Paolo Paesani è professore associato in Economia Politica presso l’Università di Roma Tor Vergata. E’ autore di numerosi saggi scientifici e di due libri di testo pubblicati da Giappichelli.

Lookingforward: ripresa, riforme bancarie, tutela del risparmio

Paolo Paesani prende spunto da una raccolta di scritti di F.D. Roosevelt, pubblicata di recente in una nuova traduzione, per riflettere sul nesso tra ripresa economica, riforma del sistema bancario e tutela del risparmio in Italia e in Europa. Paesani ricorda l’attenzione di Roosevelt per le riforme e il suo invito a coniugare realismo, ottimismo e coraggio, nel progettare riforme dirette ad accrescere il benessere collettivo, che appare particolarmente importante nel mondo di oggi, preda dell’incertezza e dell’allarmismo.

L’imperialismo colpisce ancora

Paolo Paesani riflette sull’attualità del concetto di imperialismo, partendo dal resoconto di due dibattiti, svoltisi di recente presso l’Università Roma3 e la Sapienza in occasione della presentazione di un volume sul tema. Dando conto di quanto è emerso da quei dibattiti, Paesani sottolinea che resta ancora valida l’idea dell’imperialismo, come forma organizzata di sfruttamento degli uni sugli altri, e che è necessario studiarne i complessi legami con il potere e con il capitalismo post-coloniale e globale.

Bitcoin di Stato? Il caso della moneta digitale di banca centrale

Paolo Paesani prendendo spunto da un recente rapporto della Banca dei Regolamenti Internazionali che affronta il tema delle monete digitali delle Banche Centrali, illustra, anzitutto, il funzionamento di questo nuovo strumento monetario; esamina, quindi, le principali conseguenze che potrebbe avere sul sistema dei pagamenti, sulla politica monetaria e sulla stabilità finanziaria; si sofferma, infine, sui suoi possibili vantaggi ma anche sui rilevanti rischi che esso potrebbe determinare.

Esperimenti monetari: Petro contro Superman

Paolo Paesani si occupa del Petro, la prima cripto-valuta di stato garantita dalle riserve petrolifere nazionali, lanciata il 20 febbraio del 2018 in Venezuela. Dopo avere descritto le caratteristiche dell’operazione, Paesani riflette su alcuni precedenti storici che possono fornire utili spunti per prevedere il futuro del Petro. La sua conclusione è che molto dipende dall’andamento del prezzo del petrolio, non tanto perché questo sia la garanzia della nuova valuta, ma perché da quel prezzo dipendono la solvibilità del governo venezuelano e la sua agibilità politica.

Anche l’evasione non è uguale per tutti: gli effetti dei paradisi fiscali sulla diseguaglianza

Paolo Paesani e Michele Raitano riflettono sui vantaggi che l’integrazione tra dati fiscali e campionari offre per misurare meglio la diseguaglianza e individuarne il rapporto con l’evasione fiscale. Riprendendo uno studio recente di Alstadsæter, Johanessen e Zucman – che fa uso anche micro-dati sulla ricchezza nascosta nei paradisi fiscali per stimare la distribuzione dell’evasione in Svezia, Norvegia e Danimarca – Paesani e Raitano sostengono che poiché l’evasione avvantaggia i più ricchi contrastarla equivale a ridurre le diseguaglianze.

“Registri finanziari di tutto il mondo: unitevi!”. Il flagello dei paradisi fiscali e come combatterlo

Paolo Paesani discute il libro di Gabriel Zucman sul tema dei paradisi fiscali, soffermandosi in particolare sulle sue stime della ricchezza nascosta in quei paradisi, sulla tassazione evasa, sul metodo utilizzato per effettuare queste stime nonché sulle origini storiche del fenomeno. Paesani illustra anche le modalità con le quali si accede ai paradisi fiscali nonché gli effetti negativi che essi producono sulla giustizia e l’uguaglianza a livello globale e sottolinea l’urgenza di interventi diretti a contrastarli efficacemente.

Siamo tutti Keynesiani

Paolo Paesani riflette sull’attualità di Keynes, partendo da alcuni contributi recenti sulla sua vita e sulle sue idee. Dopo aver ricordato che con la crisi del 2007 il nome di Keynes è tornato di moda nel campo della politica economica e sui giornali più che nella teoria prevalente, Paesani illustra come potrebbe affermarsi una nuova agenda di ricerca che, traendo ispirazione dal pragmatismo di Keynes, dal suo senso della storia e dalla sua visione etica, fondi “un modo di pensare migliore” che conduca a contrastare disoccupazione e disuguaglianza.

La disuguaglianza globale e quella all’interno dei paesi: una lezione di Dani Rodrik

Paolo Paesani dà conto della XVI Lezione “Angelo Costa” tenuta di recente da Dani Rodrik sul rapporto tra disuguaglianza all’interno dei singoli paesi, tra paesi e a livello globale. Paesani ripropone i dati presentati da Rodrik e si sofferma sulle sue considerazioni circa il ruolo della mobilità internazionale del lavoro nell’attenuare la disuguaglianza dei redditi a livello globale e sul rischio che flussi migratori crescenti spingano i paesi sviluppati a ridurre l’offerta di beni pubblici con una ricaduta negativa sull’equità al loro interno.

Ricordando Fausto Vicarelli

Paolo Paesani dà conto di un seminario svoltosi alla Facoltà di Economia della Sapienza di Roma in memoria dell’economista Fausto Vicarelli, scomparso 30 anni fa. Le relazioni introduttive, di cui Paesani dà conto, hanno affrontato temi importanti, spaziando dalla metodologia economica a questioni di rilevante attualità, quali la riforma dell’ordine monetario internazionale e il rapporto tra instabilità del capitalismo e mercati finanziari, temi chiave nella riflessione di Vicarelli e nella sua ricostruzione del pensiero di Keynes.

Marcello De Cecco: un ricordo personale

Paolo Paesani dedica il suo resoconto a Marcello de Cecco, scomparso a marzo, in memoria del quale si è tenuto un convegno a Siena il 17 settembre. Basandosi sul suo intervento al convegno e attingendo ai propri ricordi, Paesani ricostruisce la personalità inimitabile di questo grande economista italiano, ricordando l’originalità e l’attualità dei suoi contributi – soprattutto in tema di sistemi finanziari internazionali, di crisi del modello di sviluppo italiano e di Europa -, il fascino delle sue lezioni e l’efficacia della sua attività di divulgatore.