Nella sezione dedicata ai Focus pubblichiamo interventi diretti a presentare in modo rigoroso ma non specialistico ciò che occorre conoscere per formarsi un’opinione informata su temi largamente dibattuti ma raramente conosciuti nei loro aspetti più importanti.

Archiviazione e codificazione dei CCNL. Semplificare per promuovere il lavoro regolare

Michele Faioli ricorda che l’archivio nazionale CNEL registra circa 900 contratti collettivi e che questo è un segnale di pratiche concorrenziali sleali sul costo del lavoro nonché di rincorsa al ribasso nelle tutele dei lavoratori. Per questa ragione il CNEL ha chiesto e ottenuto un sistema unico, trasparente e accessibile, di deposito e codificazione dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni che Faioli illustra, sostenendo che tale sistema è un passo verso la semplificazione per fini di certezza pubblica e per la riduzione delle disuguaglianze.

L’immigrazione tra politiche umanitarie e politiche securitarie: che fine ha fatto l’integrazione?

Luca Bonacini e Eleonora Costantini esaminano i più recenti provvedimenti in tema di politiche migratorie, emanati a livello europeo e italiano, alla luce dei risultati di una ricerca esplorativa condotta dai due autori sull’offerta dei servizi in Emilia-Romagna. In un quadro di diffusa esternalizzazione dei servizi volti all’integrazione dei migranti, quello che risulta determinante per la riuscita delle politiche pubbliche è una forma contrattuale che permetta ai gestori locali la necessaria flessibilità.

Le politiche anticrisi di UE e Stati Uniti: differenze e probabili impatti futuri

Mattia De Crescenzo e Bianca Giannini descrivono e quantificano le grandi aree di policy in cui si sono concentrati gli interventi economici di contrasto della crisi pandemica dei Paesi europei e degli Stati Uniti mettendo in evidenza le numerose similitudini ma anche la principale differenza che riguarda il diverso approccio alla tutela dei lavoratori. De Crescenzo e Giannini discutono brevemente la filosofia di fondo dei due approcci illustrandone i rispettivi aspetti positivi e limiti e sottolineano che i loro effetti sulla ripresa sono ancora da vedere.

“Follow the Data”. Uno sguardo europeo allo scontro sino-americano sul controllo dei dati personali

Alessandro Pillitu ragiona sul tema del controllo dei dati personali da parte di imprese di altri paesi prendendo spunto dai due ordini esecutivi con cui l’Amministrazione Trump, sostenendo che sono controllate dal Partito Comunista Cinese, ha messo in pericolo la continuazione delle attività delle società proprietarie delle app “tik-tok” e “wechat”. Pillitu ritiene che le preoccupazioni del Governo americano siano fondate, così come lo erano quelle della Corte di Giustizia Europea nella sentenza Schrems 2 riguardante “Facebook”.

Politiche monetarie con tassi di interesse negativi come soluzione alla crisi?

Stefano Di Bucchianico e Riccardo Zolea discutono la proposta di affrontare la crisi mediante tassi di interesse negativi, come sostenuto di recente da Rogoff. Invece di soffermarsi sugli aspetti operativi riguardanti l’implementazione di tali politiche, i due autori spostano l’attenzione sui possibili rischi connessi a queste ultime e illustrano le ragioni per le quali considerano preferibile un’alternativa basata su politiche di spesa pubblica e istituti di credito pubblici.

Ma vedi di crescere! E, soprattutto, di includere. L’Europa e la crescita inclusiva in un recente Rapporto della Commissione Europea

Frateblu presenta i risultati contenuti in un recente Rapporto della Commissione Europea sul grado di inclusività della crescita economica in Europa nel decennio 2007-2017. Il Rapporto documenta come la crescita aggregata sia stata poco inclusiva poiché di essa hanno beneficiato soprattutto le fasce di popolazione più benestanti. Il Rapporto auspica, quindi, politiche che siano in grado di distribuire più equamente i frutti della crescita tra tutte le fasce di reddito almeno nel medio periodo.

Le molteplici dimensioni delle disuguaglianze sociali: l’evidenza italiana

Giovanna Scarchilli esamina un aspetto trascurato negli studi sulle disuguaglianze sociali: l’interdipendenza fra le varie dimensioni di benessere. Riferendosi alla nota e quanto mai attuale relazione fra redditi bassi e altre forme di deprivazione, Scarchilli chiarisce il fondamento statistico di tale relazione, calcolando la correlazione fra i ranghi occupati lungo quattro dimensioni di deprivazione dagli individui residenti in Italia fra il 2007 e il 2018. Il principale risultato è che una quota non irrilevante e crescente di popolazione risulta deprivata lungo tutte le dimensioni.

Caro spettatore, come stai? Le organizzazioni culturali e la resilienza delle comunità

Annalisa Cicerchia a proposito dell’impatto della pandemia sul mondo della cultura e delle arti commenta tre iniziative rivolte a mobilitare le organizzazioni culturali a sostegno del proprio pubblico nel periodo della chiusura di teatri, musei, cinema e sale da concerti: l’iniziativa del Consiglio Internazionale dei Musei per fornire indicazioni operative ai propri associati e al pubblico; l’indagine ‘Caro spettatore, come stai?’ promossa da alcuni professionisti della cultura e quella, a cura della Direzione Generale dei Musei, rivolta al pubblico di frequentatori abituali dei musei.

L’istruzione durante e dopo il Covid-19: un rapporto dell’OCSE

Teresa Barbieri sintetizza un recente rapporto dell’OCSE che prende in esame gli effetti che la pandemia da Covid-19 ha avuto e sta avendo sul settore dell’istruzione nonché quelli che potrebbe avere nel prossimo futuro. Il rapporto ricorda i diversi modi in cui il settore è stato messo duramente alla prova durante il lockdown e il ruolo che hanno avuto le risposte offerte dai vari paesi; inoltre, prospetta la preoccupante possibilità che l’istruzione, più di altri settori, possa risentire dei prevedibili problemi futuri di finanza pubblica.

Il Recovery Fund: dettagli e prospettive per la UE e gli Stati membri

Alessandra Cataldi, Mattia De Crescenzo e Bianca Giannini descrivono gli esiti principali del negoziato sul Recovery Fund, mostrando che l’accordo raggiunto ha una rilevanza economica e soprattutto politica. Gli autori rilevano, però, che l’efficace utilizzo delle risorse mobilitate dipenderà in modo cruciale da due fattori, uno europeo, relativo alla necessità di non imporre ai paesi membri vincoli eccessivi sull’utilizzo delle risorse, e uno nazionale, relativo alla capacità di proporre un Piano per la ripresa e la resilienza che sia ambizioso ma realizzabile.