Dal calo della popolazione al suo aumento. Una riflessione sulle implicazioni della revisione dei trend demografici

Angelo Marano muove dall’osservazione che contrariamente a quanto previsto negli anni ’90, la popolazione residente in Italia non è in calo ma in crescita, anche se rimane il problema dell’invecchiamento. Marano sottolinea che questi errori derivano dalla sottostima della natalità, della longevità e, soprattutto, dei flussi migratori e argomenta che sulla base di previsioni rivelatesi ex post lontane dalla realtà sono state adottate politiche piuttosto severe, soprattutto in ambito pensionistico

Regionali e astensionismo: cronaca di un risultato annunciato

Cecilia Biancalana trae spunto dalle prossime elezioni regionali per trattare il tema dell’astensionismo elettorale italiano. Dopo avere esaminato le diverse spiegazioni che sono state proposte per spiegare il fenomeno Biancalana riflette sul legame che sussiste tra l’astensionismo elettorale, da un lato, e sfiducia nei partiti politici, dall’altro e si interroga sulle ragioni per cui le elezioni regionali sono particolarmente soggette al rischio di astensionismo

Ricchezza: la solita ignota

Francesco Bogliacino e Virginia Maestri si occupano di reddito e di ricchezza e esaminano i dati relativi alla disuguaglianza nella distribuzione dell’uno e dell’altra. Essi sottolineano che per la ricchezza disponiamo di pochi dati e scarsamente comparabili ma da essi risulta che la ricchezza è peggio distribuita del reddito. Cercando di tenere conto simultaneamente di reddito e ricchezza i due autori osservano che un patrimonio elevato può coesistere con un reddito basso e viceversa, come nel caso dei ricchi di reddito indebitati e dei poveri che possiedono patrimoni non trascurabili.

Le crisi e i redditi dei ricchi

Salvatore Morelli esamina, in una prospettiva storica, l’effetto che le crisi bancarie e finanziarie sistemiche hanno sulle quote di reddito dei più ricchi, i cosiddetti top income, nei paesi avanzati. Morelli mostra che in generale l’effetto è negativo per i super- ricchi mentre è positivo per la classe medio-alta. Nella crisi la disuguaglianza nei redditi tende a ridursi ma questo effetto è piuttosto contenuto e appare in alcuni casi temporaneo. Nel complesso, secondo Morelli, le forze di mercato più distruttive non sembrano, da sole, in grado di scalfire le concentrazioni estreme di reddito.

Crisi o trasformazione della democrazia?

Alessandro Ferrara muove dalla paradossale considerazione che nel momento storico in cui è diventata un orizzonte condiviso da più di metà dell’umanità, la democrazia come regime politico si trova ad operare in condizioni sociali, economiche, culturali inusitatamente inospitali. Dopo aver ricostruito le principali dieci condizioni inospitali con cui la democrazia del XXI secolo dovrà convivere, tra le quali rientra la concentrazione del reddito e della ricchezza, Ferrara si occupa del modo in cui il pensiero liberal-democratico degli ultimi decenni ha risposto a queste sfide.

I “lavoratori ricchi”: una nuova figura di rentier?

FraGRa dedicano il loro articolo ai cosiddetti working rich. Dopo avere documentato la tendenze dei redditi a concentrarsi nella parte alta della distribuzione e, soprattutto, la crescente presenza dei redditi da lavoro tra i top income, FraGRa si interrogano sui fattori in grado di spiegare il fenomeno. A questo scopo ricordano che già nell’800 i Fabiani avevano sostenuto che anche i redditi da lavoro possono avere una componente di rendita e sostengono che proprio alle rendite indotte da una inadeguata concorrenza occorre guardare per comprendere il fenomeno e per debellarlo.

“Vincoli ciechi”: i tagli alla spesa e il diritto alla salute

Paolo De Ioanna e Roberto Fantozzi si occupano degli effetti del vincolo di bilancio sulle prestazioni sanitarie e in particolare sulla loro disparità tra le regioni del Nord e del Sud. Dopo aver analizzato gli aspetti giurisprudenziali, essi documentano le disparità regionali nell’erogazione/fruizione dei Livelli Essenziali di Assistenza e sostengono che la funzione «sanità» dovrebbe essere organizzata secondo plessi territoriali ottimali (consorzi tra Regioni– aree regionali ottimali) prevedendo, contro l’opportunismo, sanzioni a carico dei soli amministratori.

Nelle pieghe del Jobs Act: sgravi fiscali, occupazione e oneri per il bilancio pubblico

Fabrizio Patriarca e Michele Raitano illustrano la norma che ha introdotto gli sgravi contributivi per le imprese che assumono con contratti a tempo indeterminato e ne valutano gli effetti sia sulle convenienze delle imprese a sostituire contratti atipici con contratti a tutele crescenti sia sul bilancio pubblico. Le loro conclusioni sono che per parte dei lavoratori il miglioramento della forma contrattuale potrebbe rivelarsi di breve periodo e che la creazione di nuova occupazione potrebbe essere molto onerosa per il bilancio pubblico.

Pensioni, indicizzazione e soglie di povertà

Laura Dragosei e Sergio Ginebri si occupano della progressiva erosione del potere di acquisto delle pensioni Inps liquidate che ha interessato sia le pensioni di importo medio-basso sia quelle di importo medio-alto. Dopo avere illustrato il fenomeno, i due autori individuano le cause di tale erosione non soltanto nella parziale indicizzazione delle pensioni di importo medio-alto e nella normativa fiscale ma anche nelle caratteristiche del paniere utilizzato per l’indicizzazione che non riflette pienamente la struttura dei consumi dei pensionati più poveri.

L’economia della cortesia e l’efficienza delle decisioni collettive

Giovanni Di Bartolomeo e Stefano Papa partono dalla considerazione che le decisioni collettive, forse più di quelle individuali, risentono di distorsioni emotive e trappole mentali che, in particolare, favoriscono il “pensiero unico” e riducono la capacità critica del gruppo. Sottolineando l’importanza degli stili di gestione del gruppo e facendo riferimento al concetto di “cortesia”, i due autori sostengono che una leadership “cortese”, contrapposta ad una “autoritaria”, può ridurre le distorsioni nel processo di scelta, favorendo decisioni più efficienti.