Reddito vs. lavoro: una contrapposizione infondata

Il Contrappunto di Elena Granaglia è dedicato a confutare una posizione radicata nel nostro paese, e recentemente ribadita dal Presidente del Consiglio: quella secondo cui assicurare a tutti un reddito rappresenterebbe una misura inevitabilmente assistenzialistica. Le argomentazioni presentate da Granaglia fanno leva sulla natura di opportunità fondamentale che il reddito ha a prescindere dal lavoro e sulla presenza di una pluralità di complementarità fra i trasferimenti monetari e la promozione dell’occupazione.

La classe media e l’individualismo della prateria

Nadia Urbinati muove dalla considerazione che lo stato della società economica e quello della società politica sono strettamente connessi e che una classe media ampia e sicura svolge la funzione di rendere più solida la democrazia. Tuttavia, sostiene Urbinati, le forze spontanee del mercato tendono a minare la sicurezza e la stabilità della classe media e ciò potrebbe avere conseguenze negative per la democrazia. Pertanto, l’intervento pubblico di stabilizzazione dell’economia può essere considerato necessario anche per dare solidità alla democrazia

La leggenda delle disuguaglianze crescenti?

FrGRa si occupano di un recente articolo di Luca Ricolfi pubblicato sul Sole 24ore e basato su una ricerca condotta dalla Fondazione Hume, nel quale si sostiene che quella delle disuguaglianze crescenti sarebbe una leggenda. FraGRa concordano con Ricolfi che è impreciso affermare che la disuguaglianza è in crescita ovunque ma ricordano che gli studiosi del fenomeno non commettono questo errore. Inoltre essi esprimono le proprie perplessità su diverse affermazioni di Ricolfi e sul messaggio tranquillizzante rispetto alle disuguaglianze che sembrano trasmettere

Le tasse e la fuga dei ricchi

Maurizio Franzini, in un contributo già pubblicato sul Menabò, esamina la diffusa opinione secondo cui i ricchi reagiscono all’aumento delle tasse trasferendo altrove la propria residenza. Dopo avere ricordato, quali siano le conoscenze non aneddotiche di cui disponiamo sull’influenza che le tasse esercitano sulle decisioni dei ricchi di trasferirsi, Franzini si chiede se le migrazioni dei ricchi indotte da inasprimenti fiscali, anche quando avessero luogo, producono conseguenze negative come la riduzione del gettito fiscale o il rallentamento della crescita economica.

Università di serie A e studenti di serie B: avvertenze per l’uso dei ranking

Maurizio Franzini, partendo da un report dell’Economist sulla situazione delle Università nel mondo, esamina caratteristiche e funzioni delle classifiche globali delle Università. Basandosi anche su alcune evidenze prodotte dall’ Economist, Franzini teme che, per come sono oggi costruite, quelle classifiche possano penalizzare qualità della didattica e creazione di “capitale umano” e propone alcune riflessioni più generali sul ruolo che le classifiche, anche le meglio congegnate, dovrebbero avere nella definizione delle politiche universitarie.

EI Towers – Rai way: l’obiettivo è l’efficienza o la cassa?

Antonio Scialà dedica il “Contrappunto” alla recente notizia dell’Opas su Rai way lanciata da EI Towers, società del gruppo Mediaset. Dopo aver riassunto i termini della vicenda, Scialà propone una riflessione sugli effetti che avrebbe l’Opas, qualora andasse in porto, sulla struttura del mercato dei servizi televisivi, sottolineando l’urgenza di una definizione del quadro regolatorio del settore

La forza delle idee e quella degli interessi ai tempi del Crony Capitalism

Maurizio Franzini prendendo spunto dalla notizia che un ricercatore americano, sostenitore della tesi che il cambiamento climatico non esiste, ha ricevuto cospicui finanziamenti da imprese impegnate nella produzione di petrolio e carbone, propone alcune riflessioni sul rapporto tra idee e interessi. Ricordando la fiducia che Keynes e Weber avevano nella forza e nell’autonomia delle idee, Franzini si chiede se quella fiducia non rischi di essere meno giustificata nell’epoca del crony capitalism

Varoufakis vs Piketty ovvero la disuguaglianza e i suoi nemici

Maurizio Franzini dedica il “Contrappunto” a un articolo scritto da Varoufakis poco prima di diventare ministro delle Finanze nel nuovo governo greco, nel quale egli muove a Piketty l’accusa di essere, al di là delle apparenze, un nemico dell’egualitarismo. Franzini, dopo avere ricordato quali sono state le reazioni dei veri avversari dell’egualitarismo al libro di Piketty esamina gli argomenti con cui Varoufakis motiva la sua provocatoria tesi e si chiede se essi abbiano un fondamento.

Su una (in)certa idea di democrazia: il tentativo di legittimare la Troika

Elena Paparella prende spunto da un’affermazione di un giornalista tedesco alla vigilia delle elezioni greche sulla presunta investitura democratica della Troika, per chiarire alcuni aspetti relativi all’incerta base giuridica e alla discutibile legittimazione dell’anomalo organismo composto da Commissione, Bce e FMI. Paparella fa riferimento a pur interessanti interventi critici del Parlamento europeo relativi all’operato della Troika, per sottolinearne tuttavia la scarsa incisività.

“Molto” o “troppo”? Quanto costa la sanità in Italia?

Vincenzo Carrieri si misura con uno dei più ricorrenti refrain, quello secondo cui in Italia “si spendono troppi soldi per la sanità”. Esaminando i dati relativi alla spesa sanitaria nel nostro paese e confrontandoli con quelli degli altri paesi dell’OCSE, Carrieri dimostra come pur spendendo molto, l’Italia non spende troppo per la sanità, anzi spende meno della media dei paesi OCSE ed anche meno di molti paesi partner Europei.