Nella sezione dedicata ai Focus pubblichiamo interventi diretti a presentare in modo rigoroso ma non specialistico ciò che occorre conoscere per formarsi un’opinione informata su temi largamente dibattuti ma raramente conosciuti nei loro aspetti più importanti.

I meccanismi di incentivazione nell’Agenzia delle entrate

Fiscus descrive il meccanismo di incentivazione adottato per il personale civile dell’amministrazione fiscale, allo scopo di chiarirne i possibili effetti perversi. Sovente si ritiene che tale meccanismo possa indurre comportamenti opportunistici nei confronti dei contribuenti da parte del personale. Fiscus sostiene che tali preoccupazioni sono eccessive, dato che gli incentivi monetari non vengono corrisposti al personale nel caso di contestazioni sub judice e l’entità dei premi non è collegata agli importi e agli esiti degli accertamenti.

Lavori a prova di robot. Uno sguardo sul futuro

Stefano Filauro sintetizza i risultati di un interessante studio sui rischi delle diverse professioni di essere soppiantate dai robot e dai computer. Lo studio, opera di Frey e Osborne, dell’università di Oxford, classifica le mansioni in base alla facilità con cui le macchine possono sostituire gli umani nella loro esecuzione e fornisce una stima delle professioni più a rischio e della loro rilevanza in termini di addetti. Filauro sottolinea l’opinabilità delle ipotesi alla base dello studio ma invita a non sottovalutare il problema.

Il Jobs Act e il costo della nuova occupazione: una stima

Marta Fana e Michele Raitano si propongono di stimare quanto inciderà sul bilancio pubblico la decontribuzione sul costo del lavoro prevista dalla Legge di Stabilità per il 2015. A questo scopo, essi formulano diverse ipotesi su variabili rilevanti fini del calcolo, come la durata media dei nuovi contratti e la distribuzione delle retribuzioni. La conclusione alla quale giungono è che il costo lordo per il bilancio pubblico nel triennio di sgravio oscillerà, a seconda delle ipotesi, tra i 22 e i 14 miliardi.

Le caratteristiche dell’Assegno di Ricollocazione e le condizioni per una sua efficace applicazione

Massimo De Minicis si occupa dell’Assegno di Ricollocazione dei disoccupati introdotto con il decreto legislativo 150 dello scorso anno. De Minicis ne illustra le caratteristiche, in particolare per quello che riguarda, da un lato, la libertà di utilizzo dell’Assegno da parte dei beneficiari presso i Centri per l’Impiego o presso le strutture private e, dall’altro, la possibilità di soluzioni regionali diversificate e poi si sofferma sulle loro implicazioni per una nuova organizzazione e funzionalità dei Centri per l’Impiego

Cause e conseguenze delle basse prestazioni scolastiche: un recente Rapporto dell’Ocse

Michela Boldrini, Gabriele Dente e Ludovica Galotto illustrano il recente rapporto OCSE sugli studenti low performers, basato sui risultati dell’indagine PISA 2012. Il rapporto esamina i fattori sociali, economici e demografici alla base delle differenze nei rendimenti degli studenti e discute le politiche che possono consentire a tutti di raggiungere un appropriato livello di competenze. Come sottolineano Boldrini, Dente e Galotto tali politiche sembrano anche in grado di portare a risultati più equi e più efficienti.

La riforma dell’ISEE: linee guida e principali modifiche normative

Giulia Pagliani illustra sinteticamente le principali modifiche normative introdotte con la riforma dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente che sono entrate in vigore all’inizio del 2015. In particolare, Pagliani si sofferma sulle modifiche riguardanti sia la componente reddituale sia quella patrimoniale e descrive dettagliatamente le novità riguardanti il modo di tenere conto, ai fini del calcolo della situazione economica dei nuclei familiari, della presenza di soggetti disabili.

Le classi sociali e la multidimensionalità della disuguaglianza secondo Savage

Stefania Jaconis esamina il recente libro di Mike Savage che sintetizza i risultati di un’imponente ricerca sulle classi condotta in Gran Bretagna, tenendo conto di variabili oggettive ma anche della percezione di ciascuno sulla propria collocazione sociale. Jaconis richiama la metodologia dell’analisi, ricorda le sette classi sociali che essa ha portato a individuare, sottolinea l’importanza delle percezioni soggettive e traccia un parallelo tra questa analisi e quella condotta sullo stesso tema in Italia da Sylos Labini oltre 40 anni fa

La qualità della ricerca delle università italiane: un’analisi a livello territoriale

Prota e Grisorio illustrano sinteticamente un loro studio diretto a individuare le differenze territoriali nei risultati della ricerca accademica in Italia. Il principale risultato che emerge dall’analisi è quello di un’evidente disomogeneità che però, come spiegano Prota e Grisorio, non è semplicemente riconducibile al classico dualismo Nord/Sud. Inoltre, i dati segnalano che la variabilità della qualità della ricerca è maggiore tra le diverse aree scientifiche di uno stesso ateneo piuttosto che tra atenei diversi

Chi sono i lavoratori più ricchi? Un ritratto dei top 1 per cento in Europa

Teresa Barbieri e Francesco Bloise esaminano una recente pubblicazione dell’OCSE che analizza le caratteristiche socio-demografiche e occupazionali dei cosiddetti “top-earner” in Europa, cioè di coloro che si trovano nel top 1 per cento della distribuzione dei redditi da lavoro dipendente. Barbieri e Bloise sintetizzano i risultati dello studio sulle caratteristiche dello status occupazionale e sull’importanza del titolo di studio e del genere, sottolineando gli elementi comuni ai vari paesi ma anche alcune significative differenze.

A proposito di Brexit: contenuto e implicazioni dello ‘UK deal’

Davide Sardo si occupa dell’accordo raggiunto al Consiglio europeo di febbraio sulla posizione del Regno Unito nell’Unione europea. Dopo aver ricordato le richieste avanzate da Cameron, Sardo richiama i tratti salienti dell’accordo e valuta se e in che misura esso rappresenti un successo per Cameron. Inoltre, egli delinea la visione complessiva dell’Unione che traspare dalle richieste inglesi e si chiede se sia in contrasto con alcune generali tendenze di riforma dell’Unione in atto dallo scoppio della crisi.