Il futuro del lavoro ai tempi del determinismo tecnologico

Ersilia Vaudo Scarpetta e Davide Giardino presentano un resoconto del Policy Forum sul Futuro del Lavoro organizzato dall’OCSE a Parigi il 14 gennaio. Ricordata la rilevanza del problema, gli autori presentano le principali tesi sull’impatto della digitalizzazione sul lavoro e sottolineano che, sebbene il dibattito non sia nuovo, il Forum ha messo in luce le maggiori criticità del rapporto tra lavoro e digitalizzazione e ha tracciato una prospettiva, nella quale è cruciale la capacità delle istituzioni di preparare il lavoratore del futuro al lavoro che verrà.

Più o meno equo? Il sistema fiscale dopo la detassazione dei premi di produttività e dei fringe benefit

Ruggero Paladini si occupa delle agevolazioni fiscali previste dalla legge di stabilità per i premi di produttività e per i fringe benefit. Dopo avere illustrato queste agevolazioni, Paladini ne esamina le conseguenze, sostenendo che esse favoriranno soprattutto i datori di lavoro privati e che nel complesso il sistema fiscale diverrà meno equo. Paladini conclude indicando un metodo alternativo per raggiungere l’obiettivo di sottrarre specifiche forme di retribuzione alle alte aliquote marginali.

Le occupazioni a scopo abitativo tra criminalizzazione e pratica di welfare informale

Piero Vereni discute il ruolo sociale delle occupazioni a scopo abitativo, che hanno avuto in Italia una forte connotazione politica sin dagli anni ‘60. Vereni sottolinea che la rappresentazione del senso comune e le modifiche del sistema legislativo sembrano ridurre un complesso fenomeno sociale a una questione di ordine pubblico. Egli ritiene, invece, che, soprattutto se la pratica delle occupazioni si intreccia con la questione dell’immigrazione, come avviene oggi, è necessario tornare a riflettere su questa forma irregolare di welfare dal basso.

La riforma della Pubblica Amministrazione e quel che servirebbe

Michele Morciano nota che anche il governo Renzi ha voluto la “propria” riforma della Pubblica Amministrazione perpetuando la convinzione secondo cui più che attuare le norme esistenti occorre produrne di nuove. Morciano si interroga poi sul vero obiettivo della riforma: rendere la PA più efficace, efficiente, trasparente ecc. o, viceversa, contenere strutturalmente la spesa pubblica attraverso una riduzione del perimetro dello stato (“uno stato semplice”) e costituire un premierato di fatto (un governo “semplice” per uno stato semplice)?

Oltre l’austerità, il futuro dell’Euro: in margine a una lezione di Paul De Grauwe

Mario Tiberi dà un resoconto delle “Lezioni Federico Caffè 2015”, tenute da Paul De Grauwe, sul futuro dell’Eurozona. Tiberi ricorda le critiche di De Grauwe alle politiche di austerità, nate da un‘analisi inadeguata della recessione, troppo centrata sulla crisi dei debiti sovrani, e responsabili di molte conseguenze negative. L’alternativa è una politica fiscale espansiva, sorretta dalla piena affermazione della BCE come prestatore di ultima istanza. Tiberi conclude sottolineando la sintonia del ragionamento di De Grauwe con valutazioni presenti nei lavori di Caffè.

La “Fusione dei Comuni” e la “Questione Meridionale”

Massimo Calise ricostruisce le caratteristiche e gli obiettivi del Decreto Legislativo sulla “Fusione dei Comuni” e fa il punto sul suo stato di attuazione. L’osservazione che il numero dei Comuni si è ridotto grazie alla fusione di quelli più piccoli esclusivamente nelle Regioni del Centro-Nord, fornisce a Calise lo spunto per sottolineare il ritardo del Mezzogiorno nel cogliere questa che può essere un’opportunità e ne individua le cause nell’ostacolo che il carattere “estrattivo” della politica nel Mezzogiorno pone al cambiamento.

Cosa vogliono (e quanto sono razionali) i terroristi?

Maurizio Franzini si chiede quali possano essere i veri obiettivi dei terroristi, in particolare se tra essi rientri quello di “farci cambiare le nostre abitudini” come spesso si afferma, e se i loro comportamenti rispondano ai requisiti della razionalità. Nel tentativo di rispondere a questa domanda Franzini richiama alcuni studi sull’economia del terrorismo e sulla sua razionalità e suggerisce che la comprensione del fenomeno richiede di considerare congiuntamente gli obiettivi e la razionalità di chi progetta e di chi esegue gli attentati.