Nella sezione dedicata ai Focus pubblichiamo interventi diretti a presentare in modo rigoroso ma non specialistico ciò che occorre conoscere per formarsi un’opinione informata su temi largamente dibattuti ma raramente conosciuti nei loro aspetti più importanti.

L’Europa di fronte alle sfide dell’Economia Politica

Paolo Paesani riflette sulle ragioni che hanno determinato le difficoltà dell’Unione Europea negli ultimi anni prendendo spunto dalle tesi sostenute in un recente libro di Sergio Cesaratto. Paesani sostiene che il riconoscimento dei limiti dell’Europa di Maastricht e degli errori commessi nella gestione della crisi dei debiti sovrani dell’eurozona costituisce una premessa fondamentale per progettare un futuro diverso e migliore per la società europea e per la sua economia.

IA e Alzheimer: metodi quantitativi per diagnosi migliori

Eleonora Maglia analizza il ruolo ed i vantaggi dell’Intelligenza Artificiale nel chiarire i meccanismi alla base dello sviluppo iniziale del Morbo di Alzheimer e nel migliorare le diagnosi strumentali in caso di demenze degenerative. Considerando l’incidenza crescente di malattie come l’Alzheimer e i relativi costi sanitari e socio-assistenziali, Maglia argomenta che la tecnologia può migliorare la qualità della vita dei pazienti e che gli algoritmi di IA possono favorire il monitoraggio delle forme neurologiche croniche e progressive e alleggerirne gli impatti sociali.

Rapsodia in rosso (Il Pci per sentito dire)

Fabio Calè rilegge, nell’imminenza del centenario del Pci, il recente numero speciale del Menabò dedicato a Luciano Barca nel centenario della sua nascita. Prendendo spunto da una frase contenuta in Buscando il mare, e raccogliendo gli stimoli offerti da diversi articoli contenuti in quel numero, Calè ricompone i suoi ricordi, anche personali, sui comunisti italiani e sulla cultura politica che seppero esprimere, avanzando la speranza che il suo significato più originale di quella cultura possa essere ancora trasmesso.

Il salario minimo nella proposta di Direttiva europea: un’opportunità e una sfida all’epoca del COVID

Alessandra Cataldi, Mattia De Crescenzo e Germana Di Domenico illustrano gli aspetti principali della proposta di Direttiva per la definizione di un quadro comune europeo sul salario minimo sottolineando che la proposta non contiene misure che hanno un’incidenza diretta sul livello delle retribuzioni, ma mira a stimolare la contrattazione collettiva sulla determinazione dei salari, soprattutto laddove essa non raggiunga almeno il 70% dei lavoratori, favorendo, in tal modo, condizioni lavorative e di vita dignitose.

Il salario minimo nella lotta alla povertà e alla disuguaglianza: una microsimulazione per l’Italia

Andrea Di Filippo presenta i risultati di una microsimulazione, condotta col modello EUROMOD, degli effetti che potrebbe avere sulla povertà e la disuguaglianza l’introduzione di un salario minimo legale in Italia. Secondo tali risultati gli indicatori di povertà e disuguaglianza nei redditi registrerebbero un miglioramento per effetto del salario minimo legale, ma si tratterebbe di un miglioramento contenuto e ciò segnala che povertà e diseguaglianza sono molto influenzate da fattori diversi dalla remunerazione oraria.

Capire e contrastare la povertà in Italia: la fertilità di un approccio strutturale

Elena Granaglia porta l’attenzione su un importante contributo fornito dal recente libro di Chiara Saraceno, David Benassi e Enrica Morlicchio, Poverty in Italy. Features and Drivers in a European Perspective (Policy Press, 2020) ossia sulla necessità di adottare un approccio strutturale al contrasto della povertà. Questa prospettiva richiede di occuparsi dei processi sociali che generano la povertà, prestando attenzione al ruolo del mercato, della ripartizione delle responsabilità fra la collettività e la famiglia, delle divisioni di genere del lavoro e delle norme sociali.

Che cosa hanno in comune Rousseau e l’analisi del progresso tecnico da parte di un sindacato confederale?

Claudio Treves sostiene che i Diari di Bruno Trentin relativi agli anni 1995-2006 (recentemente pubblicati) siano una straordinaria occasione per riflettere sul difficile rapporto tra libertà ed eguaglianza nel pensiero del movimento operaio, soprattutto ora che si discute del futuro del Paese. Da un’idea di autonomia progettuale fondata sul riconoscimento della libertà cosciente delle persone i soggetti collettivi potrebbero elaborare una strategia dei diritti come valorizzazione, qui ed ora, delle potenzialità della persona che lavora.

Una nuova rete di studiosi in Italia: nasce l’Italian Post-Keynesian Network (IPKN)

Salvatore Perri e Riccardo Zolea danno conto della nascita dell’Italian Post-Keynesian Network (IPKN), una rete di studiosi Post-Keynesiani collegata alla più ampia comunità della Post Keynesian Economic Society (PKES). La rete si propone di aprire uno spazio di confronto aperto a quanti, studiosi e studenti, non si riconoscono nell’economia mainstream e di contribuire anche attraverso il rinnovamento delle teorie “eterodosse” e la competizione delle idee a migliorare la qualità della ricerca scientifica e ad ampliare il panorama dei “mondi possibili”.

La Sharing Economy può (r-)innovare il volontariato italiano?

Gianluca La Malfa esamina l’impatto che la pandemia sta avendo sul mondo del volontariato italiano e sottolinea che i problemi di sostenibilità e di sopravvivenza riguardano anche questo attore socio-economico ampiamente conosciuto ma non sempre adeguatamente considerato. Basandosi su un suo recente lavoro di ricerca, La Malfa si chiede, in particolare, se i meccanismi delle piattaforme basate sui sistemi di sharing economy possono contribuire a rilanciare e innovare l’attività del volontariato.