Luciana Castellina, giornalista e scrittrice, iscritta al Pci nel 1947, direttore del settimanale della FGCI “Nuova Generazione” poi, dopo un breve passaggio a Paese sera, alla Sezione femminile del Partito. Radiata col gruppo fondatore del Manifesto, rientra nel PCI nel 1985 dove viene eletta membro della direzione. Parlamentare nazionale ed europea dal ’76 al ’99. Dopo lo scioglimento del PCI entra in Rifondazione comunista dove resta fino al 1994. Attualmente nella direzione di Sinistra Italiana e presidente onorario dell’ARCI.

La “frazione Ingraiana di Roccaraso”

Negli anni ’60 a Botteghe Oscure, Luciano Barca dirigeva la commissione di massa che si occupava essenzialmente di sindacato e la sua stanza era a pochi metri da quella di Luciana Castellina, allora responsabile delle donne operaie nella sezione femminile del partito. Erano, quelli, gli anni del miracolo economico. Luciana Castellina ricorda, con qualche amarezza, il dibattito che si aprì all’interno del PCI sulle tendenze del neocapitalismo e sul ruolo delle lotte operaie che si trasformò in scontro aperto nel congresso del ’66, quando Ingrao rese pubblico il dissenso sulla linea del partito di molti suoi autorevoli membri. Tra di essi vi era Luciano Barca che fu relatore nella conferenza operaia del 1965 a Genova, decisiva per l’evoluzione di quel confronto.