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Domenico Mario Nuti, nella seconda parte della sua riflessione, illustra i vantaggi e i costi dell’eliminazione dei confini interni all’area di Schengen, sostiene che tale eliminazione è stata meritoria ma prematura e incompleta, considera le cause delle accresciute pressioni migratorie e traccia una netta distinzione tra rifugiati e migranti economici, mostrando le sue perplessità su una politica di migrazioni senza frontiere. Nelle conclusioni Nuti elenca 7 condizioni che ritiene necessarie per il mantenimento di Schengen.

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Stefano Giubboni analizza i contenuti del disegno di legge governativo in materia di lavoro autonomo non imprenditoriale, ponendone in evidenza sia punti di forza anche i limiti. I primi risiedono essenzialmente nella scelta di introdurre una disciplina di base di generale applicazione; i secondi, nella totale assenza di previsioni su aspetti di grande rilievo, come quello del giusto compenso per il prestatore d’opera, e che sono dovuti proprio alla bassa “densità regolativa” implicata dall’impianto generalista della proposta legislativa.

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Enrico Menduni osserva che il XXI secolo è segnato, per i media, da una forte discontinuità (dominanza tecnologie digitali nella comunicazione, connessione in rete continua e ubiqua) e sostiene che occorre aggiornare ogni aspetto del broadcasting: strategie produttive e modelli di business, formati dei contenuti e pratiche di fruizione. Menduni sottolinea che l’intermediazione, il filtro, il gatekeeping non sono più considerati dagli utenti così necessari, appaiono come gratuite commodity, e comunque tendono a spostarsi su altri soggetti, gli Over-The-Top e i social network.

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Elena Granaglia analizza una recente proposta francese di riforma dell’assistenza sociale che si caratterizza per un’innovativa combinazione fra elementi d’individualizzazione e non condizionalità propri del reddito di cittadinanza e un’attenzione al contrasto della povertà propria del reddito minimo. La tesi di fondo è che la strada più feconda, nel disegno delle politiche sociali di sostegno al reddito, sia quella della contaminazione fra schemi di reddito di cittadinanza e schemi di reddito minimo.

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Dalle schede

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Marta Capesciotti analizza la legge sulle unioni civili recentemente approvata alla Camera, alla luce del riconoscimento delle rivendicazioni delle soggettività LGBT nel contesto europeo. Capesciotti illustra i contenuti della legge e i diritti che da essa discendono, si interroga sulla pertinenza di due temi strumentalmente inseriti nel dibattito politico, ovvero la gestazione per altri e le adozioni per le coppie omosessuali, e, infine, analizza le step-child adoptions, espunte dal testo definitivo, quale lacuna della nuova normativa.

Contrappunti

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Fabrizio Patriarca esamina alcune proposte emerse di recente nell’ambito del progetto di completamento dell’Unione Economica e Monetaria e da esse trae spunto per sostenere che contrariamente a un diffuso luogo comune i “grigi burocrati” di Bruxelles e Francoforte sono in realtà dotati di notevole creatività. Essi, infatti, ad avviso di Patriarca trovano soluzioni creative in grado di mediare tra posizioni diverse senza toccare i “tabù” che sono all’origine di quelle divisioni. Però, le conseguenze di questa creatività sono spesso molto negative.

Dalle schede

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Fiscus descrive il meccanismo di incentivazione adottato per il personale civile dell’amministrazione fiscale, allo scopo di chiarirne i possibili effetti perversi. Sovente si ritiene che tale meccanismo possa indurre comportamenti opportunistici nei confronti dei contribuenti da parte del personale. Fiscus sostiene che tali preoccupazioni sono eccessive, dato che gli incentivi monetari non vengono corrisposti al personale nel caso di contestazioni sub judice e l’entità dei premi non è collegata agli importi e agli esiti degli accertamenti.
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