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Elena Granaglia discute le principali obiezioni mosse al reddito di cittadinanza. La tesi sostenuta è che il reddito di cittadinanza ha, certamente, diversi limiti. Tali limiti non vanno, però, sopravalutati e non devono neppure oscurare le tante possibili luci della misura. Secondo Granaglia, essere consapevoli delle luci è cruciale nel disegno delle politiche di sostegno al reddito, anche qualora la predilezione vada a schemi di reddito minimo alternativi a quello di cittadinanza.

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Luciano Milone si occupa dell’accordo di libero scambio (Ttip), in corso di negoziazione tra USA ed Unione Europea, soffermandosi su uno dei suoi aspetti più complessi e delicati: l’abbattimento delle barriere non tariffarie riconducibili alle differenze nella gestione di politiche quali la salvaguardia dell’ambiente, la difesa della salute e della sicurezza, le disposizioni sul lavoro e i connessi timori che l’armonizzazione delle regolamentazioni e degli standard possa tradursi in una sorta di accordo al ribasso.

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Giuseppe Allegri dopo aver dato conto delle iniziative legislative attualmente in discussione al Senato sul “lavoro autonomo non imprenditoriale” e sul “lavoro agile nella quarta rivoluzione industriale” riflette sui problemi che si pongono per assicurare, nel nuovo contesto definito dalle tecnologie e dal mutamento delle forme di lavoro e di impresa, protezioni sociali universalistiche a un blocco sociale storicamente escluso dalla tradizionale cittadinanza sociale del Welfare occupazionale italiano.

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Daniela Palma muovendo dalla considerazione che crisi economica e crisi climatica procedono in parallelo e che per affrontarle occorrono nuove politiche di sviluppo, sostiene che la green economy rappresenta la base di un processo di innovazione e trasformazione dei sistemi industriali coerente con gli equilibri dell’ambiente. Secondo Palma, essa prefigura anche una divisione internazionale del lavoro centrata su nuove filiere tecnologiche, da cui sempre più dipendono la competitività e il potenziale di crescita dei paesi.

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Dalle schede

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Marco Valerio Del Buono e Tommaso Gianni ricostruiscono le vicende del referendum sul Reddito di Base Incondizionato svoltosi in Svizzera il 5 giugno scorso, che ha avuto come esito la bocciatura della proposta. Del Buono e Gianni ricordano i contenuti e l’iter della proposta, sintetizzano il dibattito che ha preceduto il referendum, analizzano le argomentazioni favorevoli e contrarie e sostengono che il dibattito sul Reddito di Base è destinato a continuare nel prossimo futuro.

Contrappunti

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Maurizio Franzini riflette su una recente pubblicazione del Fondo Monetario Internazionale che ha avuto grande risonanza per il suo giudizio negativo su alcune politiche neoliberisti sostenute in passato dallo stesso FMI. Franzini richiama l’attenzione sull’importanza delle tesi presentate e le collega a precedenti lavori dello stesso FMI sostenendo che, al di là dei problemi di coerenza di quest’ultimo, si viene componendo un quadro di conoscenze potenzialmente molto utile per andare oltre gli errori del passato.

Dalle schede

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Elena Monticelli parte dalla considerazione che la recessione in corso ha accentuato in Europa la disoccupazione e la sua distribuzione disomogenea tra paesi ed esamina le diverse proposte di introduzione del c.d EUBS (European Unemployment Benefits Scheme) ovvero di un sussidio di disoccupazione europeo, Monticelli chiarisce che tale sussidio potrebbe rivelarsi non solo uno strumento di assicurazione contro i rischi associati a shock asimmetrici, ma anche un strumento di solidarietà tra i diversi Stati Membri.
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