Finalità pubbliche e concorrenza: idee sull’Università del futuro

Infine, FraGRa s’interrogano sulle finalità dell’Università pubblica prendendo le distanze dall’opinione secondo cui occorre “produrre” ricerca e buona didattica adeguandosi al funzionamento dei mercati. Al contrario, secondo gli autori, dovrebbero essere potenziate le finalità pubbliche dell’Università, in particolare quella della promozione dell’uguaglianza di opportunità, sotto diversi aspetti, e quella della formazione civile degli studenti. Gli autori illustrano perché non vi è incompatibilità tra questi obiettivi e i meccanismi competitivi.

La tragedia dei profughi e la filosofia

Francesca Rigotti commenta uno studio tedesco che affronta temi di rilievo filosofico relativamente alla questione dei profughi: la distinzione tra rifugiati politici e migranti economici; il soggetto dell’origine regionale, culturale e religiosa dei profughi, come pure quello riguardante il senso del «noi» della domanda: la prospettiva da assumere è solo locale, europea, internazionale? Rigotti discute, inoltre, la questione di un possibile ma non (ancora?) esistente diritto universale alla libertà di movimento e di insediamento.

Zerovirgola istituzionali

Massimiliano Tancioni si occupa della recente querelle tra Ministero dell’Economia e Ufficio Parlamentare di bilancio sulle previsioni macroeconomiche. Dopo aver ricordato che la certificazione delle previsioni macroeconomiche – e non solo dei bilanci pubblici – è un’implicazione del Fiscal Compact, Tancioni ricostruisce i passaggi del confronto sugli zerovirgola, illustra le difficoltà che avrebbero sconsigliato di richiedere una certificazione oggettiva sulle previsioni e, comunque, indica i modi migliori per farvi fronte.

Buone notizie sulla distribuzione dei redditi? Riflessioni sull’ultimo Rapporto della Banca Mondiale.

FraGRa esaminano il Rapporto della Banca Mondiale dal quale risulta che povertà e disuguaglianze sarebbero in diminuzione a livello mondiale anche se non nei singoli paesi. FraGRa si chiedono se questa possa considerarsi una buona notizia e rispondono sia precisando il significato della riduzione della povertà e della disuguaglianza globali sia sostenendo che l’aumento della disuguaglianza all’interno dei paesi è un fenomeno molto preoccupante che non può non riflettersi sulla valutazione complessiva delle tendenze in atto.

Il talento e i suoi profeti

Maurizio Franzini prendendo spunto da alcune recentissime notizie su una delle misure che il governo intenderebbe inserire nel cosiddetto “studentact”, riflette sul fenomeno della caccia ai talenti che sembra farsi sempre più intensa. Franzini, dopo avere ricordato l’origine del termine e l’influenza che sulla sua odierna accezione ha avuto l’evangelica “parabola dei talenti”, richiama alcuni episodi che testimoniano dell’intensificarsi di questa caccia e manifesta i propri dubbi sugli esiti ai quali potrà condurre.

La morte ad Haiti

Luciano Barca il 18 giugno 2009 pubblicò una breve nota di commento sulle disastrose conseguenze del terribile terremoto abbattutosi sulla piccola repubblica caraibica. Ora pubblichiamo nuovamente quella breve nota che contiene considerazioni che potrebbero in buona misura applicarsi anche ai territori del Centro Italia devastati dal terremoto del 24 agosto

La Statistica corre sulle parole

Daniela Cocchi esplora un contesto nel quale, forse sorprendentemente, sono frequenti i riferimenti alla statistica e al trattamento dell’incertezza: le opere letterarie. Tali riferimenti possono avere un peso rilevante nella narrazione o essere circoscritti e toccare temi inaspettati. Cocchi ne individua alcuni e li analizza, convinta che possanocontribuire alla diffusione della cultura statistica. Le opere esaminate includono “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” di Haddon; il “Viaggio al termine della notte” di Celine e le “Operette Morali“ di Leopardi.

L’approccio del Centro Studi della Confindustria alla simulazione degli effetti di shock politici

Massimiliano Tancioni analizza le ultime previsioni del Centro Studi della Confindustria, che presentano la novità di simulare gli effetti macroeconomici di shock politici: in particolare, Brexit e eventuale vittoria del “no” al referendum costituzionale. Oltre ad evidenziare l’opacità e il carattere piuttosto estremo di alcune ipotesi sulle esogene del modello, Tancioni rileva un elemento di distinzione rispetto all’approccio standard alla simulazione di simili eventi: l’assenza di analisi di sensibilità alle ipotesi, ossia la verifica di scenari alternativi.

Laissez faire?

Paolo Paesani, prendendo spunto da un libro di Franco Debenedetti sulla politica industriale e da un intervento recente dell’economista Deirdre Mccloskey,riflette sulle semplificazioni insite nella retorica dell’innovazione e della concorrenza e sulle conseguenti valutazioni estremamente negative del ruolo dell’intervento pubblico nell’economia. In particolare, Paesani sottolinea i limiti di una visione aprioristica e analiticamente poco articolata delle virtù del Mercato e dei vizi dello Stato.

Meno crescita e più disuguaglianza: effetti (straordinari) delle politiche neoliberiste secondo il FMI

Maurizio Franzini riflette su una recente pubblicazione del Fondo Monetario Internazionale che ha avuto grande risonanza per il suo giudizio negativo su alcune politiche neoliberisti sostenute in passato dallo stesso FMI. Franzini richiama l’attenzione sull’importanza delle tesi presentate e le collega a precedenti lavori dello stesso FMI sostenendo che, al di là dei problemi di coerenza di quest’ultimo, si viene componendo un quadro di conoscenze potenzialmente molto utile per andare oltre gli errori del passato.