Menabò n. 70/2017

In questo numero del Menabò, Bellino e Fratini si occupano degli esiti dell’Abilitazione Scientifica Nazionale nell’area economica; Felice, Nuvolari e Vasta così come Simoni intervengono nel dibattito sui problemi strutturali del capitalismo italiano, avviato nello scorso numero del Menabò da Pagano; Basili e Franzini si occupano delle politiche di prevenzione dei danni da catastrofi naturali;…

Abilitazione e reclutamento dei professori universitari nei settori economici dal 2012 ad oggi – I parte

Enrico Bellino e Saverio M. Fratini presentano e discutono, in un articolo di cui pubblicheremo la seconda parte sul prossimo Menabò, gli esiti delle procedure di abilitazione scientifica nazionale (ASN), nonché le chiamate degli abilitati, relativamente ai sei settori concorsuali che interessano l’area economica. La loro attenzione si concentra sull’ ASN del 2012-13 e sulle chiamate di abilitati che ad essa hanno fatto seguito. Nella seconda parte dell’articolo saranno esaminati i dati relativi al primo quadrimestre della ASN 2016-18 e si proporranno alcuni commenti.

I problemi di lungo periodo dello sviluppo economico italiano

Emanuele Felice, Alessandro Nuvolari e Michelangelo Vasta intervengono sul tema delle specificità del capitalismo italiano, e sostengono che due tare storiche hanno accompagnato il processo di modernizzazione del Paese fin dall’Unità: un assetto istituzionale mal congegnato e scarsi investimenti nella formazione di capitale umano e in attività innovative. La loro conclusione è che l’Italia ha bisogno di interventi incisivi che riconfigurino la matrice storica del suo processo di sviluppo.

L’ibridazione del capitalismo italiano come causa del suo declino (1990-2007)

Marco Simoni ritiene che per cogliere le ragioni di fondo del declino economico italiano, prima della grande recessione, occorre esaminare le riforme economiche degli anni. Basandosi sulla teoria delle Varietà di Capitalismo, Simoni mostra che i cambiamenti introdotti nel mercato finanziario e del lavoro hanno promosso istituti tra loro poco coerenti perché ispirati ora al modello continentale, ora a quello anglosassone, e che il risultato è stata un’ibridazione che ha indebolito la capacità di innovazione dell’Italia e, dunque, la dinamica della produttività e della crescita.

I danni delle catastrofi naturali: quale strategia per la prevenzione?

Marcello Basili e Maurizio Franzini tornano a occuparsi di prevenzione dei danni da catastrofi naturali. Dopo aver ricordato le conseguenze di recenti eventi di questa natura e le stime sulla loro probabilità di verificarsi, Basili e Franzini sostengono che occorre un’assicurazione obbligatoria, sensibile alle disuguaglianze economiche, la cui introduzione può essere agevolata da politiche di nudge che contrastino l’accertata e poco razionale tendenza all’inerzia di fronte a eventi con bassa probabilità ma con conseguenze potenzialmente gravissime.