Elena Granaglia è professore ordinario di Scienza delle Finanze nell’Università di Roma Tre e membro della Redazione del “Menabò di Etica e Economia. Ha recentemente pubblicato, con Maurizio Franzini e Michele Raitano, "Dobbiamo preoccuparci dei ricchi? Le disuguaglianze estreme nel capitalismo contemporaneo", Il Mulino, 2014.

Rilanciare la discussione pubblica per rilanciare il Servizio Sanitario Nazionale

Elena Granaglia, sulla scia di un recente volume di Geddes, La salute sostenibile, mette in guardia dal rischio che una serie di piccole scelte, apparentemente compatibili con il Sistema Sanitario Nazionale, conduca, in modo del tutto opaco, a ridimensionare drasticamente la sanità pubblica. Quest’ultima dovrà affrontare scelte difficili nei prossimi anni ma, sostiene Granaglia, il miglior modo per farlo è mettere nuovamente il Servizio Sanitario, le sue ragioni e le sue modalità operative, al centro di una discussione pubblica, trasparente e ragionata.

L’universalismo: l’araba fenice dello stato sociale italiano?

Elena Granaglia ricostruisce alcune delle principali misure di politica sociale varate nel corso della XVII legislatura e mostra come esse continuino a essere afflitte da uno storico limite del nostro stato sociale: la categorialità – cioè la scelta di circoscrivere l’accesso a determinate prestazioni a un sotto-gruppo di soggetti identificati sulla base di variabili diverse dal solo bisogno – che genera iniquità orizzontali e verticali. Granaglia sostiene che occorre imboccare finalmente la strada di un universalismo ben disegnato.

Contro la disuguaglianza. Resoconto di una bella mattinata a Montecitorio

Elena Granaglia, dedica il Resoconto alla presentazione del Manifesto contro la Disuguaglianza tenutasi alla Camera dei Deputati lo scorso 21 settembre. Il Manifesto, elaborato da economisti impegnati in Nens e in Etica e Economia, fornisce i principali dati sulla disuguaglianza odierna; ragiona sull’accettabilità di tali disuguaglianze, considerando sia i meccanismi che ne sono alla base sia le possibili conseguenze di disuguaglianze elevate e formula 28 proposte di contrasto.

Fazio si merita il suo stipendio? Alcune riflessioni su super-ricchi, mercati e meriti

Maurizio Franzini e Elena Granaglia svolgono alcune riflessioni sul compenso che Fabio Fazio riceverà dalla Rai, di cui si è molto discusso, soffermandosi non sui comportamenti di Fazio o della Rai ma sulla tesi – ricorrente e fatta propria dallo stesso Fazio – secondo cui discutere quel compenso equivale a mettere in discussione il mercato. Franzini e Granaglia esaminano il “mercato” in cui opera Fazio e sostengono che le sue caratteristiche sono tali da escludere che i compensi a cui conduce siano accettabili e basati sul merito.

Un reddito da disuguale cittadinanza?

Maurizio Franzini e Elena Granaglia tornano sul tema del reddito di base. Dopo aver elencato alcune delle confusioni e delle false credenze che ricorrono in questo dibattito, Franzini e Granaglia illustrano le diverse ragioni che possono giustificare un reddito basato sulla condizione di cittadino, indipendentemente dallo stato di povertà e richiamano l’attenzione su alcune caratteristiche della società contemporanea che rendono urgente porsi il problema se istituire quello che potrebbe chiamarsi un reddito di disuguale cittadinanza.

Dare lavoro, non reddito. Liberiamoci da alcuni pregiudizi

Elena Granaglia interviene nel dibattito sull’opportunità di introdurre misure universalistiche di sostegno ai redditi e mette in rilievo alcuni pregiudizi presenti nella posizione, diffusa nel nostro paese – e di recente ribadita dall’ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi – secondo cui dare reddito, anziché lavoro, equivarrebbe a negare la dignità umana. Granaglia sostiene che evitare tali pregiudizi può essere utile anche per migliorare le politiche di contrasto alla povertà, che sono in via di definizione nel nostro paese.

Le disuguaglianze di reddito fanno male anche alla salute

Elena Granaglia, riprendendo un tema che sta molto a cuore al Menabò, ossia l’importanza di occuparsi di disuguaglianze di risorse e non solo di povertà e di opportunità, si concentra sugli effetti delle disuguaglianze di reddito sulle disuguaglianze di salute. Utilizzando anche i dati contenuti in un libro di Michael Marmot recentemente pubblicato in Italia, Granaglia mostra come le disuguaglianze di reddito si traducano anche in disuguaglianze di salute e, in particolare, in disuguaglianze nelle attese di vita.

Il welfare fiscale. Alcuni limiti etici

Elena Granaglia si occupa della tendenzaa utilizzare la leva fiscale a sostegno del welfare e dei problemi che ne derivano. In particolare, richiamal’attenzione su due limiti etici del welfare fiscale, che vengono sottovalutati nel dibattito pubblico. Il primo riguarda il fatto che le agevolazioni sono fonte d’iniquità distributive e rischiano di accentuare ulteriormente la frammentazione del welfare italiano. Il secondo si riferisce alla visione del rapporto fra libertà e uguaglianza su cui tali agevolazioni si basano.

Il reddito di cittadinanza. Limiti da non ingigantire, luci da non oscurare

Elena Granaglia discute le principali obiezioni mosse al reddito di cittadinanza. La tesi sostenuta è che il reddito di cittadinanza ha, certamente, diversi limiti. Tali limiti non vanno, però, sopravalutati e non devono neppure oscurare le tante possibili luci della misura. Secondo Granaglia, essere consapevoli delle luci è cruciale nel disegno delle politiche di sostegno al reddito, anche qualora la predilezione vada a schemi di reddito minimo alternativi a quello di cittadinanza.

Contaminazioni proficue fra reddito minimo e reddito di cittadinanza

Elena Granaglia analizza una recente proposta francese di riforma dell’assistenza sociale che si caratterizza per un’innovativa combinazione fra elementi d’individualizzazione e non condizionalità propri del reddito di cittadinanza e un’attenzione al contrasto della povertà propria del reddito minimo. La tesi di fondo è che la strada più feconda, nel disegno delle politiche sociali di sostegno al reddito, sia quella della contaminazione fra schemi di reddito di cittadinanza e schemi di reddito minimo.