazione sanitaria.

Lezioni dalla pandemia: i programmi sanitari dell’Unione Europea e dell’Inghilterra

Tommaso Langiano e Paolo Di Loreto analizzano i programmi sanitari elaborati dall’Unione europea e dall’Inghilterra nel corso della crisi pandemica, tenendo conto delle profonde differenze istituzionali. Il programma europeo non sembra in grado di migliorare l’integrazione fra i servizi sanitari degli Stati membri. Più coraggioso ed innovativo il libro bianco inglese che, per la lezione appresa durante la pandemia, propone una riorganizzazione orientata a garantire un elevato livello di integrazione tra le attività sanitarie e sociali.

Telemedicina e Covid-19: un’occasione mancata?

Tommaso Langiano e Paolo Di Loreto osservano che la pandemia da Covid-19 ha determinato un forte incremento nell’utilizzo della telemedicina in molti paesi, essenzialmente per due finalità: il triage da remoto dei casi sospetti per decidere sul ricovero in ospedale; il controllo dei pazienti a domicilio. Gli autori, dopo aver sottolineato che la teleassistenza protegge dal rischio di contagio i pazienti, i medici e la comunità lamentano che in Italia il ricorso alla telemedicina nella corrente epidemia sia stato molto marginale.

Universalismo e innovazione: due esigenze centrali per la sanità pubblica

Tommaso Langiano si chiede come assicurare il costante miglioramento della qualità del SSN alla luce del mutato quadro epidemiologico ormai dominato dall’espansione delle malattie croniche. Langiano sostiene che il modello universalistico rappresenta ancora la risposta migliore, ma necessita di profonde innovazioni nelle modalità di finanziamento e di organizzazione delle cure. La politica di tagli delle risorse sanitarie pubbliche, oltre a produrre documentati effetti negativi sui cittadini, rischia di ostacolare tali innovazioni.