Nella sezione dedicata ai Focus pubblichiamo interventi diretti a presentare in modo rigoroso ma non specialistico ciò che occorre conoscere per formarsi un’opinione informata su temi largamente dibattuti ma raramente conosciuti nei loro aspetti più importanti.

L’incerta marcia della Cina verso la crescita inclusiva, tra houku e dibao

Michela Boldrini e Ludovica Galotto esaminano l’Economic Survey sull’economia cinese recentemente pubblicato dall’OCSE che contiene i primi dati disponibili sulla situazione in Cina ad un anno dal XIII Piano Quinquennale. Boldrini e Galotto mettono in evidenza come la Cina debba ancora affrontare diverse sfide decisive nella lotta alle disuguaglianze e debba rivedere anche talune sue istituzioni se vuole raggiungere entro il 2010 gli ambiziosi obiettivi di crescita inclusiva ed eliminazione della povertà che si è data.

Il futuro del capitalismo secondo Wolfgang Streeck

Stefania Jaconis commenta How will Capitalism end?, l’ ultimo libro di Wolfgang Streeck. Dopo aver ricordato quanto sia fecondo l’approccio di Streeck – basato sull’integrazione di economia e sociologia – all’analisi del capitalismo, Jaconis si sofferma sul problema principale individuato da Streeck, e cioè l’affemarsi di una disuguaglianza oligarchica che pone il capitalismo in conflitto con la democrazia. Da questo conflitto Streeck non si attende nulla di buono e non esclude uno scenario in cui “tutti saranno in guerra con tutti”.

Vecchie novità nella gestione del fenomeno migratorio in Italia: il recente decreto-legge Minniti

La scheda di Marta Capesciotti descrive sinteticamente il contenuto del recente decreto-legge n. 17/2017 in materia di immigrazione (c.d. “Decreto Minniti”). Capesciotti esamina la portata innovativa del Decreto rispetto alle recenti linee di tendenza in materia di governo dell’immigrazione e sostiene che il decreto sembra riconfermare la gestione prettamente emergenziale del fenomeno migratorio senza fornire un ripensamento complessivo dell’attuale sistema legislativo in materia.

Le disuguaglianze salariali: buone notizie dagli Stati Uniti?

Valerio Ciampa e Daniele Robiony esaminano un recente Rapporto dell’Economic Policy Institute dal quale risulta che negli Stati Uniti, per la prima volta da quasi mezzo secolo, i salari delle fasce povere sono cresciuti più di quelle ricche. Ciampa e Robiony illustrano come queste tendenze si sono manifestate tra gruppi diversi (per etnia, per genere), presentano le possibili spiegazioni e si chiedono se siano destinate a durare nel tempo o invece costituiscano un isolato episodio.

Lavoro, sviluppo e ri-produzione

Roberto Romano esamina il problema dell’orario di lavoro in relazione alle trasformazioni strutturali del capitalismo. Romano documenta la storica tendenza dell’orario di lavoro a ridursi e sostiene che nei paesi in cui tale tendenza è stata più marcata la crescita del PIL e della produttività è stata maggiore. Romano, inoltre, sottolinea l’importanza del tempo libero per permettere ai consumatori di apprendere come utilizzare beni e servizi a maggior contenuto tecnologico e, dunque, per sostenere la domanda e il processo di sviluppo.

People At the Centre: il futuro di una sanità al servizio della persona

Giulia Morando e Stefano Dossi presentano un resoconto del Policy Forum sulla salute organizzato dall’OCSE a Parigi lo scorso 16 gennaio. Dopo aver ricordato le sfide più urgenti e i trend futuri più rilevanti per la prossima generazione di riforme sanitarie, gli autori sintetizzano le principali tematiche affrontate durante il Forum e sottolineano quanto sia rilevante adottare un nuovo approccio incentrato sulla persona, considerata la chiave per costruire sistemi sanitari accessibili, inclusivi e resilienti.

I paesi più egualitari d’Europa lo sono sempre meno?

Michela Boldrini, Ludovica Galotto e Gabriele Dente commentano due recenti pubblicazioni dell’OCSE sulla crescita delle disuguaglianze in atto in Danimarca e Svezia a partire dagli anni ’80. Gli autori spiegano che secondo l’OCSE tale processo è dovuto all’indebolimento delle politiche redistributive, alla crescita dei redditi da capitale, all’invecchiamento della popolazione e all’immigrazione e sottolineano che, nonostante ciò, Danimarca e Svezia sono ancora tra i paesi OCSE con i più bassi livelli di disuguaglianza e povertà.

Armi di distruzione (matematica) di massa

Dario Guarascio legge Weapons of Math Destruction di Cathy O’Neil che illustra come algoritmi e Big data favoriscano le disuguaglianze e mettano a rischio la democrazia americana. O’Neil fornisce un’inquietante panoramica di queste armi di distruzione (matematica) di massa e mostra come il perpetuarsi di disuguaglianze ed esclusione sociale abbia un contraltare tecnico nella pervasività degli algoritmi in tutti gli ambiti rilevanti della vita sociale: finanza, scuola, assicurazioni sanitarie e previdenziali, ricerca di lavoro, relazioni con l’amministrazione pubblica.

Evoluzione ed efficacia degli strumenti dell’Unione Europea per la tutela dello stato di diritto negli Stati membri

Luigi Salvia descrive e analizza gli strumenti – al momento ancora di soft law – a disposizione della Commissione Ue e del Parlamento europeo per prevenire e sanzionare possibili violazioni dei principi dello Stato di Diritto da parte degli Stati membri. Salvia, dopo una disamina delle diverse letture del concetto di «Stato di diritto», si sofferma anche sui punti di forza e sulle criticità dei meccanismi di reazione previsti dai Trattati europei, alla luce dei recenti sviluppi politici nell’Europa orientale che sembrano richiedere nuovi sistemi più flessibili e di più incisiva applicazione.

Il liberismo e lo sviluppo economico cinese

Stefania Jaconis legge ‘Liberalism and Chinese Economic Development’ curato da Gilles Campagnolo e si chiede: come definire la Cina oggi? Quali sono le caratteristiche salienti di un modello di sviluppo che può essere compreso solo tenendo conto di un contesto il più ampio possibile, che è quello della civiltà dell’Asia Orientale? Jaconis sottolinea che per rispondere a queste domande è necessario tenere conto in modo integrato di molti aspetti – economici, socioculturali e giuridici -e che il merito principale del volume è di riuscire a farlo.