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Giorgio Alleva, dopo aver ricordato il continuo impegno che, da sempre, l’Istat pone sullo studio delle disuguaglianze, richiama il recente avvio di un progetto strategico per lo sfruttamento integrato del sistema di indagini e delle fonti amministrative, in linea con il processo di modernizzazione che l’Istat ha avviato. Dopo aver anticipato alcuni dati sulla diseguaglianza e sull’effetto redistributivo sui redditi del 2016, Alleva conclude ricordando l’inclusione degli indicatori di benessere equo e sostenibile tra gli strumenti di programmazione e valutazione della politica economica nazionale.

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Claudio De Fiores esamina i problemi connessi con la riforma della legge elettorale, evidenziando, in primis, come la sentenza n.35/2017 della Corte costituzionale, sia pure condivisibile, non abbia esaurito tutti i problemi che ostacolano il perseguimento di una disciplina elettorale scevra dalla contingenza storica. De Fiores quindi ripercorre le tappe politiche che hanno condotto all’emersione del “dogma della governabilità” e sottolinea la necessità, all’opposto, di preservare la dimensione inclusiva dei sistemi elettorali.

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Francesco Farina in un articolo di cui su questo numero pubblichiamo la prima parte riflette sul dibattito economico che in Italia vede una contrapposizione fra chi dà tutte le colpe della deprecabile condizione del paese all’Euro e chi replica che i responsabili del declino italiano siamo solo noi. Farina sostiene che bisognerebbe riconoscere che la crisi dell’Eurozona si è sovrapposta alla crisi dell’economia italiana, e che l’austerità è stata una sciagura che ha aggravato l’impasse della nostra crescita, accentuando i fenomeni di isteresi.

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Elena Paparella mette in luce una delle questioni emerse durante il recente vertice del G7 di Bari, ovvero le negoziazioni, condotte a latere dei temi principali, sulla ristrutturazione del debito greco. Al di là delle profonde divergenze tra governo tedesco e FMI, Paparella sottolinea, ancora una volta, la dubbia legittimazione del ruolo e della collocazione istituzionale del FMI in questi negoziati, ricercandone le ragioni nel quadro dell'evoluzione del diritto internazionale, nonché delle progressive mutazioni relative alla natura delle funzioni del FMI nello scenario delle relazioni economiche internazionali.

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Cristiano Codagnone mostra come sui costi e i benefici delle piattaforme della ‘sharing economy’ si confrontino discorsi retorici contrapposti e presenta le evidenze empiriche di cui disponiamo al riguardo, basandosi su un lavoro di ampio respiro condotto tra il 2015 e il 2016 per la Commissione Europea e diretto a fornire elementi per stabilire se e come regolamentare queste piattaforme. Codagnone sottolinea l’insufficienza di tali evidenze e considera paradossale che in democrazie liberali fondate sull’economia di mercato queste piattaforme operino in una zona grigia tra la legalità e l’illegalità.

A pensarci bene... i dialoghi di Etica ed Economia

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Dalle schede

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Francesca Fontanarosa esamina l’evoluzione del referendum nei luoghi di lavoro, a partire dalla disciplina di cui all’art. 21 St. lav., evidenziandone le principali criticità nel complesso rapporto con l’istituto della rappresentanza sindacale. Dopo aver ripercorso brevemente il ruolo che l’istituto del referendum sembra assumere nelle disposizioni degli ultimi accordi interconfederali, Fontanarosa avanza alcune considerazioni sulla recente consultazione dei lavoratori di Alitalia, che ha bocciato l’ipotesi di accordo stipulato dalle organizzazioni sindacali e dall’azienda.

Contrappunti

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Roma, 16 Marzo 2017, Processo per Mafia Capitale, Salvatore Buzzi: “Signor presidente, col controesame io voglio dà una mano alla lotta alla corruzione in questo paese”. La Capitale è stata appena investita da un’ondata di vicende giudiziarie, Fabrizio Patriarca esaminando il materiale processuale prodotto da queste vicende, propone un’analisi economica del mondo di mezzo, inteso non come un magma piratesco e romanzabile che si muove tra potere e cittadini, ma come il complesso di istituzioni formali e non che regolano in Italia il rapporto tra pubblico e privato.

Dalle schede

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Chiara Ricci analizza un recente lavoro di Hopper, Peters e Pintus sulla correlazione tra la spesa per infrastrutture e la disuguaglianza dei redditi che utilizza dati longitudinali riferiti agli stati federati statunitensi nel periodo 1950-2010. I risultati, nonostante i limiti dell’analisi empirica proposta, offrono sostegno alla tesi che maggiori investimenti in infrastrutture favoriscono una riduzione delle disuguaglianze. Ricci conclude richiamando gli strumenti di policy indicati dagli autore per favorire il finanziamento delle opere infrastrutturali.
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