Marco Polese è Dottorando di ricerca in "Diritto pubblico, comparato e internazionale", presso la Sapienza Università di Roma. Ha pubblicato di recente: "Decreto legge e legge di conversione: dalla Corte un nuovo stop ai contenuti eterogenei", in Gazzetta Amministrativa, 2/2014, "L'equilibrio di bilancio come limite alla retroattività della sentenza di accoglimento (commento alla sentenza della Corte costituzionale n.10/2015) ", in Osservatorio dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti, 29/04/2015

L’Italicum: aspetti essenziali

Marco Polese, prendendo le mosse dalla riforma costituzionale, esamina la legge elettorale approvata nel 2015 (c.d. italicum) e le sue principali caratteristiche, quali il premio di maggioranza, la soglia di sbarramento, nonché il voto di preferenza e i capilista bloccati. Polese ricorda anche la pendenza di una questione di legittimità costituzionale relativa a tale legge e la possibilità che il testo sia comunque modificato. Infine, si interroga sul quadro normativo che risulterà applicabile in base all’esito referendario.

La decisione di bilancio nell’esperienza italiana

Marco Polese ricostruendo l’evoluzione del processo di bilancio a partire dall’approvazione della Costituzione e dell’art. 81 sul pareggio di bilancio, ricorda che negli anni ’60 si affermò un’interpretazione estensiva del principio del pareggio nel timore che ostacolasse il riconoscimento dei diritti sociali sanciti dalla Costituzione. La possibilità di deficit di bilancio impose di rivedere la normativa della contabilità e così nacque la legge finanziaria cui seguì quella di stabilità. Polese sottolinea il ruolo dell’Unione Europea in questo processo.

Equilibrio di bilancio e retroattività delle sentenze di accoglimento

Marco Polese esamina le ragioni alla base della recente pronuncia della Corte costituzionale sull’illegittimità c.d. Robin Hood tax, diretta a colpire gli extra-profitti delle imprese del settore petrolifero ed energetico. Polese si sofferma su un aspetto peculiare della pronuncia, l’irretroattività, giustificata con l’esigenza di rispettare il pareggio di bilancio e sostiene che vi erano altri modi per impedire la restituzione delle tasse versate. Infine, sottolinea che in questo caso, come in altri recenti, la Corte sembra aver svolto un ruolo di supplenza del Parlamento