Nella sezione dedicata ai Focus pubblichiamo interventi diretti a presentare in modo rigoroso ma non specialistico ciò che occorre conoscere per formarsi un’opinione informata su temi largamente dibattuti ma raramente conosciuti nei loro aspetti più importanti.

Casa cara casa: l’impatto delle politiche abitative

Virginia Maestri si occupa di politiche abitative e ne esamina le conseguenze, soprattutto sotto il profilo redistributivo, nel nostro paese in confronto con altri due paesi: il Regno Unito e l’Estonia. L’analisi, che considera sia le politiche fiscali sia i sussidi, mette in luce la sostanziale ineffiacia delle politiche italiane nel ridurre la povertà e la disuguaglianza in contrasto con quanto avviene negli altri due paesi. In considerazione di ciò, Maestri conclude richiamando la necessità di riformare il complesso delle politiche abitative.

La situazione economica delle famiglie italiane: atmosfera da anni ’80

Marilena Giannetti e Rama Dasi Mariani si occupano della recente indagine della Banca d’Italia sul reddito e la ricchezza degli italiani, relativa al 2014, dalla quale emerge una fotografia con chiari e scuri. Per la prima volta dal 2006, il reddito familiare non risulta in calo, ma, come sottolineano Giannetti e Mariani, nel complesso il suo livello è vicino a quello della fine degli anni ’80 e, d’altro canto, la sua distribuzione, così come quella della ricchezza, è caratterizzata da una forte disuguaglianza.

Schiavitù moderna: la difficile misurazione di un drammatico problema

Teresa Barbieri e Francesco Bloise esaminano il recente Global Slavery Index, un rapporto che ci accompagna nei luoghi dove esiste ancora oggi l’orrore della schiavitù. Dopo avere ricordato quale sia la definizione di schiavitù adottata nel Rapporto, Barbieri e Bloise riportano i dati sulla sua distribuzione geografica e, soprattutto, si soffermano sulla stima contenuta nel Rapporto secondo cui gli schiavi oggi sarebbero 36 milioni e illustrano alcune debolezze di tale stima sotto il profilo dell’affidabilità metodologica.

Cosa non dimenticare quando parliamo di “abitazione”: i modelli normativi italiano e spagnolo

Marta Capesciotti dà conto delle esperienze degli ordinamenti giuridici italiano e spagnolo relativamente all’articolata interazione tra la connotazione privatistica del bene “casa” e la natura pubblicistica del “diritto sociale all’abitazione” a questo collegata. Capesciotti inoltre ricorda il percorso del giudice costituzionale nei due Paesi per il riconoscimento del diritto all’abitazione, le politiche tendenzialmente poste in essere per darvi attuazione, oltre che gli aspetti inerenti il riparto di competenze tra i diversi livelli di governo.

Sradicare la povertà estrema: un obiettivo “a portata di mano”?

Teresa Barbieri e Francesco Bloise ci accompagnano nel mondo della miseria estrema, riportando le ultime stime della Banca Mondiale secondo le quali la povertà a livello globale si sta riducendo. Barbieri e Bloise dopo avere ricordato come viene definita la povertà, presentato i dati e illustrano alcuni problemi metodologici che si pongono nella loro costruzione. Su queste basi, Barbieri e Bloise elencano alcuni motivi per i quali occorre cautela nel valutare queste tendenze e nel considerarle tali da prefigurare un futuro non lontano nel quale la povertà sarà sradicata.

I contenuti della proposta dell’INPS di riforma del sistema previdenziale

L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha di recente avanzato, in un documento dal titolo “Non per cassa, ma per equità”, una proposta di riforma del sistema previdenziale. In una Scheda a cura della Redazione vengono illustrati sinteticamente i contenuti di questa proposta che si articola su due linee di intervento: la prima si propone di fornire un sostegno assistenziali ai disoccupati over 55; la seconda di rendere più flessibile il passaggio al pensionamento, correggendo sotto questo aspetto la riforma del 2011

La decisione di bilancio nell’esperienza italiana

Marco Polese ricostruendo l’evoluzione del processo di bilancio a partire dall’approvazione della Costituzione e dell’art. 81 sul pareggio di bilancio, ricorda che negli anni ’60 si affermò un’interpretazione estensiva del principio del pareggio nel timore che ostacolasse il riconoscimento dei diritti sociali sanciti dalla Costituzione. La possibilità di deficit di bilancio impose di rivedere la normativa della contabilità e così nacque la legge finanziaria cui seguì quella di stabilità. Polese sottolinea il ruolo dell’Unione Europea in questo processo.

Com’è la salute del sistema sanitario italiano? L’evidenza dei dati OCSE

Alessandra Cataldi, facendo uso dei dati dell’OCSE “Health Statistics 2015”, propone una comparazione internazionale dei sistemi sanitari nazionali basata su un serie di indicatori rappresentativi di tre dimensioni: l’ammontare di risorse pubbliche destinate a finanziare tali sistemi, la quantità e la qualità dei servizi sanitari a disposizione dei cittadini. In base ai dati presentati, Cataldi nota che il sistema sanitario nazionale italiano sembra godere di buona salute, in molti casi migliore di quella della gran parte degli altri Paesi.

La lotta all’evasione fiscale: la nuova road map dell’OCSE

Morales Sloop si occupa di evasione fiscale a livello internazionale esaminando il progetto Base erosion and profit shifting (BEPS) avviato dall’OCSE nel 2013. Morales Sloop illustra sinteticamente le 15 Actions, che compongono le proposte finali del progetto e che sono principalmente finalizzate a contrastare le imprese che attuano una sistematica erosione della base imponibile con conseguente trasferimento artificiale di utili verso quei paesi che offrono una fiscalità privilegiata o, nei casi più estremi, verso i paradisi fiscali.

La nuova frontiera del precariato: i buoni lavoro

Marta Fana descrive l’evoluzione normativa e le evidenze disponibili sul sistema dei buoni lavoro (i voucher). Fana sottolinea che le riforme del mercato del lavoro hanno costantemente liberalizzato il lavoro accessorio fino ad estenderlo a tutti i settori e ricorda che il Jobs Act ha aumentato i massimali di reddito percepibili. Esaminando i dati Fana documenta la crescita esplosiva dell’uso dei voucher: soltanto nel 2015 ne sono stati venduti più di 71 milioni e i lavoratori, soprattutto giovani, interessati da questa nuova forma di lavoro precario, sono oltre un milione.