Maurizio Franzini è professore ordinario di Politica Economica nella Sapienza, Università di Roma e direttore del “Menabò di Etica e Economia”. Ha recentemente pubblicato "Disuguaglianze inaccettabili", Laterza 2013, e, con Elena Granaglia e Michele Raitano, "Dobbiamo preoccuparci dei ricchi? Le disuguaglianze estreme nel capitalismo contemporaneo", Il Mulino, 2014.

Le decisioni politiche e l’influenza delle organizzazioni sociali. Qualche riflessione.

Maurizio Franzini raccogliendo la sollecitazione di Cristiano Gori, avanzata nel suo articolo sul Reddito di Emergenza pubblicato sullo scorso numero del Menabò, avanza alcune riflessioni generali sul ruolo positivo che le organizzazioni rappresentative della società civili possono avere nell’indirizzare e nel migliorare le decisioni politiche in tema di welfare e sui diversi fattori dai quali può dipendere la loro effettiva capacità di influenzare quelle decisioni.

Tra la vita e l’economia. Un tragico trade-off?

Marcello Basili e Maurizio Franzini riflettono sulla scelta apparentemente tragica che la pandemia pone tra vita ed economia. Dopo aver elencato le reazioni prevalenti, che spesso si alimentano dell’illusione che non vi siano scelte difficili da compiere, Basili e Franzini sostengono che occorre alleviare il grado di conflitto tra quegli obiettivi vitali, in modo da minimizzare i costi sociali complessivi della pandemia e indicano alcuni elementi di una simile strategia nella prospettiva della Fase 2.

La pandemia non è uguale per tutti. COVID19 e disuguaglianze

Maurizio Franzini presenta alcune riflessioni sui complessi rapporti tra COVID19 e disuguaglianze economiche. Dopo aver ricordato che i più poveri sono, per diverse ragioni, esposti a rischi sanitari e economici maggiori, Franzini si interroga sugli effetti che la pandemia potrà avere sulla disuguaglianza futura e sostiene che, diversamente da altre storiche pandemie, quella in corso rischia di aggravare, attraverso vari meccanismi, le disuguaglianze, come è anche avvenuto in occasione di recenti disastri naturali.

Verso la Fase 2: preoccupazioni e precauzioni

Marcello Basili e Maurizio Franzini partendo dalla considerazione che l’Italia più di altri paesi si è fatta trovare impreparate di fronte all’epidemia da COVID-19 e ha affrontato l’emergenza con misure talvolta tardive e altre volte incomplete, indicano le principali questioni che suscitano le loro preoccupazioni in relazione al previsto avvio della cosiddetta Fase 2 e auspicano che si faccia saggio uso dell’essenziale principio precauzionale finora, purtroppo, del tutto trascurato.

Le pandemie come fallimento istituzionale

Maurizio Franzini esamina il problema della pandemia da corona virus in una prospettiva istituzionale chiedendosi, in particolare, se le modalità con le quali vengono assunte le decisioni in tema di prevenzione delle pandemie siano idonee per affrontare i problemi di rischio, incertezza e ignoranza che inevitabilmente esse comportano. Franzini sostiene, sulla base anche di quanto emerge dalla letteratura, che siamo di fronte a gravissime carenze istituzionali che sarebbe urgente correggere, anche a beneficio delle generazioni future.

Morire di disperazione. L’ingiustizia sociale nella sua forma estrema

Maurizio Franzini si occupa delle morti per disperazione (Deaths of Despair) negli Stati Uniti sulle quali hanno richiamato l’attenzione Ann Case e il premio Nobel Angus Deaton. Prendendo spunto da un panel sul tema tenutosi nella recente conferenza annuale dell’American Economic Association, Franzini illustra le caratteristiche e le dimensioni di quel drammatico fenomeno e riflette sulle sue possibili cause, economiche e sociali, nonché sull’efficacia di alcuni tradizionali rimedi economici.

Il mondo della disabilità e la società giusta

Maurizio Franzini e Alessandro Solipaca illustrano i principali contenuti del recente Rapporto sulla disabilità pubblicato dall’Istat. Dopo aver ricordato le dimensioni del fenomeno, Franzini e Solipaca danno conto delle limitazioni di cui soffrono in vari ambiti (salute, lavoro, istruzione, partecipazione alla vita sociale e culturale) le persone con disabilità e del loro grado di soddisfazione per la vita. Esaminano, poi, le politiche del welfare e le condizioni economiche e di benessere delle famiglie. Nelle conclusioni riflettono sul rapporto tra disabilità e società equa.

Scissioni e declino dei partiti politici: un problema di exit e voice?

Maurizio Franzini e Eugenio Levi, prendendo spunto dalla recente fuoriuscita di Matteo Renzi dal Partito Democratico, si chiedono se il declino dei partiti politici dipenda da un cortocircuito fra exit e voice, categorie introdotte da Hirschman negli anni ‘70. In particolare, i due autori argomentano che la crescente personalizzazione della politica ha favorito in misura spropositata l’exit dalle organizzazioni politiche a scapito della voice, contribuendo ad aumentare la frammentazione del sistema politico e la sua litigiosità.

“Pagare tutti, pagare meno”: non solo una questione di equità fiscale

Marcello Basili e Maurizio Franzini prendono spunto da una affermazione sulla necessità di contrastare duramente l’evasione fiscale che Conte ha fatto nello scorso agosto subito dopo aver ricevuto l’incarico di formare il governo da Mattarella. Basili e Franzini, augurandosi che la dichiarazione abbia seguito, sostengono che l’evasione fiscale è una priorità assoluta per il nostro paese e non soltanto per ragioni di equità fiscale ma anche per l’impatto su questioni cruciali come il debito pubblico, il sistema del welfare e le disuguaglianze.

‘Andare oltre il PIL’: il Wellbeing Budget della Nuova Zelanda

Maurizio Franzini ed Eleonora Romano si occupano di un interessante e promettente tentativo di ‘andare oltre il PIL’. Il riferimento è al Wellbeing Budget 2019 della Nuova Zelanda, che si configura come il primo vero e proprio ‘bilancio per il benessere’. Franzini e Romano sintetizzano gli aspetti con maggiore potenziale innovativo di questo progetto e sostengono che, sebbene gli obiettivi siano ambiziosi e ad alto rischio di fallimento, esso merita attenzione soprattutto per la nuova visione del policy making che lo caratterizza.