L’origine del capitale sociale

Albanese e Barone, muovendo dalla considerazione che capitale sociale e sviluppo economico sono connessi, si chiedono se sia convincente la diffusa tesi secondo cui le dotazioni di capitale sociale in ciascun territorio hanno profonde radici storiche e perciò sarebbero stabili nel tempo. Richiamando alcuni recenti contributi, Albanese e Barone sostengono che vi sono fattori in grado di modificare le dotazioni di capitale sociale e sottolineano l’importanza della loro individuazione per il disegno di politiche idonee a ridurre i divari di sviluppo.

Sulla crisi dei partiti (parte seconda)

Questo numero del Menabò si apre con l’articolo di Gilberto Seravalli e Alberto Schena che completano la loro riflessione, avviata sul Menabò del 17 novembre 2014, sulla crisi dei partiti nel corso della quale confrontano la posizione di Adriano Olivetti con quella di Fabrizio Barca sostenendo che esse presentano sorprendenti punti di contatto. In particolare, ad accomunarle sarebbe sia l’enfasi posta sulla partecipazione dal basso sia, e soprattutto, la richiesta ai politici di una moralità che non si esaurisce nell’onestà e nella competenza.

Redistribuzione e sostegno a famiglie e poveri: una proposta

Successivamente, Fernando Di Nicola illustra una proposta di ridisegno dell’Irpef e degli assegni al nucleo familiare che corregge molti dei difetti redistributivi e di efficienza del sistema vigente. La proposta prevede una revisione delle aliquote dell’Irpef e delle detrazioni per il lavoro; la fiscalizzazione di parte dei contributi sociali e la sostituzione delle detrazioni familiari e dell’assegno al nucleo familiare con un assegno universale di sostegno ai carichi familiari, che avrebbe incisivi effetti di contrasto alla povertà.

Per un senso del dovere

Nel suo intervento, Gianluca Bascherini osserva che il tema dei doveri, malgrado la loro importanza e lo spazio che hanno avuto in alcuni cruciali passaggi storici del costituzionalismo democratico, appare sfuggente al giurista positivo, e sostiene che alcuni dei maggiori problemi contemporanei (dalla crisi economica, alla corruzione dalla tutela dell’ambiente all’immigrazione) rendono, in realtà, necessaria una rimeditazione sui doveri. Bascherini riflette poi sul rapporto tra riconoscimento dei doveri costituzionali, da un lato, e comunità solidale, opportunamente intesa, dall’altro.

Tutela della salute, vincoli europei di bilancio e ruolo della Corte costituzionale

Fabrizia Covino, nell’ultimo degli articoli che pubblichiamo, esamina l’influenza che le politiche di contenimento della spesa pubblica, rafforzate dall’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione, hanno avuto sull’orientamento della Corte Costituzionale in materia di sanità. Esaminando anche alcune sentenze relative a leggi regionali, Covino documenta come questo orientamento si sia fatto più stringente e sostiene che la primazia della stabilità della finanza pubblica introduce nella Carta un vero e proprio modello economico che innova l’impianto costituzionale e rischia di ridimensionare la tutela del diritto alla salute.

Il mondo misterioso e affascinante di Bitcoin: un’introduzione

Gran parte di questo numero del Menabò è dedicata a Bitcoin, la moneta virtuale che può essere considerata una delle grandi, e controverse, novità del nostro tempo, frutto di molte circostanze: il progresso tecnico, la globalizzazione e anche l’insoddisfazione verso le istituzioni che oggi governano la moneta. Massimo Molinari ci introduce nell’Universo Bitcoin.

Bitcoin: pregi e difetti della moneta virtuale

Ronny Mazzocchi e Mattia Del Piero analizzano la capacità di Bitcoin di risolvere alcuni storici problemi dei tradizionali sistemi di pagamento. I due autori si chiedono se la nuova moneta possa imporsi nei sistemi di pagamento mondiali e competere con le valute tradizionali e suggeriscono che proprio le due caratteristiche principali che la distinguono – non essere presente in forma fisica e non avere un istituto di emissione – rischiano di minarne la capacità di rappresentare una concreta alternativa alle vecchie valute.

Il posto di Bitcoin nella storia delle monete

Paolo Paesani ricorda che la storia della moneta è costellata di esperimenti e Bitcoin è uno di essi. Pura moneta-segno Bitcoin è pensato per circolare a livello globale sfruttando l’ubiquità della rete. Reso possibile dalla fusione tra progresso tecnologico e  globalizzazione, Bitcoin è, secondo Paesani, coerente con l’evoluzione storica dei mezzi di pagamento e può durare nel tempo. Tuttavia la fiducia nei suoi confronti, essenziale per il suo successo, potrebbe essere minata da vari incidenti e dalle brusche oscillazioni nel suo valore.

Bitcoin, paleomonete, alternative currencies: qualche spunto antropologico

Gino Satta analizza Bitcoin dal punto di vista dell’antropologo, prendendo spunto da un articolo dell’Economist che accosta Bitcoin alla moneta di pietra dell’isola di Yap. L’analogia, che ha una lunga e interessante storia, è stimolante ma può essere fuorviante. Secondo Satta l’antropologia economica può contribuire all’analisi delle monete virtuali soprattutto con un approccio etnografico ai contesti sociali che analizzi le credenze, gli usi, le relazioni degli attori coinvolti.

Sulla crisi dei partiti

Gilberto Seravalli e Alberto Schena affrontano il tema della crisi dei partiti, in un lungo contributo di cui qui pubblichiamo la prima parte. Essi osservano che Adriano Olivetti 70 anni fa e Fabrizo Barca oggi, di fronte alla crisi della democrazia, hanno proposto radicali riforme. Pur molto diverse (ad es. Barca non vuole abolire i partiti come Olivetti, ma li vorrebbe drasticamente riformati) le due proposte hanno sorprendenti punti di contatto. In entrambe, è centrale sia il ruolo della partecipazione dal basso sia, e soprattutto, la moralità dei politici, che deve essere “speciale”, andando oltre l’onestà e la competenza.