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Abilitazione e reclutamento dei professori universitari nei settori economici dal 2012 ad oggi – II parte

Enrico Bellino e Saverio M. Fratini, concludendo la loro riflessione sull’Abilitazione Scientifica Nazionale nei settori economici iniziata sullo scorso numero del Menabò, prendonoin esame i dati relativi al primo quadrimestre della procedura in corso. Dopo aver commentato questi dati, Bellino e Fratini propongono alcune considerazioni riguardanti sia le procedure ideate per il reclutamento dei docenti universitari, che non sembrano assolvere efficacemente il loro compito, sia le differenze o le sovrapposizioni tra i settori concorsuali dell’area economica.

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La prima parte di questo articolo è stata pubblicata sul precedente numero del Menabò.

  1. Abilitazioni 2016-2018 Come anticipato nella I parte di questo articolo, la nuova procedura di abilitazione, ripartita nel 2016, prevede la possibilità per i candidati di presentare domanda ogni quadrimestre, ricevendo l’esito nel quadrimestre successivo. Sono quindi emersi tra marzo ed aprile 2017 i risultati relativi alle domande presentate nel primo quadrimestre, con scadenza il 2 dicembre 2016.

Tabella 5. Domande, abilitazioni e percentuale di successo. Primo quadrimestre ASN 2016-18.

Le domande di abilitazione presentate nei sei settori di area economica sono state 322 per la prima fascia e 387 per la seconda. Le persone che hanno presentato domanda sono state 348, così suddivise: 141 candidati hanno fatto domanda solo per abilitazioni di prima fascia, 178 solo per abilitazioni di seconda fascia e 29 per entrambe le fasce.

Il numero dei candidati già abilitati nell’ASN 2012-13 che hanno ripresentato domanda anche nel primo quadrimestre dell’ASN 2016-18 non è stato trascurabile: 34 (20%) per la prima fascia e 36 (17,4%) per la seconda. È inoltre probabile che il peso delle domande da parte di docenti già abilitati possa essere più elevato nell’ultimo (il quinto) quadrimestre.

Le abilitazioni concesse sono state complessivamente 375, di cui 179 di prima fascia e 196 di seconda. I candidati abilitati sono stati 228, di cui 101 hanno ricevuto l’abilitazione solo per la prima fascia, 118 solo per la seconda fascia e 9 per entrambe le fasce.

Il tasso di abilitazione rispetto al numero di domande presentate è stato, in totale, del 52,9%, risultando tuttavia più alto per la prima fascia (55,6%) rispetto alla seconda (50,6%).

Emergono, inoltre, notevoli differenze tra i sei settori. Vi sono, da un lato, tassi di successo decisamente più bassi della media per le domande presentate nei settori A1 – Economia Politica (45,2%) e C1 – Storia Economica (46,3%). Mentre, dall’altro lato, le domande presentate nel settori A3 – Scienza delle Finanze hanno avuto un tasso di successo decisamente più elevato: 65,2%. Al di sopra della media, sebbene in modo meno marcato, anche i tassi di abilitazione nei settori A2 – Politica Economica (53,2%), A4 – Economia Applicata (58,4%) e A5 – Econometria (56,4%), anche se per quest’ultimo settore gioca molto la dimensione ridotta dello stock di docenti in ruolo (si osservi che più della metà dei commissari ASN di Econometria sono stati sorteggiati da altri SSD). Permane quindi, anche se in maniera meno marcata, una certa differenza di orientamento delle commissioni che era già emersa nel corso della procedura per l’ASN 2012-13.

Tabella 6. Candidati abilitati per più settori concorsuali. Primo quadrimestre 2016-18.

Permane ugualmente una spiccata tendenza dei candidati a fare domanda di abilitazione in più settori concorsuali. Con riferimento alla seconda fascia, la percentuale di docenti a cui è stata concessa più di una abilitazione è rimasta sostanzialmente invariata rispetto alla ASN 2012-13. Guardando la prima fascia, la percentuale è addirittura cresciuta, passando dal 35,8% della ASN 2012-13 al 45,4% del primo quadrimestre della ASN 2016-18. Del resto, le circostanze che in precedenza abbiamo indicato tra le possibili cause di questo fenomeno con riferimento alla ASN 2012-13 non hanno cessato di agire.

  1. Considerazioni conclusive. Nelle due parti di questo articolo si è cercato di fornire al lettore una prima rappresentazione degli esiti delle nuove procedure per l’abilitazione e il reclutamento dei docenti universitari, concentrando l’attenzione sui sei settori concorsuali di area economica. Sebbene alcune questioni di rilievo siano state già evidenziate nei paragrafi precedenti, vogliamo qui soffermarci brevemente su alcuni punti che emergono dai dati riguardanti l’ASN 2012-13 e il primo quadrimestre della ASN 2016-18.

Un primo punto concerne l’esiguo numero di chiamate finora effettuate rispetto alle abilitazioni rilasciate nell’ambito dell’ASN 2012-13. Come mostrato nella nostra tabella 3, a fine febbraio 2017, le chiamate dei docenti abilitati nel corso della ASN 2012-13 non raggiungevano neppure un quinto del totale delle abilitazioni. Nel commentare questo dato occorre, a nostro avviso, tenere presente, in primo luogo, che l’ASN 2012-13 è arrivata dopo un quadriennio di blocco totale del reclutamento dei docenti universitari, dal quale è scaturita una riduzione di organico. In secondo luogo, le limitazioni al turnover, che persistono, hanno fatto sì che, nei settori in esame, le chiamate degli abilitati non siano riuscite né a mantenere il numero complessivo dei professori di I fascia al livello del 2012, né a portare in prossimità di un vero esaurimento, attraverso le chiamate in II fascia, il ruolo dei ricercatori a tempo indeterminato (si vedano le tabelle 1 e 4). Infine, nonostante la riduzione del numero complessivo dei docenti in settori economici, tra il 2012 ed il 2017, sia stata contenuta, bisogna anche tener presente che ciò è, almeno in parte, dovuto al forte aumento del peso dei ricercatori di tipo A (che erano poche unità nel 2012), che costituiscono una categoria più vicina agli assegnisti di ricerca piuttosto che a vecchi ricercatori a tempo indeterminato. Non a caso, la legge (240/2010, art. 22 e 24), nel computo degli anni per i quali si può usufruire di contratti di ricerca a tempo determinato, assimila questi contratti con gli assegni di ricerca.

Il secondo punto ci porta dal quadro generale dei sei settori, alla situazione specifica di ciascuno di essi. Infatti, la distribuzione delle chiamate tra i settori economici, come visto (tabella 4 e grafico 1), è stata influenza da quella delle abilitazioni rilasciate, e questa risulta essere sensibilmente diversa rispetto alla distribuzione dei docenti in ruolo. I settori A1 e C1 hanno concesso abilitazioni in proporzione ben inferiore rispetto al loro peso nell’area. Mentre per i settori A2 e A4 (ai quali si aggiunge, nel primo quadrimestre ASN 2016-18, anche A3) emergono risultati opposti. In più, nel primo quadrimestre dell’ASN 2016-18, i tassi di abilitazione relativamente alle domande presentate sembrano confermare queste tendenze.

Queste diverse dinamiche, a nostro avviso, non scaturiscono soltanto dal diverso “grado di severità” delle commissioni, ma anche (e forse soprattutto) da un cambiamento del peso relativo dei diversi temi di ricerca in ambito economico: sembra esserci un crescente interesse nei confronti delle ricerche più “applicate”, mentre diminuisce la proporzione di studiosi che si dedicano alle elaborazioni “teoriche”, così come pure alle indagini di carattere storico o metodologico.

Non v’è dubbio che ciò dovrebbe essere tenuto in considerazione in vista di una eventuale ridefinizione dei settori scientifico-disciplinari. Come pure, e ciò ci conduce al terzo punto, devono essere tenuti in considerazione i dati riguardanti le abilitazioni degli stessi candidati in diversi settori concorsuali. Più di un quarto dei candidati consegue due abilitazioni e il 10% dei candidati ne consegue tre (si vedano le tabelle 2 e 6). Questi dati rivelano la presenza di una sovrapposizione non trascurabile tra gli ambiti di ricerca dei sei settori, nel modo in cui essi sono attualmente definiti.

Un problema che da tali rilevanti sovrapposizioni può scaturire è quello dell’appesantimento del lavoro delle commissioni per via dell’elevato numero di domande. Si potrebbero, tuttavia, facilmente immaginare dei rimedi. Ad esempio, si potrebbe consentire a ciascun candidato di presentare una sola domanda di abilitazione per tornata.

Il quarto ed ultimo punto sul quale ci soffermiamo riguarda la notevole dimensione, per domande e partecipanti, delle procedure di abilitazione nazionale. Purtroppo non disponiamo più dei dati circa le domande presentate per l’ASN 2012-13, ma il numero di abilitazioni rilasciate nei sei settori economici (1615) fornisce già una indicazione della mole di lavoro che le commissioni hanno dovuto affrontare. Il Ministero, come sappiamo, ha dovuto concedere alle commissioni ripetute proroghe rispetto alle date previste per la pubblicazione degli esiti. Inoltre, il lasso di tempo intercorso tra la prima e la seconda procedura di abilitazione, ha fatto sì che il problema della eccessiva dimensione si manifestasse anche nel primo quadrimestre dell’ASN 2016-18, in cui le domande presentate nei sei settori sono state ben 709.

Non vogliamo qui suggerire possibili correttivi, tuttavia, non vi è dubbio che l’elevato numero di domande presentate sia anche (se non soprattutto) dovuto a: i) la saltuarietà delle procedure per l’abilitazione, ii) la possibilità per i candidati di presentare domanda in più settori contemporaneamente (abbinata alle notevoli sovrapposizioni, di cui si è detto, tra gli argomenti caratteristici dei sei settori economici) e iii) la scadenza abbastanza rapida delle abilitazioni conseguite (ci si chiede, in effetti, se non sia il caso di allungare significativamente il periodo di validità delle abilitazioni o addirittura rimuovere la scadenza). Tenendo conto di ciò, sembra esserci notevole spazio per modifiche e provvedimenti che snelliscano le procedure, nell’interesse dei commissari e dei candidati.

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