Giuseppe De Arcangelis è professore di Economia Internazionale presso il Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche dell’Università “La Sapienza” di Roma. Ha ottenuto un PhD in Economics dalla University of Michigan e ha precedentemente insegnato presso l’Università di Bari. Si occupa di commercio internazionale e migrazioni, trasmissione del ciclo economico, effetti della politica fiscale, tassi di cambio.

Il vaccino più importante: la cooperazione mondiale*

Giuseppe De Arcangelis e Maurizio Franzini dopo aver ricordato i progetti di cooperazione mondiale contro la pandemia avviati fin dai primi segnali di quest’ultima ed il loro esito finora deludente, illustrano la perdurante importanza di un rilancio di quella cooperazione – riguardante anche il regime dei brevetti sui vaccini – sia nel breve termine, per far sì che la non irrilevante capacità di produzione di vaccini si traduca in effettiva immunizzazione a livello mondiale, sia nel medio periodo contro il rischio di recrudescenza della pandemia e altri rischi globali.

L’iniqua (e miope) distribuzione mondiale dei vaccini (seconda parte)

Giuseppe De Arcangelis e Maurizio Franzini proseguono la loro riflessione sulla distribuzione dei vaccini a livello mondiale sostenendo, innanzitutto, che vi sono ragioni economiche e sanitarie che rendono conveniente anche per i paesi avanzati favorire l’accesso dei paesi più poveri ai vaccini. Quindi si soffermano sul problema decisivo della capacità di produrre vaccini a livello mondiale e di come esso avrebbe potuto essere affrontato. Infine, elencano una serie di azioni che potrebbero essere adottate per facilitare l’accesso ai vaccini da parte dei paesi più poveri.

L’iniqua (e miope) distribuzione mondiale dei vaccini

Giuseppe De Arcangelis e Maurizio Franzini intervengono, con un articolo diviso in due parti, sulla delicata e cruciale questione della distribuzione dei vaccini a livello mondiale e del rischio che i paesi più poveri, in particolare africani, ne ricevano dosi così limitate da configurare una ‘catastrofe morale’. Gli autori, in questa prima parte del loro contributo, esaminano l’influenza del reddito pro-capite sulla distribuzione dei vaccini tra paesi e illustrano gli insuccessi di iniziative cooperative e multilaterali a vantaggio di logiche competitive e strategie geopolitiche.

La Recovery e i suoi molti problemi

Giuseppe De Arcangelis e Maurizio Franzini invitano a riflettere, mentre l’attenzione è tutta rivolta a come impiegare le risorse del Recovery Fund, sulle difficoltà delle politiche dirette a suscitare la ripresa economica nel breve termine a causa delle caratteristiche della crisi (soprattutto l’intreccio tra problemi di domanda e di offerta) e dei cambiamenti strutturali che ha indotto. Gli autori si soffermano, in particolare, sul problema della conciliazione tra protezione dei redditi e riallocazione delle risorse e sul rischio che la domanda si indirizzi verso settori scarsamente concorrenziali, oltre che socialmente poco ‘meritori’.

Covid-19 in Africa: lezioni dall’epidemia di Ebola (2014)

Giuseppe De Arcangelis, Majlinda Joxhe e Silvia Malatesta richiamano l’attenzione sulle probabili, gravissime conseguenze della diffusione del Covid-19 nelle economie emergenti e in via di sviluppo. Come mostra anche l’esperienza dell’epidemia di Ebola in Sierra Leone, che gli autori ricostruiscono, potrebbero, in particolare, ridursi drasticamente le risorse umane oltre che i redditi. Le proposte di intervento non mancano ma, concludono gli autori, occorre fare presto.

Le sanzioni alla Russia: effetto economico e scopo politico

Giuseppe De Arcangelis, Rama Dasi Mariani e Elena Rossi Espagnet ripercorrono le vicende della guerra del Donbass iniziata nel 2014 tra Ucraina e Russia e, ricollegandosi al dibattito sugli effetti economici delle sanzioni commerciali, esaminano l’impatto delle sanzioni che l’Unione Europea impose alla Russia. In particolare, essi presentano i risultati di un loro studio, focalizzato su Francia, Germania e Italia, dal quale risulta che dopo le sanzioni si è verificato un calo delle esportazioni verso la Russia, ma solo come conseguenza della concomitante crisi economica russa.

What a MES! E il ruolo internazionale dell’euro?

Giuseppe De Arcangelis osserva che l’utilizzo dell’euro nelle transazioni internazionali è in calo e ritiene che ciò sia dovuto al giudizio non positivo dei mercati sull’ingegneria finanziaria-istituzionale scelta dall’Europa per fronteggiare gli shock, incluso il MES. A suo parere occorre più integrazione finanziaria e condivisione dei rischi per rafforzare il più importante fundamental dell’euro che, in tal modo, potrebbe aumentare il suo peso come valuta internazionale, grazie anche al protezionismo USA, e godere dei relativi benefici, ora nascosti ai miopi nazionalismi europei.

Trumponomics: protezionismo a bassi tassi di interesse

Giuseppe De Arcangelis esamina il protezionismo di Trump sostenendo che ha un duplice obiettivo: orientare la domanda dei consumatori USA verso i prodotti nazionali anche per contrastare l’aumento di risparmio derivante dal drastico taglio delle tasse; ridurre il deficit commerciale, soprattutto verso Cina e India. De Arcangelis illustra le condizioni richieste per raggiungere questi scopi, ed in particolare la necessità di una politica monetaria accomodante, permettendo anche di comprendere le ragioni dell’ira di Trump nei confronti di alcune recenti dichiarazioni di Draghi.

Protezionismo vs globalizzazione: brevi note sugli effetti del commercio internazionale

De Arcangelis e Mariani riflettono sulle ragioni del consenso verso le politiche protezionistiche che si stanno diffondendo a livello mondiale. Dopo aver ricostruito il dibattito sugli effetti dell’apertura commerciale, evidenziandone i benefici attesi in termini di efficienza e l’impatto sulla distribuzione del reddito, essi sostengono che questo impatto insieme alla limitazione della sovranità nazionale indotta da alcuni accordi commerciali, sembra essere la principale causa della crescente ostilità verso l’apertura delle frontiere a merci e servizi.

Come combattere il protezionismo “illegale” di Trump?

Giuseppe De Arcangelis si occupa dei recenti interventi di politica commerciale del presidente Trump e ne illustra le ragioni politiche ed economiche e gli effetti attesi. De Arcangelis sostiene che l’invocazione della minaccia alla sicurezza nazionale rappresenta la vera novità rispetto ad azioni simili di precedenti presidenti e ritiene che la reazione dei partner commerciali (in particolare dell’UE) debba avvenire all’interno dell’Organizzazione Mondiale del Commercio per conservare il patrimonio di relazioni commerciali multilaterali faticosamente costruito negli ultimi 70 anni.