Nella sezione dedicata ai Focus pubblichiamo interventi diretti a presentare in modo rigoroso ma non specialistico ciò che occorre conoscere per formarsi un’opinione informata su temi largamente dibattuti ma raramente conosciuti nei loro aspetti più importanti.

Le disuguaglianze salariali: buone notizie dagli Stati Uniti?

Valerio Ciampa e Daniele Robiony esaminano un recente Rapporto dell’Economic Policy Institute dal quale risulta che negli Stati Uniti, per la prima volta da quasi mezzo secolo, i salari delle fasce povere sono cresciuti più di quelle ricche. Ciampa e Robiony illustrano come queste tendenze si sono manifestate tra gruppi diversi (per etnia, per genere), presentano le possibili spiegazioni e si chiedono se siano destinate a durare nel tempo o invece costituiscano un isolato episodio.

Lavoro, sviluppo e ri-produzione

Roberto Romano esamina il problema dell’orario di lavoro in relazione alle trasformazioni strutturali del capitalismo. Romano documenta la storica tendenza dell’orario di lavoro a ridursi e sostiene che nei paesi in cui tale tendenza è stata più marcata la crescita del PIL e della produttività è stata maggiore. Romano, inoltre, sottolinea l’importanza del tempo libero per permettere ai consumatori di apprendere come utilizzare beni e servizi a maggior contenuto tecnologico e, dunque, per sostenere la domanda e il processo di sviluppo.

People At the Centre: il futuro di una sanità al servizio della persona

Giulia Morando e Stefano Dossi presentano un resoconto del Policy Forum sulla salute organizzato dall’OCSE a Parigi lo scorso 16 gennaio. Dopo aver ricordato le sfide più urgenti e i trend futuri più rilevanti per la prossima generazione di riforme sanitarie, gli autori sintetizzano le principali tematiche affrontate durante il Forum e sottolineano quanto sia rilevante adottare un nuovo approccio incentrato sulla persona, considerata la chiave per costruire sistemi sanitari accessibili, inclusivi e resilienti.

I paesi più egualitari d’Europa lo sono sempre meno?

Michela Boldrini, Ludovica Galotto e Gabriele Dente commentano due recenti pubblicazioni dell’OCSE sulla crescita delle disuguaglianze in atto in Danimarca e Svezia a partire dagli anni ’80. Gli autori spiegano che secondo l’OCSE tale processo è dovuto all’indebolimento delle politiche redistributive, alla crescita dei redditi da capitale, all’invecchiamento della popolazione e all’immigrazione e sottolineano che, nonostante ciò, Danimarca e Svezia sono ancora tra i paesi OCSE con i più bassi livelli di disuguaglianza e povertà.

Armi di distruzione (matematica) di massa

Dario Guarascio legge Weapons of Math Destruction di Cathy O’Neil che illustra come algoritmi e Big data favoriscano le disuguaglianze e mettano a rischio la democrazia americana. O’Neil fornisce un’inquietante panoramica di queste armi di distruzione (matematica) di massa e mostra come il perpetuarsi di disuguaglianze ed esclusione sociale abbia un contraltare tecnico nella pervasività degli algoritmi in tutti gli ambiti rilevanti della vita sociale: finanza, scuola, assicurazioni sanitarie e previdenziali, ricerca di lavoro, relazioni con l’amministrazione pubblica.

Evoluzione ed efficacia degli strumenti dell’Unione Europea per la tutela dello stato di diritto negli Stati membri

Luigi Salvia descrive e analizza gli strumenti – al momento ancora di soft law – a disposizione della Commissione Ue e del Parlamento europeo per prevenire e sanzionare possibili violazioni dei principi dello Stato di Diritto da parte degli Stati membri. Salvia, dopo una disamina delle diverse letture del concetto di «Stato di diritto», si sofferma anche sui punti di forza e sulle criticità dei meccanismi di reazione previsti dai Trattati europei, alla luce dei recenti sviluppi politici nell’Europa orientale che sembrano richiedere nuovi sistemi più flessibili e di più incisiva applicazione.

Il liberismo e lo sviluppo economico cinese

Stefania Jaconis legge ‘Liberalism and Chinese Economic Development’ curato da Gilles Campagnolo e si chiede: come definire la Cina oggi? Quali sono le caratteristiche salienti di un modello di sviluppo che può essere compreso solo tenendo conto di un contesto il più ampio possibile, che è quello della civiltà dell’Asia Orientale? Jaconis sottolinea che per rispondere a queste domande è necessario tenere conto in modo integrato di molti aspetti – economici, socioculturali e giuridici -e che il merito principale del volume è di riuscire a farlo.

Conoscere la povertà per combatterla: un excursus storico

Francesca Rigotti riflette sulla storia della povertà e delle politiche per contrastarla basandosi sugli argomenti presentati dal politologo tedesco Philipp Lepenies nel suo recentissimo Armut. Ursachen, Formen, Auswege. Rigotti si sofferma, in particolare, sull’idea centrale del volume, secondo la quale la definizione precisa della povertà e la sua misurazione sono serviti ad allontanare l’idea che la povertà sia un destino o che derivi dalla «poca voglia di lavorare» e a favorire l’affermarsi di politiche dirette a contrastarla.

Il rapporto Stato-Regioni nella riforma Madia. La sent. n. 251/2016 della Corte costituzionale

Giorgia Crisafi ricostruisce la sentenza n. 251 del 25 novembre 2016, con la quale la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità di alcune disposizioni della legge delega sulla riorganizzazione delle pubblica amministrazione. Crisafi sintetizza i passaggi argomentativi della pronuncia, che rientra nel novero di quelle definite “manipolative di procedura” o “additive di procedura”, poiché la Consulta dichiara l’illegittimità della disposizione impugnata “nella parte in cui non prevede” il coinvolgimento delle Regioni nell’adozione di un atto amministrativo.

L’elezione del Presidente degli Stati Uniti e l’irrisolto paradosso dell’Electoral College

Giulia Aravantinou si occupa del sistema elettorale statunitense, la cui analisi è stata ampiamente stimolata dagli esiti delle ultime elezioni presidenziali. Aravantinou sottolinea gli aspetti di rilievo, anche costituzionalistico, del complesso sistema elettorale USA – sia nella fase c.d. intrapartitica che in quella interpartitica – e si sofferma sulle numerose proposte di riforma dell’Electoral College, considerato da molti il vero elemento distorsivo della trasmissione della volontà dei cittadini nel meccanismo delle presidenziali.