Perché il Covid-19 può aiutarci a superare l’etica del lavoro: l’ipotesi del Reddito Universale di Indipendenza

Franco Bonomi Bezzo trae dall’emergenza del COVID-19 lo spunto per proporre una possibile soluzione alle distorsioni economiche e sociali derivanti dall’attuale etica del lavoro: il reddito universale di indipendenza (UII). Bonomi Bezzo espone le ragioni per le quali l’UII può condurre all’emancipazione, dando a tutti la possibilità di scegliere se e come lavorare, che oggi invece manca a molti a causa delle precarie condizioni economiche o dal contesto socio-culturale.

Ne valeva la pena? Sugli effetti delle misure di contenimento del contagio

Morales Sloop si chiede se le misure di contenimento del contagio introdotte nelle scorse settimane dal Governo siano state opportune. Osservando l’andamento dei decessi in 1084 Comuni, fino al 21 marzo, Morales Sloop mette in evidenza, pur con le necessarie cautele, che i dati mostrano un incremento significativo dei decessi rispetto agli anni 2015-2019; da ciò desume che le misure di contenimento hanno impedito alla pandemia di avere effetti devastanti e perciò vanno guardate con favore, malgrado le loro conseguenze economiche e sociali.

Gli investimenti pubblici nella sanità italiana 2000-2017: una forte riduzione con crescenti disparità territoriali

Gianfranco Viesti fornisce elementi utili per comprendere le difficoltà che oggi incontra il Sistema Sanitario Nazionale. Analizzando la spesa per investimenti, non quella corrente, nella sanità in Italia fra il 2000 e il 2017 trova che essa si è fortemente contratta a partire dal 2010 (con conseguente indebolimento del sistema sanitario nazionale). Inoltre, tale contrazione è stata di diversa intensità, risultando maggiore al Sud e in generale nelle regioni che già presentavano valori più bassi delle dotazioni, con l’eccezione di Umbria e Lazio.

Le politiche migratorie in Gran Bretagna e Stati Uniti: linee di tendenza e insegnamenti della storia

Rama Dasi Mariani, prendendo spunto dalla bozza del governo inglese sulle misure post-Brexit, si occupa di politiche migratorie, con lo sguardo rivolto non solo al presente ma anche al futuro e al passato. Mariani riflette sugli effetti economici dello spostamento delle persone tra i paesi, analizzando le complessità dei mercati e dei loro meccanismi di aggiustamento. Dopo aver esaminato tre diverse esperienze di politiche di controllo dei flussi, Mariani giunge alla conclusione che la storia non si ripete quasi mai.

Edicole al centro delle comunità

Martina Bacigalupi di fronte al dilagante fenomeno della chiusura delle edicole si chiede se si tratti di una questione di sostenibilità economica e di mercato o anche sociale, legata alla perdita di luoghi identitari all’interno delle città. Dopo avere descritto lo scenario di questa trasformazione, Bacigalupi riflette sul fenomeno della rigenerazione urbana partendo da alcuni esempi di edicole che hanno ripensato la propria offerta con spirito innovativo, qualificandola in diverse direzioni ed in particolare quella culturale.

Disuguaglianze, equità e fisco (seconda parte)

Vieri Ceriani sostiene che è fondamentale contrastare l’evasione e l’erosione fiscale e indica le misure da adottare: ridurre i trattamenti di favore che incoraggiano l’evasione e ostacolano l’azione di contrasto; non contare solo sulle sanzioni penali ma coordinarle con le procedure e le sanzioni amministrative; favorire l’adempimento spontaneo, rafforzando la cooperative compliance e gli ISA; ridare funzionalità alle agenzie fiscali e rivedere le strategie di controllo, concentrandole sulle frodi in atto rispetto ai controlli ex-post sulle dichiarazioni.

Disuguaglianze, equità e fisco (prima parte)

Vieri Ceriani prende spunto dalla lettera di Milton Friedman contro le imposte di successione pubblicata sullo scorso Menabò e sostiene il ruolo di queste ultime come correttivo alla disuguaglianza nelle condizioni di partenza. Argomenta anche che in Italia bisognerebbe non istituire un patrimoniale personale progressiva à la Piketty ma migliorare le imposte patrimoniali reali esistenti e il loro coordinamento con le imposte sui trasferimenti di ricchezza. Occorrerebbe altresì rivedere il trattamento dell’abitazione principale e riformare il catasto.

Imposte sul patrimonio? La persistenza delle resistenze

In questo articolo, curato dalla Redazione del Menabò, viene tradotta e commentata una lettera scritta dal premio Nobel Milton Friedman nel 2001 a sostegno dell’abrogazione dell’imposta sulle successioni, sottoscritta negli anni da centinaia di economisti. La lettera contiene e in parte anticipa molte delle obiezioni mosse ancora oggi alle imposte sul patrimonio in generale. Nell’articolo si illustrano le perplessità che suscitano le argomentazioni di Friedman e si pongono alcune domande, partendo dall’assunto che nessuna imposta è perfetta.

Io c’ero

Fabio Calè, mentre Bologna assiste alla nascita delle Sardine, trascorre 4 ore con i militanti leghisti accorsi al PalaDozza per acclamare Matteo Salvini e la candidata leghista alla presidenza della Regine, Borgonzoni, ansiosi di scrivere una pagina di storia della politica italiana. La cronaca fedele e lievemente allucinata del rito politico leghista permette di compiere una fugace immersione nella cultura della destra sovranista, così come essa si autorappresenta dinanzi ai suoi adepti.

Quando il metro conta più della misura: lo strano caso delle regole fiscali europee

Civil servant si occupa della significatività del rapporto tra debito pubblico e PIL. Dopo aver osservato che, essendosi accumulato nei secoli, il debito pubblico andrebbe rapportato al patrimonio accantonato nello stesso periodo di tempo e non al reddito di un solo anno, Civil servant sostiene che sarebbe comunque meglio confrontare il debito con le entrate fiscali, da cui provengono le risorse per la sua remunerazione e restituzione. Questo cambiamento suggerirebbe di ricorrere alla lotta all’evasione e all’espansione della spesa sociale, invece che all’austerity, per ridurre il debito.