Massimo Armenise è Ricercatore presso l’ISTAT dove si occupa di valutazione delle politiche pubbliche e di indicatori territoriali per le politiche di sviluppo. Ha ottenuto un MA in International Economics presso l’Università di Roma Tor Vergata e un dottorato in Teorie e Metodi delle scelte individuali e collettive presso l’Università degli studi di Bari. Ha svolto attività di ricerca presso l’Ufficio Studi dell’Istituto Commercio Estero (ICE) e presso la Fondazione Manlio Masi.

Le risorse della politica di coesione 2021-2027: investire in statistiche territoriali per una migliore ripartizione

Massimo Armenise, Federico Benassi, Luigi De Iaco e Marianna Mantuano ricordano che per attribuire le risorse della politica europea di coesione 2021-2027, al PIL saranno affiancati altri indicatori, economici e socio-ambientali, per alcuni dei quali, però, mancano le necessarie statistiche territoriali. Simulando l’assegnazione delle risorse in base agli indicatori territoriali relativi agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile gli autori trovano conferma di tale mancanza e mostrano che l’Italia trarrebbe vantaggio dalle nuove modalità di riparto delle risorse.

Il Mezzogiorno tra turismo e manifatturiero. Il caso della Puglia

Luigi Scorca e Massimo Armenise, partendo dall’assunto che il Covid-19 avrà anche sulle economie delle regioni meridionali un impatto di non breve periodo, esaminano il caso della Puglia, la regione più dinamica del Mezzogiorno. La tesi sostenuta dagli autori è che questa crisi dovrebbe rappresentare un’occasione per pensare ad una nuova politica per lo sviluppo che eviti quello che considerano un errore commesso nel passato, e cioè puntare sullo sviluppo del settore turistico a scapito di quello manifatturiero.