Incentivi alle rinnovabili e prezzo dell’energia: quale relazione?

Susan Battles, Alessandra Cataldi e Pietro Zoppoli, dopo aver ricordato che l’Italia è uno dei Paesi europei che più ha incentivato le fonti energetiche rinnovabili, riportano i risultati di un recente studio secondo cui la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile ha contribuito a ridurre il prezzo all’ingrosso dell’elettricità. L’effetto degli incentivi è, però, variegato: nel caso dell’eolico la riduzione del prezzo dell’elettricità ha più che compensato il costo degli incentivi mentre, finora, l’opposto si è verificato per il fotovoltaico

La sfida di Obama alle disuguaglianze e… al Congresso

Ruggero Paladini esamina dal punto di vista della riduzione delle disuguaglianze la legge finanziaria per il 2016 proposta da Obama e mostra come essa preveda vari interventi popolari ai quali, in un periodo elettorale, non sarà facile per i repubblicani opporsi. Paladini considera che un ostacolo potrebbe essere rappresentato dalla già alta progressività del sistema fiscale USA, maggiore di quella europea, ma ritiene che la crescente concentrazione del reddito in atto negli USA non consentano di giustificare le eventuali reazioni dei più ricchi

Il contratto a tutele crescenti e la Costituzione

Stefano Giubboni osserva che il contratto a tutele crescenti contenuto nello schema di decreto legislativo trasmesso dal Governo alle Camere il 24 dicembre, caratterizzandosi soprattutto per la riduzione delle garanzie contro i licenziamenti ingiustificati prevista per i nuovi assunti, è ben diverso da quello che era trapelato nelle prime discussioni sul Jobs Act. Partendo da queste considerazioni Giubboni sostiene che tra il contratto proposto dal governo e i principi costituzionali vi sono molteplici tensioni

L’insospettabile outlier d’Europa

Marcello Basili, mentre Angela Merkel sembra riscuotere importanti successi politici a livello internazionale, si chiede se alle sue spalle ci sia veramente il paese delle meraviglie da molti celebrato. Presentando numerosi dati, Basili sostiene che essi raccontano una storia dei successi tedeschi diversa da quella che più frequentemente circola e chiariscono quale sia il presupposto, irripetibile e irriproducibile, dell’imponente attivo commerciale tedesco e dello spiazzamento dei competitor continentali come Francia e Italia

Ricchi e poveri di salute: la situazione italiana

Giuseppe Costa e Michele Marra, attingendo a un recente Libro Bianco sul tema, si occupano di disuguaglianze di salute sottolineando che esse sono un problema per la sanità, per gli effetti sulla mortalità ; sono un problema sociale, poiché colpiscono le fasce di popolazione più svantaggiate e, infine, un problema economico, date le ingenti risorse richieste per farvi fronte. I due autori, anche richiamando la variabilità delle disuguaglianze di salute nel tempo e nello spazio, sostengono, però, che esse non sono inevitabili

Il Partito nella Rete. Prove tecniche di connessione alla partecipazione pulviscolare

Cristopher Cepernich si chiede come Internet stia trasformando le organizzazioni politiche e le forme di partecipazione e sottolinea che la Network Society da un lato obbliga i partiti a ripensarsi in termini di re-intermediazione nelle relazioni con i cittadini e a rinunciare al monopolio della politica istituzionale e, dall’altro, lungi dall’essere la causa della crisi dei partiti, offre a questi ultimi la possibilità di uscire dal loro attuale stato di debolezza, come mostrano varie esperienze, a iniziare da quella di Obama nelle elezioni del 2008

La povertà dei minori: il labirinto delle statistiche ufficiali

Walter Nanni ricorda che la povertà dei minori in Italia è un fenomeno storico, aggravato in tempi recenti dalla crisi economica e dai tagli alle spese sociali destinate a sostenere le famiglie. Nanni chiarisce anche che la povertà dei minori può essere misurata in vari modi e sottolinea che in Italia la povertà dei minori è significativamente superiore a quella media Europea. Particolarmente grave è che tra il 2012 e il 2013 la povertà assoluta tra i minori sia cresciuta di oltre il 35%.

La povertà dei bambini: oltre la misurazione di redditi e consumi

Raffaela Milano richiama l’attenzione sul fatto che la povertà dei minori ha molte dimensioni e si concentra su quella educativa. Quest’ultima, intesa in senso ampio, consiste nella privazione della possibilità di apprendere e di sviluppare capacità, talenti e aspirazioni. Milano documenta l’estensione e la gravità di questa povertà nel nostro paese, ne illustra le conseguenze e indica le strade da seguire per contrastarla, soffermandosi su quelle che Save the children sta percorrendo.

Quali politiche di contrasto alla povertà dei minori?

Chiara Saraceno ricorda che vi sono minori poveri anche in famiglie che percepiscono un reddito da lavoro e sottolinea che molti paesi affrontano questo problema con varie misure: assegni per i figli, sostegno all’occupazione femminile, integrazione di reddito. In Italia queste misure mancano o sono presenti solo in forma parziale e categoriale; ma ciò che più preoccupa è l’assenza di efficaci interventi di contrasto della deprivazione di esperienze educative, di attività di tempo libero e di socialità nella prima infanzia e lungo tutto il processo di crescita.

L’incognita Tsipras e la crisi dell’Austerity. Un ritorno in Europa della discrezionalità politica?

Francesco Bilancia si chiede se quella di Tsipras in Grecia possa essere considerata una vittoria dell’euroscetticismo o, anche, del populismo. Nel dare risposte a queste domande Bilancia sostiene che l’affermazione di Tsipras testimonia l’irrompere della questione democratica come variabile a difesa dei diritti irrinunciabili delle persone sul proscenio dei processi di integrazione europea e che essa può favorire il ritorno della politica come strumento di governo di quei processi.