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Gianfranco Viesti esamina alcune recenti iniziative del governo in tema di politica universitaria (l’aumento dei fondi per le borse di studio; il piano straordinario “ordinari”; il reclutamento di nuovi ricercatori; le “cattedre Natta”; gli annunci del nuovo Piano Nazionale della Ricerca e dello Human Technopole) e sottolinea due rischi: che vengano privilegiati interventi di carattere straordinario e che gli effetti non siano territorialmente neutri, con conseguenze negative (e cumulative) soprattutto per il Mezzogiorno.

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Giuseppe Croce analizza le dinamiche dell’occupazione nel corso del 2015 e afferma che, in base ai dati dell’INPS, la creazione di posti di lavoro si può considerare tutt’altro che trascurabile. Croce ritiene, però, che questa positiva dinamica dipenda solo in parte dalle politiche del Governo e, d’altro canto, richiama l’attenzione sulle retribuzioni dei nuovi assunti nell’anno. Il loro basso livello fa temere che sul fronte della qualità dei nuovi posti di lavoro e della produttività le tendenze siano tutt’altro che positive

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Morales Sloop confronta i recenti dati di consuntivo del bilancio pubblico nel 2015, con quelli previsti nella nota di aggiornamento al DEF e osserva che per l’indebitamento complessivo non vi è scostamento tra consuntivo e preventivo mentre non è così per le principali voci che concorrono a determinarlo. Morales Sloop documenta questi scostamenti e osserva che essi suggeriscono che l’obiettivo dell’indebitamento sia stato centrato grazie a favorevoli coincidenze e non all’effettivo controllo, da parte del Governo, delle singole voci della finanza pubblica

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Eugenio Levi fa il punto sui tentativi, compiuti in Europa, di rinnovare l’intervento pubblico utilizzando i risultati dell’economia comportamentale. Levi si basa su un recente Rapporto del Joint Research Centre della Commissione Europea che documenta come i diversi paesi europei stanno affrontando il problema dell’elaborazione e della realizzazione delle politiche comportamentali. Illustrando altri aspetti del Rapporto, Levi sottolinea l’importanza di non limitare queste politiche ai nudge di cui si è molto discusso di recente.

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Dalle schede

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Massimo De Minicis si occupa dell’Assegno di Ricollocazione dei disoccupati introdotto con il decreto legislativo 150 dello scorso anno. De Minicis ne illustra le caratteristiche, in particolare per quello che riguarda, da un lato, la libertà di utilizzo dell’Assegno da parte dei beneficiari presso i Centri per l’Impiego o presso le strutture private e, dall’altro, la possibilità di soluzioni regionali diversificate e poi si sofferma sulle loro implicazioni per una nuova organizzazione e funzionalità dei Centri per l’Impiego

Contrappunti

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Giuseppe Greco muove dalla considerazione che il tentativo di rispondere ad una più articolata domanda di servizi di utilità sociale ha dato vita al fenomeno dell’innovazione sociale. Greco illustra poi gli ostacoli allo sviluppo dell'innovazione sociale e sottolinea l’importanza di nuove forme di collaborazione fra tutti gli attori del sistema. In questa prospettiva egli formula la proposta di un market-place digitale dell’innovazione sociale, che potrebbe essere fatta propria dalla nascente Fondazione Italia Sociale.

Dalle schede

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Michela Boldrini, Gabriele Dente e Ludovica Galotto illustrano il recente rapporto OCSE sugli studenti low performers, basato sui risultati dell’indagine PISA 2012. Il rapporto esamina i fattori sociali, economici e demografici alla base delle differenze nei rendimenti degli studenti e discute le politiche che possono consentire a tutti di raggiungere un appropriato livello di competenze. Come sottolineano Boldrini, Dente e Galotto tali politiche sembrano anche in grado di portare a risultati più equi e più efficienti.
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