Laura Ronchetti insegna diritto costituzionale presso l'Università del Molise nel Corso di Laurea in Scienze politiche ed è co-docente Jean Monnet nel modulo: "Comprehending European Citizenship and Immigration Law" presso l’Università La Sapienza di Roma . Autrice di circa 80 pubblicazioni in tema di cittadinanza, migrazioni, regionalismo, genere, rappresentanza politica, integrazione europea, ha scritto due monografie: Il nomos infranto: globalizzazione e costituzioni, Napoli, Jovene, 2007 e L’autonomia e le sue esigenze, Milano, Giuffrè, 2018. Tra le pubblicazioni si segnalano La Repubblica e le migrazioni, Giuffrè, Milano, 2014 (finalista al Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2014 ), I diritti di cittadinanza dei migranti. Il ruolo delle Regioni, Giuffrè, Milano, 2012, Constitutional and Regional Understandings of Citizenship in Italy: Between Inclusion and Exclusion, in Roberta Medda-Windischer- Karl Kössler (ed.), European Yearbook of Minority Issues, Vol. 13/2014, Leiden – Boston, La Costituzione come spazio della cittadinanza, in Materiali per una storia della cultura giuridica, n. 2 del 2015, pp. 441-456.

Anche la cittadinanza diventa precaria

Laura Ronchetti sostiene che il Decreto legge n. 113 del 2018, da pochi giorni convertito in legge, trasfigura l’accezione della cittadinanza nazionale: i cittadini non sono più tutti uguali, per qualcuno la cittadinanza è “precaria” perché revocabile. Il governo e il parlamento hanno distinto tra cittadini inossidabili – italiani iure sanguinis – e cittadini precari – che hanno acquistato la cittadinanza per matrimonio o per naturalizzazione. Solo a questi ultimi, infatti, si può revocare la cittadinanza, non ai cittadini per nascita, i “veri” cittadini secondo il legislatore.