L’economia del mondo di mezzo

Roma, 16 Marzo 2017, Processo per Mafia Capitale, Salvatore Buzzi: “Signor presidente, col controesame io voglio dà una mano alla lotta alla corruzione in questo paese”. La Capitale è stata appena investita da un’ondata di vicende giudiziarie, Fabrizio Patriarca esaminando il materiale processuale prodotto da queste vicende, propone un’analisi economica del mondo di mezzo, inteso non come un magma piratesco e romanzabile che si muove tra potere e cittadini, ma come il complesso di istituzioni formali e non che regolano in Italia il rapporto tra pubblico e privato.

La tassa sui robot: discutiamone

Maurizio Franzini riflette sulla cosiddetta “tassa sui robot” per far fronte al rischio di disoccupazione di cui si è discusso soprattutto dopo la favorevole presa di posizione di Bill Gates. Franzini dopo aver ricordato che la proposta è stata avanzata, e bocciata, nel Parlamento europeo, sostiene, anche richiamando studi recenti sugli effetti dei robot su occupazione e salari, che le reazioni generalmente negative verso la tassa sono basate su argomenti che non appaiono conclusivi e auspica che del problema da cui è nata la proposta si discuta al di fuori di opposti pregiudizi.

La scuola italiana e il divario tra “ricchi” e “poveri”

Maurizio Franzini e Michele Raitano esaminano un recente studio pubblicato dall’OCSE che ha ricevuto molta attenzione e che è stato interpretato come la prova che la scuola italiana riduce i divari tra i figli dei ricchi e quelli dei poveri. Franzini e Raitano spiegano l’effettivo contenuto dello studio e perché esso non possa in alcun modo giustificare l’affermazione che la scuola italiana è “inclusiva”. Al contrario, altri dati mostrano che essa non lo è affatto e rischia di esserlo sempre meno, se alcune tendenze in atto non verranno contrastate.

L’Italia ha bisogno di sentire “qualcosa di sinistra”

Marco Valente analizza alcune delle principali iniziative di politica economica attuate dal governo Renzi e sostiene che esse sono non solo estranee alla tradizione politica dei partiti di sinistra ma anche basate su una prospettiva teorica del funzionamento dell’economia obsoleta e screditata. La conclusione di Valente è che quelle iniziative non sono in grado di far fronte ai problemi per i quali sono state adottate e, al contrario, rischiano di aggravarli se non verranno sostituite da azioni politiche “di sinistra”.

Dare lavoro, non reddito. Liberiamoci da alcuni pregiudizi

Elena Granaglia interviene nel dibattito sull’opportunità di introdurre misure universalistiche di sostegno ai redditi e mette in rilievo alcuni pregiudizi presenti nella posizione, diffusa nel nostro paese – e di recente ribadita dall’ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi – secondo cui dare reddito, anziché lavoro, equivarrebbe a negare la dignità umana. Granaglia sostiene che evitare tali pregiudizi può essere utile anche per migliorare le politiche di contrasto alla povertà, che sono in via di definizione nel nostro paese.

Post-verità o post-politica? Dalla parola dell’anno all’uomo dell’anno

Antonio Nicita dedica il Contrappunto alla post-verità. Dopo aver definito il termine, Nicita sostiene che, come dimostrano le elezioni americane, la post-verità è fortemente legata alle emozioni suscitate attraverso offending speech e discorsi denigratori se non proprio d’odio (hatespeech). L’implicazione, secondo Nicita, è che il contesto regolatorio di riferimento potrebbe essere quello dell’hatespeech già tracciato nel protocollo sul Cybercrime Treaty, e non quello più rischioso della regolazione delle false notizie.

Premiare il potenziale di crescita, non solo la produttività media dei dipartimenti universitari

Giosuè Baggio ricorda che a partire da quest’anno verranno assegnati fondi aggiuntivi ai 180 migliori dipartimenti universitari italiani e afferma che l’obiettivo di promuovere ricerche di qualità è condivisibile. Tuttavia, secondo Baggio, per raggiungere tale obiettivo il modo migliore non è quello di premiare la produttività media, che può anche dare luogo a esiti paradossali; occorre, invece, sperimentare modelli alternativi, ad esempio quelli diretti a premiare i dipartimenti con il maggiore potenziale di crescita futura della produttività.

VIVENDI-MEDIASET: fine di un’era?

Medianus sostiene che l’operazione dell’anno Vivendi-Mediaset potrebbe introdurre maggiore concorrenza e mettere fine alla stagione del conflitto di interesse che ha caratterizzato la politica e i media negli ultimi 20 anni. Secondo Medianus ciò avverrà a patto che la dominanza nella tv in chiaro di Mediaset non si sposi con quella di Telecom Italia nelle telecomunicazioni, attraverso il ruolo di Vivendi nelle due società. Medianus richiama la necessità di chiare regole pro-concorrenziali e invita ad attendere i risultati dei lavori delle Autorità.

Prove di società giusta: San Leucio, 228 anni fa

Maurizio Franzini ed Eleonora Romano, dopo essersi imbattuti nel Codice Leuciano, l’insieme di leggi voluto nel 1789 da Ferdinando IV di Borbone per la colonia reale di San Leucio, ne riassumono i contenuti in tema di società giusta, merito, disuguaglianze e riflettono sulla loro sorprendente modernità. In particolare, Franzini e Romano richiamano l’attenzione sulla concezione del merito e il suo rapporto con le condizioni di partenza, sulle preoccupazioni per le conseguenze di un’eccessiva disuguaglianza e sui compiti dello Stato in una società giusta.

La classifica dei licei in Italia: i rischi dei ranking mal fatti

Michele Raitano discute dell’utilità e dei rischi dei ranking, sempre più diffusi, prendendo come esempio la classifica dei licei italiani recentemente prodotta dalla Fondazione Agnelli. Secondo i proponenti, la posizione delle scuole nella classifica rifletterebbe la loro capacità di formare buoni studenti universitari. Raitano mostra l’inadeguatezza dei criteri adottati a rappresentare quella capacità e mette in guardia contro le conseguenze negative per l’efficienza e l’equità di ranking basati su criteri di valutazione non appropriati.