Nella sezione dedicata ai Focus pubblichiamo interventi diretti a presentare in modo rigoroso ma non specialistico ciò che occorre conoscere per formarsi un’opinione informata su temi largamente dibattuti ma raramente conosciuti nei loro aspetti più importanti.

1977-2017: quarant’anni dall’istituzione del contributo di costruzione. Una proposta di rivisitazione che rafforza lo spirito della legge

Massimo Betti e Franca Moroni ricordano che l’edilizia privata contribuisce alla finanza pubblica non soltanto con IMU e TASI ma anche con il contributo di costruzione che è riscosso dai Comuni all’atto dell’edificazione ed è destinato alla realizzazione e manutenzione della città pubblica. Gli autori chiariscono che esso in parte è un’imposta sul profitto e sostengono che l’attuale modalità di calcolo contrasta con i principi di progressività e proporzionalità. Per superare questi limiti formulano una diversa proposta e l’applicano ai comuni dell’Emilia-Romagna.

“Serve il finanziamento pubblico dei partiti?”. Il quarto dialogo di “Etica e Economia”

Eugenio Levi e Rama Dasi Mariani presentano i risultati del doppio sondaggio tenutosi in occasione del quarto “Dialogo di Etica ed Economia” cui hanno dato vita Roberta Lombardi e Alfio Mastropaolo. Il Dialogo si è svolto a L’Aquila in occasione del Festival della Partecipazione e la domanda centrale era “Serve il finanziamento pubblico ai partiti?”. Levi e Mariani mostrano come le opinioni del pubblico siano cambiate in seguito al Dialogo e, in particolare, che molto spesso si sono ridotte le percentuali di incerti.

Le imprese superstar e il declino del reddito da lavoro

Stefano Filauro sintetizza i risultati di un recente lavoro di autorevoli economisti che identifica nella crescente concentrazione di mercato una causa fondamentale della caduta della quota di reddito che va al lavoro. Dopo aver ricordato come si manifestino le tendenze dalla concentrazione di mercato, da un lato, e alla caduta della quota del lavoro, dall’altro, Filauro riassume i principali risultati di quel lavoro e sottolinea la rilevanza che l’affermarsi, in molti mercati, di poche imprese superstar ha per la distribuzione del reddito.

La dirigenza Pubblica tra internazionalizzazione ed esterofilia; la vicenda della nomina dei nuovi direttori dei musei italiani

Luigi Salvia esamina le sentenze con cui il TAR del Lazio ha annullato le nomine dei dirigenti di alcuni importanti musei italiani, in attesa di una pronuncia definitiva del Consiglio di Stato sull’appello proposto dal MIBACT. Salvia evidenzia le criticità della procedura di nomina sotto i profili della trasparenza, dell’imparzialità e dell’accesso al concorso per gli stranieri e sottolinea come l’approccio adottato dall’Amministrazione sembri scontare alcune contraddizioni nella fase esecutiva della scelta dei candidati.

La riforma della cittadinanza in Italia: gli effetti dell’introduzione dello Ius soli temperato e dello Ius culturae sulle seconde generazioni dell’immigrazione

Alberta De Fusco illustrala proposta di riforma della legge sulla cittadinanza italiana, con i nuovi principi dello ius soli temperato e dello ius culturae, al vaglio del Senato e delinea gli effetti della nuova normativa sui beneficiari immediati e futuri, i figli degli immigrati. De Fusco richiama anche i punti salienti della recente indagine dell’ISTAT su “L’integrazione sociale e scolastica delle seconde generazioni” ed in particolare i problemi emersi rispetto non soltanto all’acquisizione della cittadinanza, ma anche alla titolarità del permesso di soggiorno.

Quando l’immigrazione fa vincere tutti: il caso di Israele all’inizio degli anni ’90 secondo Assaf Razin

Marilena Giannetti riprendendo uno studio di Assaf Razin presentato al convegno “Migration and Welfare” tenutosi di recente a Roma spiega perché un particolare evento come quello del grande flusso d’immigrazione che si è verificato dai paesi dell’ex URSS verso Israele negli anni ’90 ha avuto effetti positivi dal punto di vista socio-economico sia per la popolazione già residente sia per i nuovi arrivati. Una delle ragioni è da individuare nella politica, da sempre adottata da Israele, del “libero ritorno”.

Studiare in carcere: una scelta illuminista. L’esperienza dei Poli Universitari Penitenziari

Andrea Borghini illustra l’iniziativa dei Poli Universitari Penitenziari che ha lo scopo di consentire ai carcerati con diploma di svolgere attività di studio universitario. Borghini sostiene che si tratta di una realtà in crescita ma che sono ancora molte le difficoltà, legate all’introduzione in carcere di metodologie didattiche innovative o alla scarsa e cattiva informazione sull’esperienza. Egli sottolinea anche che il progetto rispecchia una scelta illuminista, finalizzata a garantire il diritto costituzionale allo studio e a far sì che i detenuti possano, una volta scontata la pena, avere qualche chance in più di reinserimento in società.

L’Europa e le sue disuguaglianze. Contano più quelle tra paesi o all’interno dei paesi?

Stefano Filauro esamina quanto la disuguaglianza di reddito tra i cittadini europei dipenda da disuguaglianze all’interno degli stati piuttosto che tra gli stati che compongono l’UE e l’Eurozona. L’evidenza mostra sia la maggiore incidenza della disuguaglianza all’interno degli stati sia la tendenza della disuguaglianza tra stati a non diminuire ed anzi a crescere nell’Eurozona. Filauro sostiene che queste evidenze possono aiutare a comprendere sia la bassa fiducia nelle istituzioni europee sia i crescenti flussi migratori all’interno dell’area.

Il Governo allarga i criteri del SIA in previsione del reddito di inclusione

Elena Monticelli illustra come il Governo, attraverso il D.M. 16 marzo 2017, ha modificato i criteri di accesso al Sostegno all’Inclusione Attiva (re-introdotto con D.M. 26 maggio 2016), con l’obiettivo di ampliare la platea dei beneficiari. Monticelli sostiene che questa decisione sembra un ulteriore passo verso l’emanazione dei decreti legislativi della recente l. n. 33/2017, riguardante l’introduzione del c.d. REI “Reddito di Inclusione”, che sostituirà il SIA nei prossimi mesi e che secondo diverse associazioni dovrebbe essere ampliato nei criteri e nelle risorse.

Il referendum sindacale, tra democrazia e rappresentanza

Francesca Fontanarosa esamina l’evoluzione del referendum nei luoghi di lavoro, a partire dalla disciplina di cui all’art. 21 St. lav., evidenziandone le principali criticità nel complesso rapporto con l’istituto della rappresentanza sindacale. Dopo aver ripercorso brevemente il ruolo che l’istituto del referendum sembra assumere nelle disposizioni degli ultimi accordi interconfederali, Fontanarosa avanza alcune considerazioni sulla recente consultazione dei lavoratori di Alitalia, che ha bocciato l’ipotesi di accordo stipulato dalle organizzazioni sindacali e dall’azienda.