Nella sezione dedicata ai Focus pubblichiamo interventi diretti a presentare in modo rigoroso ma non specialistico ciò che occorre conoscere per formarsi un’opinione informata su temi largamente dibattuti ma raramente conosciuti nei loro aspetti più importanti.

Il part-time, una scelta dell’offerta o della domanda di lavoro?

Tiziana Canal e Valentina Gualtieri fanno il punto su alcuni aspetti che caratterizzano le donne occupate nel mercato del lavoro italiano rispetto agli uomini. In particolare, le autrici approfondiscono lo studio della diffusione del part-time, proposto in passato, principalmente, come uno strumento per favorire la conciliazione fra tempi di lavoro e di cura da parte delle donne e utilizzato, soprattutto negli ultimi anni, come strumento per accrescere la flessibilità da parte della domanda di lavoro.

Povertà, Reddito, Lavoro nel Post-Fordismo digitalizzato

Massimo De Minicis si occupa dell’insufficienza del reddito da lavoro, considerandola una conseguenza della trasformazione del lavoro. Secondo De Minicis con l’affermarsi di una cultura produttiva “Lean”, rafforzata dal progresso Tecnologico Digitale, il lavoro è divenuto più casuale ed ha perso la sua relazione con il concetto di salario; la conseguenza è che la richiesta di reddito tende a sostituirsi a quella di salario. De Minicis sostiene che è necessario e possibile ricostruire il rapporto tra capitale, lavoro e salario e formula una proposta al riguardo.

Il progresso sociale oggi e domani: Valutazioni e prospettive dal gruppo di studio internazionale sul Progresso Sociale (IPSP) Seconda parte

Gianluca Grimalda proseguendo la presentazione del Rapporto del Panel Internazionale sul Progresso Sociale (IPSP) illustra le principali proposte contenute nel Rapporto. La principale, ma non l’unica, è realizzare una via egualitaria allo sviluppo e al progresso sociale ispirata al modello social-democratico di stato sociale – considerato in grado di coniugare efficienza e equità – i cui capisaldi sono: limitata dispersione salariale, programmi di welfare universali e redistribuzione delle dotazioni, che include anche un reddito minimo garantito.

Il cobalto, le nuove schiavitù e il modello Uber

Cristina Duranti ci ricorda che la città di Kolwezi, nella Repubblica Democratica del Congo, è la capitale mondiale del cobalto – minerale essenziale per le batterie di smartphone e auto elettriche – e sostiene che Kolwezi è l’esempio più eclatante di come la “maledizione delle risorse” coniugata con i meccanismi peggiori della globalizzazione possa devastare i diritti umani delle popolazioni locali. Le multinazionali dell’elettronica e dell’automotive dichiarano che la filiera da cui si approvvigionano per le batterie è pulita, ma Duranti mostra che la realtà è assai diversa.

Il salario minimo in Europa: differenze, potenzialità e problemi

Massimo Aprea e Corrado Pensabene commentano il recente rapporto del WSI Institute of Economic and Social Research sul salario minimo in Europa. Dopo aver presentato alcuni dati relativi ai diversi Paesi dell’Unione, Aprea e Pensabene si interrogano sull’efficacia del salario minimo nel contrastare disuguaglianze e povertà nel mercato del lavoro, richiamano l’attenzione sull’importanza delle sue interazioni con la contrattazione collettiva e concludono con una valutazione della prospettiva di introdurlo a livello comunitario.

Disuguaglianze metropolitane: Roma, Milano e Napoli a confronto

Keti Lelo, Salvatore Monni e Federico Tomassi, confrontano le tre più popolose città metropolitane italiane: Roma, Milano e Napoli, analizzando le suddivisioni sub-comunali dei capoluoghi e gli altri comuni dell’hinterland. Da tale confronto emerge, seppure con diverse intensità, la presenza di disuguaglianze in termini di istruzione, occupazione e reddito in tutte e tre le aree metropolitane. Gli autori sostengono che tali evidenze sollecitano la necessità di politiche specifiche e territorialmente diversificate nelle aree metropolitane.

Il progresso sociale oggi e domani: Valutazioni e prospettive dal gruppo di studio internazionale sul Progresso Sociale (IPSP)

Gianluca Grimalda e Gianpaolo Rossini illustrano alcuni contenuti del Rapporto del Panel Internazionale sul Progresso Sociale (IPSP), un progetto interdisciplinare di valutazione del progresso sociale nel mondo che coinvolge 300 studiosi. Dei tre volumi del Rapporto, Grimalda e Rossini prendono in esame il primo, dedicato agli aspetti economici, soffermandosi sulle concezioni di progresso sociale e sul disallineamento tra benessere soggettivo ed oggettivo nei Paesi ricchi. Inoltre, commentano l’andamento delle disuguaglianze economiche a livello nazionale e globale.

La redistribuzione del reddito nei Paesi OCSE: misure e tendenze

Teresa Barbieri analizza un recente studio dell’OCSE nel quale viene proposta un’accurata valutazione della portata dell’intervento pubblico in ambito redistributivo. Barbieri sintetizza i principali risultati che emergono dallo studio e in particolare le tendenza generalizzata verso un declinante ruolo redistributivo delle imposte e dei trasferimenti. Nelle conclusioni Barbieri invita a riflettere anche sull’importanza di misure volte non soltanto alla redistribuzione del reddito, ma anche alla cosiddetta “pre-distribuzione”.

Le disuguaglianze di istruzione, occupazione, reddito e sviluppo umano nei quartieri di Roma

Keti Lelo, Salvatore Monni e Federico Tomassi presentano i dati di #mapparoma, un progetto sulla distribuzione spaziale delle disuguaglianze socio-economiche nel territorio comunale di Roma e sulle sue cause. Basandosi su dati di fonti differenti – aggregati a livello di quartiere e disponibili per le 155 zone urbanistiche in cui è diviso il territorio comunale – gli autori analizzano la distribuzione spaziale degli indicatori di istruzione, occupazione e sviluppo umano e documentano l’esistenza di una significativa polarizzazione.

Il benessere dei minori stranieri, una questione di identità

Unicef ha realizzato un sondaggio e alcuni focus group sul benessere soggettivo dei minori stranieri non accompagnati. I risultati raggiunti dimostrano che il benessere dei minori stranieri ha diverse dimensioni. Una delle più importanti riguarda il riconoscimento dell’identità, legato allo status legale e all’ottenimento dei documenti, che è il primo passo per una doppia transizione: dal contesto d’origine a quello d’accoglienza e dall’infanzia all’adolescenza. Dall’analisi Unicef ha tratto raccomandazioni volte a migliorare il benessere dei minori stranieri non accompagnati.