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Mariano Regini si occupa delle recenti trasformazioni nella governance universitaria e sostiene che in Italia, come in altri paesi europei, il tentativo di introdurre nelle università le logiche e strategie delle imprese ha avuto conseguenze non previste. Da noi, però, la bassa capacità politica e tecnica dei governi ha frenato i processi di apprendimento e prodotto soluzioni poco efficaci. In particolare, la valutazione è stata usata non come strumento di governo del sistema ma come panacea di tutti i mali, producendo forse altrettanti guasti di quelli che era chiamata a risolvere.

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Giuseppe Croce esamina le cause della straordinaria tenuta dell’occupazione in Germania durante la Grande Recessione. Dopo aver evidenziato che la discussione al riguardo è ancora aperta tra gli economisti, Croce sostiene che l’economia tedesca ha esibito una notevole capacità di adattamento e grande flessibilità, ma una flessibilità “interna”, diversa da quella tipica dei sistemi di flexicurity. La sua conclusione è che l’esperienza tedesca, benché non priva di effetti avversi e radicata in uno specifico contesto di relazioni industriali, rappresenta una lezione di grande interesse.

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Civil Servant si occupa delle assicurazioni private contro i disastri naturali e sottolinea che esse, richiedendo ingenti fondi di riserva, rendono necessario che lo stato svolga il ruolo di riassicuratore di ultima istanza, imponendo costi a carico della collettività. Civil servant si chiede se non siano più efficienti incentivi fiscali e finanziamenti per la messa in sicurezza di abitazioni e infrastrutture che, per essere atti di solidarietà senza contropartite, potrebbero anche consolidare la coesione sociale di una comunità

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Andrea Dili, in occasione della discussione del disegno di legge sul lavoro autonomo alla Camera, analizza i provvedimenti che hanno interessato di recente le professioni nonché i bisogni e le opportunità di crescita della componente più eterogenea e dinamica del nostro mercato del lavoro. Dili osserva che gli interventi varati dal Governo Renzi si muovono su due livelli paralleli: strumenti per favorire la competitività e ampliamento delle tutele, e costituiscono un cambio di rotta rispetto al recente passato ma non ancora sufficiente per rendere l’Italia un Paese per professionisti.

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Paolo Borioni discute della teoria del New Public Management (NPM) a partire dalle conclusioni di un recente volume, dedicato al caso della Gran Bretagna, di Christopher Hood and Ruth Dixon secondo cui, in totale contrasto con le attese, il NPM avrebbe reso il settore pubblico più costoso e meno efficiente. Borioni sottolinea come i risultati presentati nel volume di Hood e Dixon sono da prendere attentamente in considerazione per valutare le riforme manageriali della Pubblica Amministrazione introdotte in tutti i paesi avanzati.

A pensarci bene... i dialoghi di Etica ed Economia

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Dalle schede

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Dario Guarascio legge Weapons of Math Destruction di Cathy O’Neil che illustra come algoritmi e Big data favoriscano le disuguaglianze e mettano a rischio la democrazia americana. O’Neil fornisce un’inquietante panoramica di queste armi di distruzione (matematica) di massa e mostra come il perpetuarsi di disuguaglianze ed esclusione sociale abbia un contraltare tecnico nella pervasività degli algoritmi in tutti gli ambiti rilevanti della vita sociale: finanza, scuola, assicurazioni sanitarie e previdenziali, ricerca di lavoro, relazioni con l’amministrazione pubblica.

Contrappunti

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Antonio Nicita dedica il Contrappunto alla post-verità. Dopo aver definito il termine, Nicita sostiene che, come dimostrano le elezioni americane, la post-verità è fortemente legata alle emozioni suscitate attraverso offending speech e discorsi denigratori se non proprio d’odio (hatespeech). L’implicazione, secondo Nicita, è che il contesto regolatorio di riferimento potrebbe essere quello dell’hatespeech già tracciato nel protocollo sul Cybercrime Treaty, e non quello più rischioso della regolazione delle false notizie.

Dalle schede

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Luigi Salvia descrive e analizza gli strumenti - al momento ancora di soft law - a disposizione della Commissione Ue e del Parlamento europeo per prevenire e sanzionare possibili violazioni dei principi dello Stato di Diritto da parte degli Stati membri. Salvia, dopo una disamina delle diverse letture del concetto di «Stato di diritto», si sofferma anche sui punti di forza e sulle criticità dei meccanismi di reazione previsti dai Trattati europei, alla luce dei recenti sviluppi politici nell’Europa orientale che sembrano richiedere nuovi sistemi più flessibili e di più incisiva applicazione.
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