Nella sezione dedicata ai Focus pubblichiamo interventi diretti a presentare in modo rigoroso ma non specialistico ciò che occorre conoscere per formarsi un’opinione informata su temi largamente dibattuti ma raramente conosciuti nei loro aspetti più importanti.

Globalizzazione, lavoro e disuguaglianza: il ruolo delle catene globali del valore

Elisabetta Magnani illustra alcune conseguenze sul lavoro e sulle disuguaglianze dei modelli produttivi basati sulle catene globali del valore, molto diffusi con la globalizzazione. Dopo avere illustrato le caratteristiche di tali modelli – in particolare la segmentazione della produzione in fasi localizzate in aree geografiche distanti – ed il ruolo che in essi svolgono le Piccole e Medie Imprese, Magnani individua i meccanismi attraverso cui essi possono incidere sulle disuguaglianze e sulla “qualità” del lavoro, sia salariato che imprenditoriale.

Tempo di lavoro senza limiti

Mario Sai analizza il recente accordo del sindacato dei metalmeccanici tedeschi, che permette una flessibilità degli orari su base volontaria e personale. Sai mette in luce, in particolare, la contraddizione che si pone tra l’esigenza dei lavoratori, che è forte e diffusa, di autonomia e di personalizzazione e quella delle imprese, particolarmente avvertita in seguito alla cosiddetta rivoluzione toyotista del “ just in time”, di disporre della più ampia libertà nella gestione degli orari.

L’elefante della disuguaglianza globale

Michela Boldrini, Gabriele Dente e Ludovica Galotto si occupano della nota curva dell’“elefante delle disuguaglianze globali” proposta nel 2013 da Lakner e Milanovic esaminando una recente rivisitazione della curva proposta da Kharas e Seidel. Il loro studio fornisce alcune elaborazioni utili per meglio comprendere il significato della curva, per confutare alcune fallaci e diffuse interpretazioni della stessa e per arricchire l’esame dell’andamento della disuguaglianza a livello globale.

I divari di ricchezza tra uomini e donne in Italia: i risultati di un recente studio

Francesco Bloise esamina un recente studio di Giovanni D’Alessio, basato sull’indagine sui bilanci delle famiglie della Banca d’Italia, sui divari di ricchezza tra uomini e donne in Italia. Ricostruendo la ricchezza individuale a partire da quella familiare e da numerose altre informazioni, lo studio mostra che i divari tra uomini e donne sono elevati nel caso della ricchezza finanziaria e meno pronunciati, ma sempre importanti, per le attività immobiliari. Inoltre, i divari di ricchezza netta, pur molto elevati, sembrano in diminuzione negli ultimi 25 anni.

La politica come scienza. L’esperienza di Frattocchie

Fulvio Lorefice si occupa della formazione della classe politica, una precondizione per quell’effettiva «centralità del parlamento» che queste elezioni temporaneamente ci consegnano. In particolare, l’autore si sofferma sull’esperienza del sistema educativo di scuole nazionali e regionali del Partito Comunista Italiano e quindi sul relativo processo di pedagogia politica delle masse. Nel ricordare la figura intellettuale di Luciano Gruppi, sostiene l’importanza per la sinistra odierna del linguaggio e della sua accessibilità.

L’Intelligenza Artificiale: dal “grande furto” a una più giusta distribuzione dei profitti

Fabio Massimo Zanzotto esamina la complessa tensione tra i benefici dei sistemi basati sull’intelligenza artificiale e i possibili effetti dirompenti di tali sistemi sul mercato del lavoro. Dopo aver affermato che ogni sistema basato sull’intelligenza artificiale sfrutta conoscenza prodotta dalle persone, anche nella loro attività lavorativa, Zanzotto sostiene che i ricercatori in intelligenza artificiale dovrebbero realizzare sistemi che siano inerentemente in grado di permettere di ripagare la conoscenza che utilizzano, evitando che questa sia oggetto di “furto”.

Jobs Act e domanda di lavoro: una valutazione

Laura Bisio e Davide Zurlo valutano l’impatto dell’introduzione del Jobs Act sulla complessiva domanda di lavoro dipendente nel periodo 2015-2016, distinguendo gli effetti dell’introduzione del contratto a tutele crescenti (CTC) da quelli legati agli sgravi contributivi. La principale conclusione raggiunta dagli autori è che, se da un lato l’uso del CTC è associato a una maggiore domanda di lavoro complessivo, l’ampiezza dell’effetto appare principalmente legata all’entità degli sgravi e alla rimodulazione del loro importo.

Verso una prosperità armata? Riflessioni sull’economia della guerra

Elisabetta Magnani richiama la nostra attenzione sull’evoluzione delle spese militari e sul ruolo della produzione e vendita di armi nell’attuale fase di sviluppo delle economie avanzate. Dopo aver illustrato alcuni dati sull’ampiezza di questo settore nei maggiori paesi nonché sull’entità e le principali destinazioni delle sue esportazioni, Magnani riflette sul ruolo della spesa militare nel contrastare i problemi di domanda aggregata mettendo in rilievo anche l’importanza dell’uso privato di armi, sostenuto da una domanda di sicurezza che in realtà produce insicurezza.

Il part-time, una scelta dell’offerta o della domanda di lavoro?

Tiziana Canal e Valentina Gualtieri fanno il punto su alcuni aspetti che caratterizzano le donne occupate nel mercato del lavoro italiano rispetto agli uomini. In particolare, le autrici approfondiscono lo studio della diffusione del part-time, proposto in passato, principalmente, come uno strumento per favorire la conciliazione fra tempi di lavoro e di cura da parte delle donne e utilizzato, soprattutto negli ultimi anni, come strumento per accrescere la flessibilità da parte della domanda di lavoro.

Povertà, Reddito, Lavoro nel Post-Fordismo digitalizzato

Massimo De Minicis si occupa dell’insufficienza del reddito da lavoro, considerandola una conseguenza della trasformazione del lavoro. Secondo De Minicis con l’affermarsi di una cultura produttiva “Lean”, rafforzata dal progresso Tecnologico Digitale, il lavoro è divenuto più casuale ed ha perso la sua relazione con il concetto di salario; la conseguenza è che la richiesta di reddito tende a sostituirsi a quella di salario. De Minicis sostiene che è necessario e possibile ricostruire il rapporto tra capitale, lavoro e salario e formula una proposta al riguardo.