La sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e l’illusione delle soluzioni semplicistiche

Fabrizio Tediosi partendo dalla considerazione che la Legge di Stabilità e il cosiddetto “decreto appropriatezza” hanno riaperto le polemiche sulla sostenibilità del SSN, sostiene che la crisi economica rende necessario migliorare le performance del SSN. A questo scopo occorre privilegiare i servizi che generano i maggiori benefici, disinvestendo da quelli con profili costi-benefici meno favorevoli. Ciò richiede, però, tempi lunghi; soluzioni semplicistiche sono poco credibili e rischiano di compromettere la fiducia dei cittadini nel SSN.

Il declino della spesa sanitaria: quali priorità per i recuperi di efficienza?

Enza Caruso mostra che mentre il Pil ristagna, la stretta dei bulloni sulla spesa pubblica dettata dai vincoli europei è stata scaricata sulla sanità. Quest’ultima ha perso risorse in valori nominali, mentre il resto della spesa corrente primaria ha continuato a crescere. Secondo Caruso, la ridefinizione delle priorità per la sostenibilità del Ssn non consente al settore di beneficiare dei recuperi di efficienza permessi da una buona governance, piuttosto dietro la contrazione delle prestazioni c’è il rischio di privatizzazione di importanti quote di spesa sanitaria.

Le politiche sanitarie tra accelerazioni, battute d’arresto e vincoli di bilancio

Roberto Fantozzi, dopo aver richiamato i principali interventi normativi sul SSN negli ultimi anni, documenta i ripetuti tagli – inclusi quelli della Legge di Stabilità – alle risorse per il SSN e li pone in relazione alle novità previste dal Patto per la Salute 2014-2016 che riguardano la definizione dei nuovi LEA, i costi standard, la governance e la riqualificazione dei SSR. Fantozzi conclude che l’inadeguatezza delle risorse ha mandato deluse le attese suscitate dal Patto e mette anche in discussione la sostenibilità della sanità pubblica.

Le conseguenze territoriali dell’austerità disuguale

Gianfranco Viesti dopo avere ricordato che l’austerità non è uguale per tutti si sofferma sugli effetti che le politiche pubbliche hanno avuto sulle diverse aree del paese. Sulla base principalmente di un’analisi dei dati relativi al “residuo fiscale” Viesti sostiene che l’austerità ha colpito in modo particolare l’area più debole del paese e cioè il Mezzogiorno. Sulla base di questi risultati Viesti invita a una rinnovata riflessione sulle conseguenze anche di lungo periodo delle scelte di politica economica.

Assicurazione europea contro la disoccupazione e stabilizzazione macroeconomica

Andrea Brandolini, Francesca Carta e Francesco D’Amuri sostengono che anche all’interno degli assetti attuali dell’Unione europea, è possibile concepire un istituto di assicurazione europea contro la disoccupazione che, da un lato, abbia una funzione di stabilizzazione macroeconomica e, dall’altro, eviti una redistribuzione persistente di risorse dalle economie più competitive verso quelle strutturalmente più deboli. Secondo gli autori, se ben congegnato, questo istituto rappresenterebbe un meccanismo di solidarietà tangibile tra i cittadini europei.

In saecula saeculorum: la mobilità intergenerazionale nel lunghissimo periodo

Guglielmo Barone e Sauro Mocetti, basandosi su un loro più ampio studio, criticano una delle conclusioni degli studi sulla mobilità intergenerazionale e cioè che la correlazione tra ascendenti e discendenti tende a svanire con il passare delle generazioni anche se è positiva tra genitori e figli. Essi, infatti, documentano la sorprendente esistenza di tracce di ereditarietà socioeconomica tra i contribuenti di Firenze e i loro antenati del ‘400 e sostengono che ciò rende necessaria una nuova riflessione sui meccanismi della trasmissione intergenerazionale.

Nuove Linee Guida e vecchi problemi: la legge n. 40/2004, sulla Procreazione medicalmente assistita, fra modifiche giurisprudenziali, inadempienze statali e iniziative regionali

Francesca Angelini fa il punto sulla Procreazione Medicalmente Assistita, all’indomani dell’adozione, nello scorso mese di luglio, delle nuove Linee Guida sulla legge. In particolare, Angelini mette in evidenza le rilevanti lacune che ancora permangono nella disciplina, nonché le notevoli difficoltà dovute al mancato inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza della PMA. Secondo Angelini ciò ha favorito l’affermarsi di uno spinto federalismo sanitario che ha messo in discussione la garanzia di unitarietà delle relative prestazioni.

L’economia dell’inganno, il caso Volkswagen e il crony capitalism

Maurizio Franzini cerca di collegare le riflessioni contenute nel libro appena pubblicato dai premi Nobel Akerlof e Shiller sull’economia dell’inganno e della manipolazione al caso recente, e clamoroso, che ha coinvolto la Volkswagen. Franzini sottolinea l’importanza delle riflessioni di Akerlof e Shiller che portano a considerare l’inganno endemico al mercato ma osserva che il caso Volkswagen prova che le forme dell’inganno sono molte, di diversa gravità e non possono essere contrastate soltanto con la regolazione.

L’uscita dall’euro: perché non è centrata l’analisi di Rodano (II parte)

Salvatore Biasco conclude la sua analisi critica delle tesi sostenute da Rodano sugli effetti di un’eventuale uscita dall’euro. In particolare, Biasco si sofferma sui numerosi squilibri che si produrrebbero nei mercati finanziari e nei valori patrimoniali rispetto ai quali considera difficilmente realizzabile un efficace intervento pubblico di contrasto. Biasco prende poi in considerazione gli effetti macroeconomici degli aggiustamenti nei salari reali e conclude con una valutazione molto negativa sulle conseguenze dell’eventuale uscita dall’euro.

Una replica alle critiche di Biasco

Giorgio Rodano, replicando alle critiche di Biasco, chiarisce innanzitutto che le differenze non riguardano il giudizio (negativo) sull’opportunità di abbandonare l’euro. Quindi, dopo aver ricordato che ogni modello va valutato rispetto alle domande che si pone, affronta i principali punti sollevati da Biasco in particolare quello dell’adeguatezza dei modelli di statica comparata a affrontare questo problema; quello della rilevanza dei capitali e deipatrimoni e quello delle ripercussioni sull’Eurozona.