Andrea Garnero è economista presso il Direttorato per l’occupazione e gli affari sociali dell’OCSE, attualmente in sabbatico di ricerca. Ha ottenuto il PhD in economia presso la Paris School of Economics e l’Université Libre de Bruxelles. In precedenza, ha lavorato alla Commissione Europea e come assistente per gli affari economici e il G20 del Presidente del Consiglio. E' membro del board scientifico ed esecutivo della Scuola di Politiche.

Il blocco dei licenziamenti: il vero problema è la “distruzione non creativa”

Andrea Garnero interviene sul dibattito in corso sul divieto di licenziare chiedendosi anzitutto se esso abbia avuto un ruolo aggiuntivo, rispetto alla Cassa Integrazione e alle misure per il credito, nel “proteggere il lavoro” durante la crisi, A tal fine, Garnero compara la caduta dell’occupazione in Italia e in due paesi (Francia e Germania) che non hanno introdotto un simile divieto Inoltre, egli sostiene che di fronte ai segnali di ripresa il problema per chi perde il lavoro resta un sistema di welfare e di politiche attive con troppi buchi.

Salario minimo e predistribuzione

Andrea Garnero si occupa di salario minimo legale che talvolta viene confuso con il reddito minimo o con il reddito di base. Si tratta del salario minimo da pagare per un’ora di lavoro, un’istituzione molto diffusa ma assente nel nostro paese, malgrado si sia spesso parlato della sua introduzione. Garnero esaminando varie esperienze illustra come potrebbe funzionare un salario minimo, quale impatto potrebbe avere in particolare su disuguaglianza e povertà e ne valuta il ruolo nell’ambito di una strategia di pre-distribuzione.