Nella sezione dedicata ai Focus pubblichiamo interventi diretti a presentare in modo rigoroso ma non specialistico ciò che occorre conoscere per formarsi un’opinione informata su temi largamente dibattuti ma raramente conosciuti nei loro aspetti più importanti.

Reddito e consumo: cosa ci dice la teoria economica?

Massimo Aprea prende spunto dal dibattito sulla riforma del sistema fiscale italiano per discutere i diversi approcci teorici al complesso rapporto tra reddito e consumo, che da lungo tempo è al centro dell’analisi economica e si presta a molteplici interpretazioni. Un risultato che emerge chiaramente è che le scelte di politica economica, inclusa quella di spostare la tassazione dai redditi ai consumi, creano vincitori e vinti e che decisivo, al riguardo, è il modo in cui nello specifico contesto sociale si declina la relazione tra reddito e consumo.

Il processo d’integrazione degli immigrati in Europa. A che punto siamo?

Rama Dasi Mariani presenta i risultati dell’ultima edizione del Migration Observatory Report, un rapporto annuale sull’integrazione degli immigrati in Europa. Dopo aver brevemente descritto il concetto di integrazione socioeconomica, Mariani si sofferma su alcuni dati tratti dal rapporto che fotografano la condizione relativa degli immigrati al 2019. Nelle conclusioni, utilizzando le informazioni disponibili, prova a tracciare alcune ipotesi sugli effetti della pandemia in atto, derivandone previsioni allarmanti.

Diseguaglianze spaziali e salute mentale, l’effetto moltiplicatore della pandemia

Franco Bonomi Bezzo e Laura Silva esaminano il ruolo che il quartiere di residenza ha avuto nel determinare gli effetti della pandemia sul benessere soggettivo. Basandosi sui risultati di un’indagine svolta in Inghilterra, e distinguendo tra salute mentale e soddisfazione per la vita, gli autori mostrano come le misure di confinamento siano state sofferte maggiormente da coloro che abitano in quartieri più deprivati e come ciò abbia ulteriormente ampliato le diseguaglianze spaziali già esistenti.

Volere bene al patrimonio culturale

Annalisa Cicerchia ricorda che il 2018 è stato l’Anno europeo del Patrimonio culturale, con oltre 23 mila eventi in 37 paesi, e si interroga sui suoi effetti in Italia. A questo scopo richiama un sondaggio precedente al 2018 sul rapporto dei cittadini europei con il patrimonio culturale dal quale risultava che l’interesse e l’apprezzamento del campione italiano erano inferiori alla media europea. Uno studio italiano del 2020 si è chiesto se con l’Anno europeo fosse cambiato l’atteggiamento degli italiani verso i beni culturali e naturali: una volta tanto, è emersa una bella sorpresa.

L’Europa di fronte alle sfide dell’Economia Politica

Paolo Paesani riflette sulle ragioni che hanno determinato le difficoltà dell’Unione Europea negli ultimi anni prendendo spunto dalle tesi sostenute in un recente libro di Sergio Cesaratto. Paesani sostiene che il riconoscimento dei limiti dell’Europa di Maastricht e degli errori commessi nella gestione della crisi dei debiti sovrani dell’eurozona costituisce una premessa fondamentale per progettare un futuro diverso e migliore per la società europea e per la sua economia.

IA e Alzheimer: metodi quantitativi per diagnosi migliori

Eleonora Maglia analizza il ruolo ed i vantaggi dell’Intelligenza Artificiale nel chiarire i meccanismi alla base dello sviluppo iniziale del Morbo di Alzheimer e nel migliorare le diagnosi strumentali in caso di demenze degenerative. Considerando l’incidenza crescente di malattie come l’Alzheimer e i relativi costi sanitari e socio-assistenziali, Maglia argomenta che la tecnologia può migliorare la qualità della vita dei pazienti e che gli algoritmi di IA possono favorire il monitoraggio delle forme neurologiche croniche e progressive e alleggerirne gli impatti sociali.

Rapsodia in rosso (Il Pci per sentito dire)

Fabio Calè rilegge, nell’imminenza del centenario del Pci, il recente numero speciale del Menabò dedicato a Luciano Barca nel centenario della sua nascita. Prendendo spunto da una frase contenuta in Buscando il mare, e raccogliendo gli stimoli offerti da diversi articoli contenuti in quel numero, Calè ricompone i suoi ricordi, anche personali, sui comunisti italiani e sulla cultura politica che seppero esprimere, avanzando la speranza che il suo significato più originale di quella cultura possa essere ancora trasmesso.

Il salario minimo nella proposta di Direttiva europea: un’opportunità e una sfida all’epoca del COVID

Alessandra Cataldi, Mattia De Crescenzo e Germana Di Domenico illustrano gli aspetti principali della proposta di Direttiva per la definizione di un quadro comune europeo sul salario minimo sottolineando che la proposta non contiene misure che hanno un’incidenza diretta sul livello delle retribuzioni, ma mira a stimolare la contrattazione collettiva sulla determinazione dei salari, soprattutto laddove essa non raggiunga almeno il 70% dei lavoratori, favorendo, in tal modo, condizioni lavorative e di vita dignitose.

Il salario minimo nella lotta alla povertà e alla disuguaglianza: una microsimulazione per l’Italia

Andrea Di Filippo presenta i risultati di una microsimulazione, condotta col modello EUROMOD, degli effetti che potrebbe avere sulla povertà e la disuguaglianza l’introduzione di un salario minimo legale in Italia. Secondo tali risultati gli indicatori di povertà e disuguaglianza nei redditi registrerebbero un miglioramento per effetto del salario minimo legale, ma si tratterebbe di un miglioramento contenuto e ciò segnala che povertà e diseguaglianza sono molto influenzate da fattori diversi dalla remunerazione oraria.

Capire e contrastare la povertà in Italia: la fertilità di un approccio strutturale

Elena Granaglia porta l’attenzione su un importante contributo fornito dal recente libro di Chiara Saraceno, David Benassi e Enrica Morlicchio, Poverty in Italy. Features and Drivers in a European Perspective (Policy Press, 2020) ossia sulla necessità di adottare un approccio strutturale al contrasto della povertà. Questa prospettiva richiede di occuparsi dei processi sociali che generano la povertà, prestando attenzione al ruolo del mercato, della ripartizione delle responsabilità fra la collettività e la famiglia, delle divisioni di genere del lavoro e delle norme sociali.