Maurizio Franzini è professore ordinario di Politica Economica nella Sapienza, Università di Roma e direttore del “Menabò di Etica e Economia”. Ha recentemente pubblicato "Disuguaglianze inaccettabili", Laterza 2013, e, con Elena Granaglia e Michele Raitano, "Dobbiamo preoccuparci dei ricchi? Le disuguaglianze estreme nel capitalismo contemporaneo", Il Mulino, 2014.

Morire di disperazione. L’ingiustizia sociale nella sua forma estrema

Maurizio Franzini si occupa delle morti per disperazione (Deaths of Despair) negli Stati Uniti sulle quali hanno richiamato l’attenzione Ann Case e il premio Nobel Angus Deaton. Prendendo spunto da un panel sul tema tenutosi nella recente conferenza annuale dell’American Economic Association, Franzini illustra le caratteristiche e le dimensioni di quel drammatico fenomeno e riflette sulle sue possibili cause, economiche e sociali, nonché sull’efficacia di alcuni tradizionali rimedi economici.

Il mondo della disabilità e la società giusta

Maurizio Franzini e Alessandro Solipaca illustrano i principali contenuti del recente Rapporto sulla disabilità pubblicato dall’Istat. Dopo aver ricordato le dimensioni del fenomeno, Franzini e Solipaca danno conto delle limitazioni di cui soffrono in vari ambiti (salute, lavoro, istruzione, partecipazione alla vita sociale e culturale) le persone con disabilità e del loro grado di soddisfazione per la vita. Esaminano, poi, le politiche del welfare e le condizioni economiche e di benessere delle famiglie. Nelle conclusioni riflettono sul rapporto tra disabilità e società equa.

Scissioni e declino dei partiti politici: un problema di exit e voice?

Maurizio Franzini e Eugenio Levi, prendendo spunto dalla recente fuoriuscita di Matteo Renzi dal Partito Democratico, si chiedono se il declino dei partiti politici dipenda da un cortocircuito fra exit e voice, categorie introdotte da Hirschman negli anni ‘70. In particolare, i due autori argomentano che la crescente personalizzazione della politica ha favorito in misura spropositata l’exit dalle organizzazioni politiche a scapito della voice, contribuendo ad aumentare la frammentazione del sistema politico e la sua litigiosità.

“Pagare tutti, pagare meno”: non solo una questione di equità fiscale

Marcello Basili e Maurizio Franzini prendono spunto da una affermazione sulla necessità di contrastare duramente l’evasione fiscale che Conte ha fatto nello scorso agosto subito dopo aver ricevuto l’incarico di formare il governo da Mattarella. Basili e Franzini, augurandosi che la dichiarazione abbia seguito, sostengono che l’evasione fiscale è una priorità assoluta per il nostro paese e non soltanto per ragioni di equità fiscale ma anche per l’impatto su questioni cruciali come il debito pubblico, il sistema del welfare e le disuguaglianze.

‘Andare oltre il PIL’: il Wellbeing Budget della Nuova Zelanda

Maurizio Franzini ed Eleonora Romano si occupano di un interessante e promettente tentativo di ‘andare oltre il PIL’. Il riferimento è al Wellbeing Budget 2019 della Nuova Zelanda, che si configura come il primo vero e proprio ‘bilancio per il benessere’. Franzini e Romano sintetizzano gli aspetti con maggiore potenziale innovativo di questo progetto e sostengono che, sebbene gli obiettivi siano ambiziosi e ad alto rischio di fallimento, esso merita attenzione soprattutto per la nuova visione del policy making che lo caratterizza.

Se il lavoro arretra. Conseguenze, forse trascurate, sui sistemi di welfare

Maurizio Franzini e Michele Raitano sostengono che nella costruzione degli assetti istituzionali che condizionano il funzionamento dei sistemi economici, e non soltanto, si sono implicitamente assunte condizioni sulle caratteristiche e le tendenze della disuguaglianza che non trovano riscontro nella realtà contemporanea. In particolare, essi sostengono che la caduta della quota di reddito che va al lavoro e la crescita delle disuguaglianze nei redditi da lavoro confliggono con il disegno dei sistemi di welfare e pongono problemi diversi da quelli di cui normalmente si discute.

Il capitalismo della sorveglianza secondo Shoshana Zuboff

Maurizio Franzini esamina le principali tesi sostenute da Shoshana Zuboff nel volume “The Age of Surveillance Capitalism” recentemente pubblicato. Franzini mette in luce la capacità della Zuboff di cogliere gli aspetti più nuovi e preoccupanti del capitalismo che lo caratterizzerebbero come capitalismo della sorveglianza e si sofferma in particolare sulla sua tesi centrale e cioè che oggi oggetto di scambio di mercato e di arricchimento siano non solo le informazioni sulle persone ma le persone stesse con le loro esperienze di vita.

Dobbiamo preoccuparci della denatalità? E cosa possiamo fare?

Maurizio Franzini si occupa di denatalità e di invecchiamento della popolazione in Italia e nell’insieme dei paesi avanzati. Dopo aver ricordato alcuni dati recenti, Franzini elenca le possibili cause economiche della denatalità e si sofferma su alcune conseguenze economiche dell’invecchiamento della popolazione, riguardanti anche la crescita economica. In particolare, sostiene che tra denatalità e produttività può crearsi un circolo vizioso per rompere il quale è necessario un insieme ben congegnato di interventi.

La voice di New York, l’exit di Amazon e…. l’abolizione dei miliardari

Maurizio Franzini prende spunto da un recente intervento che sostiene la necessità di “abolire i miliardari” e si chiede cosa possa desumersi nella prospettiva di limitare il potere dei miliardari (anche senza abolirli) dalla recente vicenda che ha visto Amazon rinunciare, dopo le proteste, a costruire il suo secondo quartier generale a New York. Franzini ricostruisce gli eventi è sostiene che le categorie di Hirschman di exit e voice, opportunamente adeguate, possono aiutare a comprendere gli eventi e i possibili sviluppi futuri.

Tecnologie digitali, potere economico e democrazia

Maurizio Franzini riflette sui rapporti tra tecnologie digitali, potere economico e democrazia. Riferendosi in particolare alle piattaforme, Franzini si sofferma su due fenomeni che contribuiscono a rafforzare il potere economico e a indebolire la democrazia. I due fenomeni, che possono tra loro alimentarsi, sono, da un lato, gli enormi arricchimenti che le piattaforme consentono e, dall’altro, la possibilità di influenzare e manipolare le preferenze degli individui. Franzini conclude ricollegando questi due fenomeni alla gratuità dei dati.