Paolo Paesani è professore associato in Economia Politica presso l’Università di Roma Tor Vergata. E’ autore di numerosi saggi scientifici e di due libri di testo pubblicati da Giappichelli.

L’Unione Europea tra divisione esistenti e rischi d’inflazione futura: una riflessione nel ricordo di Andrea Ginzburg

Paolo Paesani traendo spunto dal pensiero di Andrea Ginzburg riflette sulle differenze tra paesi europei nel rispondere alle medesime sollecitazioni di policy e, più in generale, sulle asimmetrie tra centro e periferia che caratterizzano l’Unione Europea. In questa prospettiva Paesani conclude evidenziano i rischi che le tensioni inflazionistiche attuali possono comportare in termini di riduzione della coesione all’interno dell’Unione Europea.

La MMT dalla teoria alla prova dell’Eurozona

Alessandro Bonetti e Paolo Paesani si confrontano con la Modern Monetary Theory, una dottrina economica eterodossa che di recente è stata al centro di accesi dibattiti. Dopo avere ricordato quali siano i suoi pilastri teorici e i loro antecedenti, Bonetti e Paesani discutono il possibile legame tra limiti alla sovranità monetaria, da un lato, ed esposizione al rischio default per i paesi dell’Eurozona, dall’altro, che è il tema di cui più di recente si è molto discusso in relazione alle posizioni della Modern Monetary Theory.

“Un’Europa organizzata e vitale”: riflessioni a margine di un convegno sul futuro dell’UE a 70 anni dalla dichiarazione Schuman

Paolo Paesani riflette sulle azioni della Unione Europea a sostegno della ripresa e dello sviluppo economico, prendendo spunto da un recente convegno sull’Europa, a 70 anni dalla dichiarazione Schuman, organizzato da AUSE (Associazione Universitaria Studi Europei). In particolare, Paesani sottolinea che il sostegno agli investimenti nel campo della sostenibilità ambientale e delle nuove tecnologie, da un lato, e la disponibilità a sperimentare nuovi strumenti di policy, dall’altro, sono da considerare elementi-chiave di quelle azioni.

L’Europa di fronte alle sfide dell’Economia Politica

Paolo Paesani riflette sulle ragioni che hanno determinato le difficoltà dell’Unione Europea negli ultimi anni prendendo spunto dalle tesi sostenute in un recente libro di Sergio Cesaratto. Paesani sostiene che il riconoscimento dei limiti dell’Europa di Maastricht e degli errori commessi nella gestione della crisi dei debiti sovrani dell’eurozona costituisce una premessa fondamentale per progettare un futuro diverso e migliore per la società europea e per la sua economia.

In ricordo di Domenico Mario Nuti

Il 22 dicembre scorso un grande economista, Domenico Mario Nuti, tristemente, se n’è andato. La redazione del Menabò, con cui Nuti ha collaborato, gli rende un commosso omaggio attraverso i ricordi di tre suoi membri – Maurizio Franzini, Rama Dasi Mariani e Paolo Paesani – che hanno avuto modo di conoscerlo ed apprezzarlo in varie epoche e in vari ruoli.

L’Unione divisiva alla prova del Recovery Fund

Paolo Paesani parte dalla approvazione del cosiddetto Recovery Fund per riflettere sulle disuguaglianze crescenti tra paesi all’interno dell’UE. Paesani sviluppa il proprio ragionamento basandosi anche sulle tesi sviluppate in un recente volume di Celi, Ginzburg, Guarascio e Simonazzi che fornisce importanti elementi di riflessione per comprendere, con riferimento particolare al settore manifatturiero, la genesi e le implicazioni di queste disuguaglianze nonché per individuare i possibili rimedi, tra i quali occupa un posto preminente la politica industriale.

L’azzardo di Karlsruhe

Paolo Paesani esamina la recente sentenza della Corte Costituzionale tedesca a proposito del programma di acquisto di titoli di stato da parte della Banca Centrale Europea. Dopo aver ricordato quale sia stata la genesi della sentenza, Paesani ricostruisce l’ampio dibattito svoltosi sulla questione nelle ultime settimane ed espone il proprio punto di vista sui rischi che da tale sentenza possono derivare per la tenuta dell’Unione Monetaria Europea.

Buone notizie dal fronte americano

Paolo Paesani, prendendo spunto da un articolo di Dani Rodrik e da alcuni lavori recenti di Sam Bowles, Wendy Carlin e Luigi Zingales, riflette sull´attenzione crescente che gli economisti mostrano verso l´esigenza di ripensare i paradigmi economici di base. In particolare, Paesani sottolinea come da questi lavori emerga l´esigenza di portare i temi del potere e delle norme sociali al centro della teoria economica, tenendo altresì conto di fattori storici, sociologici e politici.

Keynes e la politica economica al servizio della libertà

Paolo Paesani, prendendo spunto dalla nuova traduzione della Teoria Generale, curata da Giorgio La Malfa, riflette sull’attualità del pensiero di Keynes in materia di politica economica. Paesani si sofferma in particolare sull’idea keynesiana di ridurre la disoccupazione attraverso gli investimenti pubblici invece che attraverso la compressione dei salari, la quale anche oggi suscita molte preoccupazioni per i suoi effetti potenzialmente dirompenti sull’economia e sulla società.

Patto chiaro, amicizia lunga?

Paolo Paesani dopo aver riassunto quanto emerge da alcune recenti ricerche sul funzionamento delle regoli fiscale europee, riflette sulle prospettive di riforma di tali regole nella fase di avvio dell’attività della nuova Commissione Europea. Alla luce della situazione economico-politica europea, Paesani ritiene che la semplificazione e una maggiore attenzione al contenimento della spesa pubblica saranno le direttrici attorno alle quali più probabilmente si realizzerà la riforma del Patto di Stabilità e Crescita.