Nella sezione dedicata ai Focus pubblichiamo interventi diretti a presentare in modo rigoroso ma non specialistico ciò che occorre conoscere per formarsi un’opinione informata su temi largamente dibattuti ma raramente conosciuti nei loro aspetti più importanti.

La povertà lavorativa in Italia: nuove prospettive di analisi dei lavoratori vulnerabili

Emanuela Struffolino si occupa di in-work poverty, ovvero di povertá lavorativa, che interessa circa il 12% dei lavoratori italiani, commentando i primi risultati di ricerca presentati dal team italiano del progetto Horizon 2020 – Working Yet Poor in occasione della conferenza “La povertà lavorativa in Italia”. Struffolino ricorda che il progetto analizza il fenomeno in diversi paesi europei e si sofferma sull’importanza di individuare le diverse tipologie di lavoratori particolarmente vulnerabili.

I brevetti sui vaccini, oltre l’emergenza

Riccardo Rinaldi ricorda che la richiesta di India e Sudafrica di sospendere i brevetti sui vaccini Covid-19 ha riaperto il dibattito fra chi vede i brevetti come il miglior sistema per garantire la ricerca scientifica privata e chi, invece, li considera un ostacolo alla produzione necessaria di cure. Rinaldi illustra le diverse argomentazioni, sostiene che la liberalizzazione dei vaccini è necessaria per affrontare l’emergenza e ritiene necessaria una riflessione sul ruolo del pubblico in questo ambito anche in una prospettiva di più lungo periodo.

Mattone su mattone: l’abitare al tempo del coronavirus

Luigi Di Vetta analizza il recente rapporto dell’OCSE “Brick by Brick: building better housing policies”, dedicato alle indicazioni di policy relative ad accessibilità, inclusività e sostenibilità della prima casa. Dopo aver illustrato gli obiettivi del rapporto, Di Vetta si sofferma sui più recenti provvedimenti adottati dal governo italiano e conclude che la tematica dell’abitare, decisiva per il benessere sociale, è tornata ad essere un argomento centrale nel dibattito pubblico.

La MMT spiega la crisi dell’Eurozona ed il ruolo della moneta? Un commento a Bonetti e Paesani

Angelantonio Viscione interviene nel dibattito sulla Modern Monetary Theory commentando il contributo recente di Bonetti e Paesani sul Menabò. Dopo aver brevemente richiamato le principali dinamiche della crisi dei debiti sovrani europei e i meccanismi di accumulazione del capitale, Viscione si chiede se la MMT colga il vero ruolo della moneta nelle economie capitalistiche e ritiene che possa essere utile far riferimento anche ad altri approcci teorici, come quello del Circuito Monetario che fu sostenuto da Augusto Graziani.

I riders e le loro vulnerabilità: i risultati di uno studio di caso a Catania

Luigi Di Cataldo presenta i primi risultati di un caso di studio sul mercato del food delivery a Catania che ha coinvolto 5 piattaforme – Glovo, Foodys, Just Eat, Social Food, Winelivery – e i riders ad esse connessi. I risultati, che si discostano da quelli raggiunti da studi analoghi, forniscono informazioni su fenomeni quali la diffusione della multi-committenza o il numero di prestazioni per clienti raggiunti senza usufruire dell’intermediazione della piattaforma e consentono di conoscere meglio le varie dimensioni della vulnerabilità dei riders.

L’approccio trasversale alla parità di genere: suggerimenti dall’esperienza della Francia

Anna Covino-Scheidecker in relazione al rilievo che l’obiettivo della parità di genere ha nel PNRR italiano sostiene che per realizzare tale obiettivo un utile punto di riferimento è la Francia che – malgrado alcuni ritardi – occupa una posizione di leadership in questo ambito a livello europeo. A questo fine Covino-Scheidecker ricostruisce le politiche e gli strumenti legislativi introdotti in Francia negli ultimi 40 anni, sottolineando l’ampiezza degli ambiti interessati nonché il rilievo attribuito al monitoraggio dei risultati.

La MMT dalla teoria alla prova dell’Eurozona

Alessandro Bonetti e Paolo Paesani si confrontano con la Modern Monetary Theory, una dottrina economica eterodossa che di recente è stata al centro di accesi dibattiti. Dopo avere ricordato quali siano i suoi pilastri teorici e i loro antecedenti, Bonetti e Paesani discutono il possibile legame tra limiti alla sovranità monetaria, da un lato, ed esposizione al rischio default per i paesi dell’Eurozona, dall’altro, che è il tema di cui più di recente si è molto discusso in relazione alle posizioni della Modern Monetary Theory.

Ostacoli e resistenze alle pratiche valutative in Italia

Efisio Espa ricorda che il PNRR prevede un’efficace azione di monitoraggio e valutazione dei vari interventi e considera tale previsione un importante passo per il nostro Paese, nel quale le prassi valutative sono ancora troppo scisse dai processi decisionali. Resistenze nella politica (scarsa convinzione e scetticismo sulle pratiche valutative) e nell’amministrazione (prevalere di percorsi adempitivi su quelli basati sulle evidenze, scarso reclutamento di professionalità tecnico-statistiche) sono alla radice del “decollo imperfetto” della valutazione delle policies.

Divari di genere nelle retribuzioni: dai “pavimenti appiccicosi” ai “soffitti di cristallo” passando per gli stereotipi

Eleonora Romano si occupa di divari retributivi di genere esaminando un recente studio dell’Ocse che indica le politiche per ridurli lungo il ciclo di vita, in diversi contesti culturali. Pur condividendo tali indicazioni, Romano invita ad analizzare i divari retributivi nel quadro delle disuguaglianze di genere che caratterizzano ogni ambito della nostra organizzazione sociale e che derivano da radicati stereotipi. La parità di genere richiede un approccio trasversale che favorisca una revisione radicale del funzionamento della società.

Le imprese cooperative e la dinamica della produttività in Italia

Giuseppe Daconto muovendo dall’osservazione che l’Italia è da tempo un paese a bassa crescita della produttività sostiene che sono necessari politiche e strumenti (uno dei quali potrebbe essere il PNRR) in grado di invertire la tendenza. In particolare, basandosi su una recente ricerca dell’OCSE, Daconto, riflette sul contributo che le imprese cooperative potrebbero dare alla crescita della produttività e sulle policies più idonee a questo scopo, tenendo conto anche delle differenziazioni regionali e del contesto socio economico.