Menabò n. 150/2021

Questo numero del Menabò si apre con un’intervista che Ezio Tarantelli concesse nel 1984, pochi mesi prima del suo assassinio, alla rivista ‘Quale Impresa’ e che ripubblichiamo per la sua straordinaria attualità. Seguono i commenti di Giuseppe Croce e Leonello Tronti alle idee esposte da Tarantelli nell’intervista. Marco Esposito riflette sulle i interrelazioni tra l’avvio dei rinnovi contrattuali…

Cambiamento tecnologico e preferenze degli italiani per schemi di sostegno al reddito

Dario Guarascio e Stefano Sacchi analizzano la relazione tra l’esposizione al rischio di sostituzione del lavoro da parte delle macchine e le preferenze degli italiani nei confronti di due misure chiave di sostegno al reddito, il reddito minimo e quello di base. L’indagine da essi condotta mostra come l’esposizione al rischio tecnologico sia correlata con il sostegno sia al reddito minimo che a quello di base; inoltre, questa relazione viene rafforzata dalla percezione del rischio nel caso del reddito di base.

Ci stiamo fidando dei vaccini? Quanto e come?

Rino Falcone, Elisa Colì, Marco Marini, Alessandro Sapienza, Cristiano Castelfranchi e Fabio Paglieri illustrano i risultati di una loro indagine sulla fiducia degli italiani nella vaccinazione contro il SARS-COV2, condotta intervistando, tra il 26 marzo e il 7 aprile 2021, 4096 persone. Gli obiettivi principali erano verificare: i) se esiste e in che forma “scetticismo” (o esitazione) vaccinale, ii) come è percepito il rapporto tra istituzioni pubbliche e case farmaceutiche, iii) quanto queste ultime sono considerate affidabili e iv) quale valore, individuale o sociale, è attribuito alla vaccinazione.

PNRR/Recovery Fund: la specializzazione produttiva e l’Italia di domani

Giorgio Ricchiuti e Luigi Scorca, analizzando i dati relativi al periodo 1995-2018 mostrano come l’Italia sia rimasta specializzata nella produzione di beni e servizi a basso contenuto tecnologico mentre Francia e Germania si sono ritagliate un ruolo nei settori ad alto contenuto di conoscenza e di tecnologia. Di conseguenza i due autori sostengono che si dovrebbe cogliere l’opportunità del PNRR per orientare la struttura produttiva del nostro Paese verso i settori ad alto valore aggiunto, quelli con le migliori prospettive di crescita nel lungo periodo.

Ricchi, poveri e debito pubblico

Civil servant richiama l’attenzione su due conseguenze del debito pubblico poco considerate. La prima è che gli interessi sul debito detenuto dai residenti determinano una redistribuzione del reddito a favore dei più ricchi. La seconda riguarda il debito detenuto dai non residenti e consiste nel fatto che se la crescita del Pil nominale è inferiore agli interessi pagati ai non residenti, l’intero paese si impoverisce. Civil servant sostiene anche che la politica della BCE e delle altre banche centrali ha contenuto solo in parte questo fenomeno.

Il Neocorporativismo decentrato

Ezio Tarantelli nel 1984 concesse un’intervista a ‘Quale Impresa’, rivista dei giovani industriali, che fu pubblicata a luglio di quell’anno, 8 mesi prima del suo assassinio. Pubblichiamo nuovamente quella intervista per la sua attualità, frutto della straordinaria capacità di Tarantelli di prevedere l’evoluzione del lavoro. Nell’intervista si parla, tra l’altro, di riduzione dell’orario di lavoro per far fronte alla disoccupazione e del progressivo superamento della distinzione tra lavoro dipendente e autonomo. Sfide per gli attori sociali, ed in particolare per il sindacato, rispetto alle quali Tarantelli non manca di indicare, con la sua fiducia e la sua inesauribile capacità propositiva, la strada da seguire.

Un’intervista di Tarantelli che parla di noi

Giuseppe Croce commenta l’intervista a Tarantelli del 1984, pubblicata su questo numero del Menabò, mettendo in evidenza la sua capacità di prevedere i cambiamenti del lavoro con i quali oggi ci confrontiamo, largamente indotti dalla tecnologia. Con fiducia, Tarantelli guarda alla possibilità di ridurre e rendere più flessibili gli orari di lavoro e coglie la portata storica del superamento della distinzione tra lavoro dipendente e autonomo che gli appare inevitabile. Tutto ciò crea problemi al sindacato che però dovrà continuare a svolgere un ruolo decisivo.

Contrattazione decentrata e ripresa dello sviluppo: la lezione di Tarantelli

Leonello Tronti, nel suo commento all’intervista a Tarantelli del 1984 pubblicata su questo numero del Menabò, ricorda che a quell’epoca il problema principale era l’inflazione e la sua inedita coesistenza con la disoccupazione. Tronti sottolinea che Tarantelli considerava acquisita la predeterminazione dell’inflazione, come da lui proposta, e necessario un “modello neocorporativo decentrato” soprattutto per ridurre l’orario di lavoro e contrastare la disoccupazione. Tronti ritiene che una nuova forma di contrattazione collettiva aperta alla concertazione sociale sia anche oggi fondamentale per una nuova fase di sviluppo.