Nella sezione dedicata ai Focus pubblichiamo interventi diretti a presentare in modo rigoroso ma non specialistico ciò che occorre conoscere per formarsi un’opinione informata su temi largamente dibattuti ma raramente conosciuti nei loro aspetti più importanti.

La disuguaglianza retributiva nelle piccole imprese

Cristina Freguja, Alessandra Masi e Nicoletta Pannuzi analizzano la disuguaglianza retributiva nelle piccole imprese, ottenendo numerosi risultati: al crescere della retribuzione aumenta il peso della disuguaglianza all’interno delle imprese rispetto a quella tra imprese; la disuguaglianza è minima tra gli apprendisti e massima tra i dirigenti; l’effetto delle caratteristiche della posizione lavorativa, del lavoratore, dell’impresa e del territorio varia con la qualifica professionale. Nel complesso emergono consistenti indizi che i fattori rilevanti non sono gli stessi nella parte alta e in quella bassa della distribuzione.

Visioni e misure della disuguaglianza. La lunga storia dell’1% da Marx a Piketty

Giacomo Gabbuti riflette sul nesso tra visione e misura della disuguaglianza, prendendo spunto da un articolo recente di Daniel Zamora, pubblicato sulla edizione italiana della rivista Jacobin. Adottando una prospettiva storica, Gabbuti sostiene che è importante coniugare l’attenzione per gli aspetti quantitativi della disuguaglianza con una visione critica del nesso tra questo fenomeno e il capitalismo, evitando di concepire la disuguaglianza come un semplice fenomeno di carattere monetario.

Come se la passano i nostri Dottori di Ricerca?

Michela Boldrini e Ludovica Galotto illustrano i dati recentemente resi noti dall’Istat sull’inserimento professionale dei Dottori di Ricerca che riguardano le caratteristiche dei dottori di ricerca che si formano negli atenei italiani, il loro grado di soddisfazione per il percorso intrapreso e le loro prospettive occupazionali a 4 e 6 anni dal conseguimento del titolo. Boldrini e Galotto si soffermano anche sulle differenze di genere, sulla distribuzione geografica e sulla rilevanza della materia di studi e forniscono elementi per una comparazione internazionale.

L’inclusione sociale dei disabili. Basi statistiche per politiche efficaci

Annalisa Cicerchia, Emanuela Bologna, Simona Staffieri e Alessandro Solipaca illustrano le informazioni statistiche raccolte dall’Istat sul mondo ampio e complesso dei disabili. Tali informazioni riguardano non soltanto il numero e la composizione, dei disabili, ma anche altri aspetti come il benessere quotidiano, la formazione, l’occupazione, le relazioni sociali, l’uso del tempo libero, la conoscenza dei quali è indispensabile anche per disegnare politiche dirette all’inclusione sociale e al miglioramento del benessere delle persone con limitazioni.

Dalla democrazia a bassa intensità a quella ad alta intensità: quale ruolo per il sorteggio? (seconda parte)

Ugo Pietro Paolo Petroni, nella seconda parte del suo articolo sul ruolo del sorteggio nella democrazia, illustra alcune recenti esperienze e proposte che vanno dall’utilizzo del sorteggio per accrescere la presenza della società civile nelle Assemblee legislative a varie modalità di applicazione del sorteggio nei partiti e movimenti politici di nuova formazione. Tra queste ultime, Petroni si sofferma in particolare sull’innovativa esperienza di Morena in Messico di integrazione tra elezioni e sorteggio per selezionare candidati e dirigenti politici.

Futuro del lavoro e disuguaglianze secondo la Banca Mondiale

Iacopo Gronchi e Dario Guarascio analizzano il World Development Report 2019 della Banca Mondiale, che si occupa della relazione tra cambiamento tecnologico e diseguaglianze e individua nella “manutenzione” e nell’accrescimento del capitale umano la policy più idonea per limitare i rischi che le trasformazioni in corso pongono a lavoratori e imprese. Gronchi e Guarascio richiamano l’attenzione su alcuni aspetti critici dell’analisi della Banca Mondiale e sulle loro implicazioni per l’efficacia delle policies suggerite.

Il successo politico dei sovranisti: una conseguenza delle disuguaglianze?

Frateblu dà conto di una pubblicazione di Counterpoint e Open Society European Policy Institute su “Le conseguenze politiche delle disuguaglianze”, soffermandosi In particolare sui contributi di Wolff e Sandbu che ricollegano l’ascesa delle forze politiche sovraniste in Europa e negli USA alle aspettative di benessere frustrate del ceto medio in declino e alle nuove disuguaglianze nel mondo del lavoro. Frateblu esamina criticamente i loro argomenti sottolineando la limitata evidenza empirica che i due autori portano a sostegno della propria tesi.

Povertà in attesa: risposte adeguate a una realtà in cambiamento

Nunzia De Capite richiama i principali contenuti del Rapporto Caritas 2018 e mostra, in particolare, l’utilità di integrare le informazioni sulla povertà fornite dall’ISTAT e l’analisi delle caratteristiche delle politiche contro la povertà, con la conoscenza diretta del fenomeno che deriva dal rapporto con i poveri nei diversi territori. Al riguardo, si dimostra molto utile l’analisi delle condizioni di vita delle persone che si recano nei centri d’ascolto Caritas. De Capite presenta anche una valutazione del Rei nella fase di prima attuazione.

Distopie monetarie: se l’Italia esce dall’Euro

Paolo Paesani, riferendosi al recente volume di Sergio Rizzo “02.02.2020. La notte che uscimmo dall’euro”, sostiene che esso si colloca nel filone delle distopie monetarie, cioè di previsione di scenari futuri profondamente indesiderabili causati da eventi collegati alla moneta. Paesani fornisce altri esempi di distopie monetarie, ricorda che esse possono avere impreviste evoluzioni positive e presenta alcune sue riflessioni sul rischio di un futuro inquietante per il nostro paese in mancanza di profonde riforme delle istituzioni europee.

Dalla democrazia a bassa intensità a quella ad alta intensità: quale ruolo per il sorteggio?

Ugo Pietro Paolo Petroni alla luce della crisi della partecipazione democratica e del governo rappresentativo si chiede, nella prima delle due parti del suo contributo, se il sorteggio possa rappresentare una via di uscita. Petroni ricorda che il sorteggio, già utilizzato nella democrazia ateniese, ha avuto un posto di rilievo in alcune esperienze democratiche antecedenti le rivoluzioni americane e francesi e dà conto della sua recente riscoperta in alcuni paesi a sostegno di significative iniziative di democrazia partecipativa che, però, hanno ricevuto scarsa attenzione.