Difficili equilibri: i minori stranieri non accompagnati tra diritti e responsabilità. Un resoconto da Napoli.

Andrea Morniroli, Glauco Iermano e Lassaad Azzabi dedicano il loro articolo ai minori stranieri non accompagnati, cioè a adolescenti o giovanissimi che emigrano da soli. Dopo avere ricordato le specifiche difficoltà che questi ragazzi incontrano, i tre autori raccontano l’esperienza della Cooperativa Dedalus di Napoli che da oltre 10 anni lavora con loro e sottolineano gli effetti positivi che hanno avuto sull’inclusione pratiche imperniate sul riconoscimento reciproco dei diritti e dei doveri della cittadinanza.

Su una (in)certa idea di democrazia: il tentativo di legittimare la Troika

Elena Paparella prende spunto da un’affermazione di un giornalista tedesco alla vigilia delle elezioni greche sulla presunta investitura democratica della Troika, per chiarire alcuni aspetti relativi all’incerta base giuridica e alla discutibile legittimazione dell’anomalo organismo composto da Commissione, Bce e FMI. Paparella fa riferimento a pur interessanti interventi critici del Parlamento europeo relativi all’operato della Troika, per sottolinearne tuttavia la scarsa incisività.

Ci vuole un villaggio per far crescere un bambino… e farlo uscire dalla povertà

Cristina Duranti racconta la drammatica realtà di Kanina, una comunità mineraria della Repubblica Democratica del Congo da cui proviene una grande quota della produzione mondiale di cobalto, di coltan e di rame. A Kanina è assente ogni forma di vita comunitaria e i bambini lavorano in miniera già a 3 o 4 anni. Duranti illustra un progetto che dal 2013 ha cominciato a ricostruire in questo villaggio il tessuto comunitario partendo dai bambini e, a distanza di un anno, ha qualche buona notizia da raccontare.

Internet@Italia 2013. La popolazione italiana e l’uso di Internet

Sebastiano Bagnara, Giacinto Matarazzo e Cosimo Dolente analizzano i risultati che emergono dalla recente ricerca “Internet@Italia 2013” condotta dall’Istat e dalla Fondazione Ugo Bordoni soffermandosi sulle divisioni che Internet determina nella popolazione italiana. In particolare, essi sottolineano come Internet scavi solchi profondi nel tessuto economico e sociale del paese e allarghi le distanze non solo tra generazioni e territori ma anche tra comparti della Pubblica Amministrazione. Questa segmentazione, sostengono gli autori, rende necessaria un’efficace strategia di policy.

Quanto è costoso essere poveri: il “rent to own” negli Stati Uniti

Michele Raitano, dopo aver segnalato come in USA le recenti ottime performance macroeconomiche si accompagnino ad un’ulteriore crescita della diseguaglianza, racconta lo sviluppo del “rent to own” – uno strumento che la grande distribuzione americana ha pensato per permettere di acquistare beni durevoli anche alle fasce di popolazione meno abbienti che non possono accedere al credito – e sottolinea come lo sviluppo del “rent to own” presenti aspetti particolarmente problematici che possono determinare un ulteriore peggioramento della diseguaglianza.

“Molto” o “troppo”? Quanto costa la sanità in Italia?

Vincenzo Carrieri si misura con uno dei più ricorrenti refrain, quello secondo cui in Italia “si spendono troppi soldi per la sanità”. Esaminando i dati relativi alla spesa sanitaria nel nostro paese e confrontandoli con quelli degli altri paesi dell’OCSE, Carrieri dimostra come pur spendendo molto, l’Italia non spende troppo per la sanità, anzi spende meno della media dei paesi OCSE ed anche meno di molti paesi partner Europei.

Una nuova mafia nella capitale

Salvatore Lupo si interroga sull’opportunità di utilizzare il termine “mafia” in relazione alla corruzione politico-affaristica che ha investito la capitale. Dopo avere ricordato l’origine di quel termine, il suo successo planetario, la tendenza (contro cui si schierò anche Falcone) a usarlo in modo onnicomprensivo e a declinarlo al plurale Lupo sottolinea che i parametri utilizzati dagli studiosi per definire la mafia non necessariamente coincidono con quelli stabiliti dalla legge. E osserva che se quella guidata da Carminati non era una mafia, certamente voleva esserlo.

Lo sviluppo della Sanità Digitale in Italia: opportunità e ostacoli

Giuseppe Greco analizza lo stato dell’arte della Sanità Digitale nel nostro Paese. Dopo aver ricordato il ruolo degli investimenti ICT per la crescita dell’efficienza e dell’efficacia del SSN, Greco si sofferma sulle ragioni del ritardo italiano, evidenziando la mancanza di una governance di sistema e di una strategia architetturale complessiva, soprattutto in merito al Fascicolo Sanitario Elettronico e alla Telemedicina. Ma la recente “Strategia Crescita Digitale 2014-2020” del Governo può costituire un cambio di passo.