La Statistica corre sulle parole

Daniela Cocchi esplora un contesto nel quale, forse sorprendentemente, sono frequenti i riferimenti alla statistica e al trattamento dell’incertezza: le opere letterarie. Tali riferimenti possono avere un peso rilevante nella narrazione o essere circoscritti e toccare temi inaspettati. Cocchi ne individua alcuni e li analizza, convinta che possanocontribuire alla diffusione della cultura statistica. Le opere esaminate includono “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” di Haddon; il “Viaggio al termine della notte” di Celine e le “Operette Morali“ di Leopardi.

L’approccio del Centro Studi della Confindustria alla simulazione degli effetti di shock politici

Massimiliano Tancioni analizza le ultime previsioni del Centro Studi della Confindustria, che presentano la novità di simulare gli effetti macroeconomici di shock politici: in particolare, Brexit e eventuale vittoria del “no” al referendum costituzionale. Oltre ad evidenziare l’opacità e il carattere piuttosto estremo di alcune ipotesi sulle esogene del modello, Tancioni rileva un elemento di distinzione rispetto all’approccio standard alla simulazione di simili eventi: l’assenza di analisi di sensibilità alle ipotesi, ossia la verifica di scenari alternativi.

Laissez faire?

Paolo Paesani, prendendo spunto da un libro di Franco Debenedetti sulla politica industriale e da un intervento recente dell’economista Deirdre Mccloskey,riflette sulle semplificazioni insite nella retorica dell’innovazione e della concorrenza e sulle conseguenti valutazioni estremamente negative del ruolo dell’intervento pubblico nell’economia. In particolare, Paesani sottolinea i limiti di una visione aprioristica e analiticamente poco articolata delle virtù del Mercato e dei vizi dello Stato.

Meno crescita e più disuguaglianza: effetti (straordinari) delle politiche neoliberiste secondo il FMI

Maurizio Franzini riflette su una recente pubblicazione del Fondo Monetario Internazionale che ha avuto grande risonanza per il suo giudizio negativo su alcune politiche neoliberisti sostenute in passato dallo stesso FMI. Franzini richiama l’attenzione sull’importanza delle tesi presentate e le collega a precedenti lavori dello stesso FMI sostenendo che, al di là dei problemi di coerenza di quest’ultimo, si viene componendo un quadro di conoscenze potenzialmente molto utile per andare oltre gli errori del passato.

Spegnere il fuoco, costruire la casa: l’Europa dei pompieri e degli architetti

Maurizio Franzini prende spunto dall’affermazione di Delors secondo cui l’Europa ha bisogno di pompieri e di architetti per chiedersi se ai molti pompieri si affianchino oggi architetti all’altezza del compito. La risposta negativa spinge Franzini a mandare qualche messaggio all’architetto che verrà il principale dei quali consiste nell’invito a dare più importanza, nella progettazione del suo edificio alla disuguaglianza, e a approfondire i suoi legami con la spesa sociale e, soprattutto, con il funzionamento dei mercati.

I tabù europei e la creatività dei grigi burocrati

Fabrizio Patriarca esamina alcune proposte emerse di recente nell’ambito del progetto di completamento dell’Unione Economica e Monetaria e da esse trae spunto per sostenere che contrariamente a un diffuso luogo comune i “grigi burocrati” di Bruxelles e Francoforte sono in realtà dotati di notevole creatività. Essi, infatti, ad avviso di Patriarca trovano soluzioni creative in grado di mediare tra posizioni diverse senza toccare i “tabù” che sono all’origine di quelle divisioni. Però, le conseguenze di questa creatività sono spesso molto negative.

Ricchi, poveri e rispetto delle norme. Su alcuni rischi trascurati delle disuguaglianze estreme

FraGRa riflettono sul rapporto tra condizioni economiche individuali e rispetto delle norme sociali sostenendo, in primo luogo, che, contrariamente a una diffusa opinione, i poveri non sono tali perché non rispettano le norme sociali e che semmai vale il nesso causale opposto. Gli autori ricordano poi che da una ricca documentazione risulta che i ricchi tendono a non rispettare le norme sociali più e non meno dei poveri e ritengono che maggiore attenzione dovrebbe essere prestata a questi poco visibili costi delle disuguaglianze estreme.

Quale futuro per l’innovazione sociale? Una proposta

Giuseppe Greco muove dalla considerazione che il tentativo di rispondere ad una più articolata domanda di servizi di utilità sociale ha dato vita al fenomeno dell’innovazione sociale. Greco illustra poi gli ostacoli allo sviluppo dell’innovazione sociale e sottolinea l’importanza di nuove forme di collaborazione fra tutti gli attori del sistema. In questa prospettiva egli formula la proposta di un market-place digitale dell’innovazione sociale, che potrebbe essere fatta propria dalla nascente Fondazione Italia Sociale.

Migranti

Andrea Segre partendo dalla sua esperienza di regista che si è molto occupato di migrazioni propone alcune riflessioni sul fenomeno, che ritiene dovrebbero essere di interesse per gli studiosi di questioni economiche e sociali. In particolare, Segre si chiede, da un lato, se non sarebbe stato più conveniente, da un punto di vista economico, utilizzare diversamente – magari realizzando anche un risparmio – le risorse destinate al sistema securitario costruito negli ultimi 15 anni e, dall’altro, quanto contino, nei calcoli costi-benefici, la volontà e le preferenze dei migranti.

Finalità pubbliche e concorrenza: idee sull’Università del futuro

FraGRa s’interrogano sulle finalità dell’Università pubblica prendendo le distanze dall’opinione secondo cui occorre “produrre” ricerca e buona didattica adeguandosi al funzionamento dei mercati. Al contrario, secondo gli autori, dovrebbero essere potenziate le finalità pubbliche dell’Università in particolare quella della promozione dell’uguaglianza di opportunità, sotto diversi aspetti, e quella della formazione civile degli studenti. Gli autori illustrano perché non vi è incompatibilità tra questi obiettivi e i meccanismi competitivi